I terroristi e il blitz: tutti i dubbi irrisolti. Qualcuno ci spieghi

Giancarlo Marcotti 5 Commenti

L’incubo è finito e siamo tutti sollevati. Tuttavia non riesco ad aggiungere la mia voce al coro di plauso ai servizi di sicurezza francese. Un blitz non può essere considerato un successo se si conclude con la morte di ben 4 ostaggi. In termini di sicurezza è emersa in queste ora una serie di errori e anomalie che per ora resta senza risposta. Parto dall’ultimo dubbio in ordine cronologico e, a mio giudizio, più grave:

Perché i fratelli Kouachi, due terroristi che hanno sterminato i redattori di Charlie Hebdo, sono stati uccisi?

Mi spiego: mentre l’assalto al negozio Kocher era impegnativo e rischioso a causa della presenza di ostaggi e pertanto rendeva quasi inevitabile l’uccisione di Amedy Coulibaly, il blitz contro i fratelli Kouachi è avvenuto in condizioni ben diverse, quasi ideali per catturali vivi. Ora lo sappiamo con certezza: erano asserragliati nella tipografia senza ostaggi. C’era un solo dipendente quando hanno fatto irruzione, il quale ha avuto la prontezza di riflessi di nascondersi in uno scatolone e i fratelli Kouachi non si sono mai accorti della sua presenza, che è stata provvidenziale per le forze di sicurezza. Via sms costui ha inviato alle forze dell’ordine importanti indicazioni sulle mosse dei due terroristi.

Le condizioni erano ottimali per catturarli vivi. E invece sono stati entrambi uccisi. Secondo le ricostruzioni di stampa i due sarebbero usciti dalla tipografia, nella quale si erano asserragliati, sparando all’impazzata contro le forze di polizia dopo che queste – probabilmente – avevano iniziato a lanciare lacrimogeni nel locale. Un contesto difficile e confuso ma di certo non insolito per delle teste di cuoio altamente preparate a questo tipo di eventi e addestrate sia ad uccidere sia a neutralizzare tenendo in vita.

Ed è evidente che la cattura è altamente preferibile all’eliminazione, tanto più in assenza di ostaggi. Vivi, i due sarebbero stati interrogati, si sarebbe potuto scoprire la loro rete di contatti, i loro mandanti, approfondire la storia del reclutamento nello jhadismo, E invece sono stati uccisi entrambi. Era davvero indispensabile?

A queste domande se ne aggiungono altre, sempre riguardanti la sicurezza e in parte già segnalate da alcuni nei giorni scorsi. Queste:

– Fino a poche settimane fa la redazione di Charlie Hebdo era sorvegliata da una camionetta 24 ore su 24, poi la misura è stata revocata e a proteggere è rimasto un poliziotto. Nonostante proprio prima di Natale le autorità fossero in allarme per possibili attentati, la protezione di uno dei siti più ovvi, sensibili e prevedibili di Francia non è stata aumentata, con una leggerezza inspiegabile e imperdonabile. E’ il più grande regalo che si potesse fare a dei terroristi jihadisti. Chi risponde di questa scelta? Quali le motivazioni?

– Com’è possibile che due terroristi altamente addestrati, in grado di compiere con straordinaria freddezza e professionalità una strage come quella del Charlie Hebdo, si rechino sul luogo dell’attentato con la carta di identità e per di più la dimentichino nell’auto usata per la fuga? Nella mia vita ne ho viste tante, ma una doppia leggerezza così sciocca da parte di guerriglieri che da settimane preparavano l’attentato è davvero molto insolita.

– Che fine ha fatto il terzo complice? Perché le forze dell’ordine hanno additato, sin dalle prime ore, un giovane che in realtà è risultato completamente innocente (al momento del blitz si trovava a scuola)? C’era o no? E se sì chi era? E’ ancora in fuga?

