I VIOLINI DEL TITANIC

APT Commenta per primo

Scusate, forse negli ultimi tempi mi sono un po’ distratto, ma l’Italia ha ancora un governo o è vacante? Sì d’accordo che spesso in campo economico i maggiori benefici si sono avuti nei periodi di vuoto tra la caduta di un governo e l’insediamento del successivo, ma l’assenza totale di ogni forma di vita, non dico di vitalità, è estremamente preoccupante.

Avevamo più volte sottolineato come massacrare di tasse un Paese non risulti una medicina, ma sia un anestetico di una pericolosità spaventosa in grado di paralizzare un’economia. La cosa che più sorprende è come ci possano essere ancora persone che non se ne siano resi conto.

Se a Piazza Affari togliamo i risparmiatori italiani “tosati” dalle varie finanziarie, chi credete voglia investire? Per quale motivo dall’estero dovrebbero aver fiducia nel nostro Paese se dal punto di vista della legalità è a dir poco carente e da quello fiscale è estremamente penalizzante.

E’ da tempo che sul mercato domestico consigliamo operazioni al ribasso perché della fine del tunnel qua non se ne vede neppure l’ombra, e coloro che vi dicevano il contrario a Piazza Affari stavano vendendo.

Cerchiamo sempre, nei nostri articoli, di proporre soluzioni più che sollevare problemi, ma in questo caso non è facile trovarne, visto che si sta andando proprio in direzione contraria. Occorrono novità, ma chi può incarnare questo cambiamento? Ovviamente qualcuno di credibile, quindi che non abbia avuto finora commistioni con i principali responsabili della situazione disastrosa che stiamo vivendo. Poiché solo in questo modo il Paese potrà accettare i disagi che inizialmente qualsiasi cambiamento impone.

Non esiste un misuratore più preciso del mercato borsistico nel valutare la fiducia che gli investitori proiettano sull’economia di un Paese, e questa è la fotografia che se ne ricava, dall’inizio dell’anno:

DAX Francoforte                          + 17,0%

IBEX Madrid                                  + 11,2%

NASDAQ New York                     +    8,8%

DOW JONES New York             +     4,6%

FTSE 100 Londra                        +    1,4%

CAC 40 Parigi                               –    1,7%

SMI Zurigo                                     –    4,2%

S&PMIB Milano                       –     8,7%

Il risultato è impietoso, e questo nonostante le nostre Banche, per la loro proverbiale prudenza nel concedere prestiti, sarebbero enormemente meno esposte al problema dei subprime.

A questo punto si impone un cambiamento di rotta, prima di sentir riecheggiare le melodie dei violini del Titanic.

Un saluto a tutti i lettori di Finanza In Chiaro.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

[email protected]     Scheda Collaboratore

In : I Mercati
Canale YouTube
COME "ABBATTERE" LA BCE
EURO DISASTRO Perché gli italiani non hanno ancora capito
PIANO B - riprendiamoci la sovranità
FTSE Mib
Gli Ultimi Commenti
Osservatorio internazionale