Il calendar spread

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Il calendar spread è una delle strategie più utilizzate nell’ambito del trading di opzioni; se ben pianificata ed eseguita permette agli operatori di rimediare ad errori “veniali” di valutazione del mercato. Tale tipo di metodologia nasce dalla combinazione fra un’opzione venduta ed un’opzione comprata dello stesso tipo; la condizione necessaria e che entrambe devono possedere il medesimo strike o al limite essere molto simile, mentre diversa deve essere la scadenza temporale.

La strategia consiste nel vendere un’opzione call con strike “X” e comprare una call con lo stesso strike “X” ma con scadenza più lunga; in questa maniera si ottiene lo spread di calendario. Nella sua versione classica (calendar spread B2B), le opzioni più utilizzate sono le ATM (at the money), cioè quelle per cui il prezzo di esercizio è uguale al prezzo corrente dell’attività sottostante.

L’obiettivo con tale strategia, concepita per sfruttare le fasi laterali di un dato mercato, è quello di sfruttare il maggiore tempo di decadimento (velocità con cui un’opzione perde valore al passare del tempo) delle opzioni con scadenza più vicina.

Le opzioni più sensibili in termini di time decay sono proprio le ATM, e lo strike deve essere scelto in base all’aspettativa di prezzo del sottostante a scadenza dell’opzione a breve termine.

La logica di base risiede nel fatto che lavorando in un mercato laterale con due opzioni a medesimo strike e con scadenze diverse, l’opzione a breve termine, che è stata venduta, tenderà a perdere molto più velocemente valore rispetto a quella a più lungo termine, che è stata comprata.

Se il mercato si manterrà in fase laterale, senza forti oscillazioni, alla scadenza della prima opzione si avrà che l’opzione con scadenza più lunga avrà conservato ancora un buon valore residuo, lo spread, che incasseremo vendendo quest’ultima e chiudendo in profitto.

Per capire meglio facciamo un esempio con numeri reali e prendiamo come riferimento il titolo di Intesa San Paolo. Il titolo quota oggi 2.526 e presenta una resistenza a 2.540. Se si acquista oggi un’opzione con scadenza Luglio e contestualmente se ne vende una con scadenza Maggio, con medesimo strike a 2.540, il premio incassato sarà inferiore rispetto a quanto speso per l’acquisto dell’opzione di luglio, poiché in genere più è lunga la scadenza, più l’opzione è cara. Tuttavia se a maggio il prezzo dell’azione sarà prossimo al prezzo di esercizio, l’opzione venduta avrà perso tutto il suo valore, mentre l’opzione comprata avrà ancora un valore non trascurabile, che incasseremo chiudendo la posizione.

Chiaramente se il mercato dovesse muoversi con decisione, deviando dai valori strike, tale strategia comporterebbe delle perdite, anche se in genere gli operatori possono cautelarsi ed intervenire in corsa per modificare la strategia e limitare le perdite.

di Francesco Palmisano Head of sales EXANTE

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