– Dalle immagini dell’assalto a Charlie Hebdo si nota che l’auto, una Citroën, era ferma in mezzo alla strada. Com’è possibile che sia stata lasciata lì durante il blitz, col rischio di bloccare il traffico e di attirare l’attenzione? O era parcheggiata altrove?

– Cos’è successo quando, subito dopo la strage, l’auto dei terroristi è stata bloccata da un’auto della polizia nella via di Charlie Hebdo?

E infine:

– I fratelli Kouachi erano noti da tempo ai servizi di sicurezza francesi, a quelli americani, persino a quelli italiani. Com’è possibile che il loro ritorno in Francia sia passato inosservato? Qualcuno monitorava le loro mosse? Li controllava? Se no, perché? Se sì, perché non sono stati fermati in tempo?

Io non ho risposte a queste domande, che restano fondamentali per capire fino in fondo i tragici attentati di Parigi. Mi limito a formularle.

Certo, invece, è il giudizio sui servizi di sicurezza francesi: sono stati disastrosi sia prima, sia durante, sia alla fine.

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  • Max938

    Non è la prima volta , in Inghilterra Spagna Cecenia etc. le forze di “sicurezza” vengono trovate sempre impreparate…ma forse i terroristi erano al corrente del clima di rilassatezza che oramai
    colpisce tutto il mondo occidentale. La verità è che se si vuole strappare la mala pianta bisogna
    partire dalle radici ! Purtroppo attualmente il più grande paese gli U.S.A. sono ancora per due anni
    nelle mani di un imbecille matricolato che è stato in gran parte artefice di questo disastro .
    Non è che noi si sia messi meglio . Quando sento il Matteo continuare a teorizzare la strategia
    dell’accoglienza… povero fesso ! E’ proprio quello che vogliono questi assassini fanatizzati dai
    loro preti che li indottrinano all’odio e alla morte. Forse non è ancora troppo tardi , ma certamente
    siamo vicini al punto di non ritorno . Alla fine si scatenerà l’odio popolare con conseguenze che
    possiamo facilmente prevedere come la guerra civile. Max938

    • Giancarlo Marcotti

      Scusa Massimo,

      rispondo a te perché sai la profonda stima che nutro nei tuoi confronti. Ti invito a riflettere su una frase che, sono sicuro, ti è sfuggita dalla “tastiera” e precisamente “E’ proprio quello che vogliono questi assassini fanatizzati dai loro preti che li indottrinano all’odio e alla morte.”

      Come era già chiaro alla prima ora, e come sta ora emergendo in maniera incontrovertibile, purtroppo, quanto successo a Parigi rientra in quelle cose, come lo “sbarco sulla luna” o gli “attentati dell’11 settembre” per le quali viene la tentazione di abbandonare il mondo nel quale viviamo e ritirarsi su un’isola deserta per la “vergogna” di far parte di questo “Occidente”.

      Perdona anche “l’autocelebrazione” ma rileggi il mio articolo “Le Borse festeggiano gli attentati di Parigi” scritto nelle ore immediatamente successive ai fatti parigini, quando NESSUNO ancora metteva in discussione la versione ufficiale dei fatti.

      Non mi fanno paura i “terroristi islamici”, me ne fa molto di più vedere “i grandi della terra” unirsi in una “catena”. Questi non si fermeranno MAI, nemmeno davanti a milioni di morti e forse nemmeno davanti alla distruzione del nostro pianeta.

      • Max938

        Caro Giancarlo perché mi domandi se la frase mi è sfuggita dalla tastiera ? Credo
        sia risaputo che gli “imam” (i loro preti) approfittino dell’uso di una lingua per quasi
        tutti noi sconosciuta per incitare i loro “fedeli” ( non ricordo in quale commento li
        avevo chiamati “a buco pilonzi” modo di dire toscano per indicare la posizione
        volgarmente detta ” a pecorina” ) privi di qualunque capacità di critica all’odio
        religioso/razziale con il “leit-motiv” uccidete gli infedeli ! Giustamente rileggevo
        proprio oggi la barzelletta Bush-Berlusconi dei 600mila morti islamici e del dentista
        che non ricordavo e mi sono fatto una sana risata ! Non ti meravigliare della mia
        durezza , ma ricordavo dei miei studi classici delle “lezioni” impartite da Aristotele
        ad Alessandro (giovane) divenuto in seguito “il Grande” : passeggiando in un
        campo “decapitava” tutti i papaveri che incontrava spiegandone poi la ragione.
        Anche Niccolò Machiavelli non scherzava nell’istruire “il Principe” nell’arte del
        comando : ricordiamoci gli inviti a pranzo con massacro finale che la storia ci ha
        tramandato. D’altra parte la Storia recente ci ha dimostrato che per tenere a bada
        delle tribù primitive e “costringerle” a non scannarsi perennemente a vicenda ci
        vogliano dei soggettini tipo Saddam Hussein / Gheddafi / Mubarak etc.etc. .
        Io ricordo ad esempio che il tanto criticato Resha Palewi dopo una dura lotta
        politica contro il signor Mossadeq stava riuscendo a fare dell’Iran un paese
        civile con rispetto delle donne e istruzione diffusa . Poi sono intervenuti tutta
        la banda dei bischeri tipo Obama Sarkosi etc. etc. che hanno scatenato tutto
        il casino che stiamo vedendo oggi ! Certamente dobbiamo vergognarci di questo
        Occidente , ma non devi dimenticare le responsabilità della predicazione del caro
        Bergoglio che naturalmente disconosce le teorie di Malthus e farneticando di
        un irreale “volemose bene” trasformerebbe volentieri l’Italia nel lebbrosario del
        mondo , seguito e sostenuto da tutti i sostenitori del “politically correct ” .
        Non sarà certo con questi “condottieri” che potremo affrontare il “cancro metastico ” del fondamentalismo islamico !
        Sicuramente il nostro ” Occidente” è figlio di secoli di guerre (molte anche con
        l’etichetta della religione ) senza dimenticare che nel secolo appena trascorso
        abbiamo sperimentato ben due guerre mondiali conclusesi con la bomba atomica, con sofferenze inenarrabili e milioni di morti . Non ricordo chi è stato
        a definire la guerra il “sale” del progresso ! Perdona Giancarlo la mia spietata
        franchezza , ma credo di averti già raccontato che da bambino sono stato
        educato proprio dai Gesuiti e la cosa principale che non so fare è nascondere
        quello che penso . Con sincera amicizia Max938

  • Davide

    Bisogna fare l’ analisi storica di come e per quel motivo sono nate queste organizzazioni terroristiche islamiche e il loro lancio sulla scena internazionale, ognuna di queste ha ricevuto l’ iniziale formazione e finanziamento attraverso i paesi del Golfo e alcuni paesi occidentali, in ultimo sono state utilizzate in Libia per rovesciare il regime tuttora vengono usate in Siria per rovesciare il legittimo governo, la stessa Francia ne è stata una dei sostenitori.
    I media parlano già dell’ 11 settembre Europeo e della necessità di portare nuove regole da stato di polizia e che sono indispensabili per la nostra sicurezza.
    Dal discorso di Obama che associava come pericolo principale per l’ occidente la Russia e dietro armava la “resistenza” Siriana ( gruppi di mercenari e terroristi) e copre insieme a Isdraele, Turchia e Londra l’ export petrolifero del Califfato islamico, questo ci fa capire di quanto è assurdo quello che sta succedendo.
    Un atteggiamento serio sarebbe cambiare radicalmente la posizione dell’ occidente verso il Medio oriente, sostenere gli stati moderati e pacificare Sciiti e Sunniti tagliando per primo ogni sostegno a tutti i gruppi del terrore.
    Ma forse il mondo deve andare diversamente.

  • Davide
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