IL MERCATO E LA VOLATILITA’

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Spesso negli articoli finanziari troviamo la parola “mercato”: ma cosa intendiamo precisamente con questo termine? I libri di economia riportano che il mercato è il luogo nel quale si incontrano domanda ed offerta, anche se questo posto, con sempre maggior frequenza, è più virtuale che reale.

In questo articolo vogliamo analizzare i motivi per cui, in talune circostanze, questi mercati diventano “volatili”, ossia aumentano in maniera consistente la propria variabilità.

Occorre premettere che qualsiasi operazione di “scambio” è fondata essenzialmente sulla divergenza della visione del futuro. Chi acquista vede un futuro di crescita, uno scenario esattamente antitetico a quello del venditore. Ecco, quando queste due opposte concezioni tendono a divergere in maniera più significativa, si ha un aumento della variabilità nei prezzi di scambio. In linguaggio tecnico diciamo che cresce la volatilità.

Normalmente la volatilità sale quando entrano improvvisamente in gioco delle variabili che tendono a scombussolare le prospettive future, ingenerando negli operatori o timori eccessivi, che inducono a vendere a qualsiasi prezzo, oppure, facili entusiasmi che portano a comprare senza badare ai costi.

Dalla scorsa estate sui mercati la volatilità è fortemente aumentata, ed il motivo è dovuto all’innescarsi della crisi dei subprime, che ha reso ancor più contrapposte le posizioni fra i “pessimisti” e gli “ottimisti”.

Analizziamo le motivazioni dei pessimisti.

A detta loro la crisi dei mutui subprime sarebbe solo la punta dell’iceberg. Ci sarebbero ben più pericolose crisi del credito e dell’intero settore bancario in arrivo. Inoltre l’economia reale starebbe per entrare in recessione, il tutto in uno scenario aggravato da una inflazione generata dal costo delle materie prime e dei prodotti energetici che non permetterebbe alle Banche Centrali di accorrere in soccorso del sistema economico, assumendo una politica monetaria espansiva a supporto della ripresa.

Uno scenario apocalittico, ma non impossibile! In altre parole, la globalizzazione, dopo aver dato da mangiare e bere a tutti, starebbe presentando il conto.

Analizziamo le motivazioni degli ottimisti.

La crisi dei subprime è sotto gli occhi di tutti, ma in fin dei conti è limitata e l’intervento tempestivo delle Banche Centrali, che hanno immesso liquidità nel sistema prima e cominciato a ridurre il costo del denaro poi, è sufficiente per far rientrare il tutto in un alveo di “normalità”. A conferma di questo il fatto che recentemente proprio da quegli Stati che più hanno beneficiato di questo boom economico, vedi i Paesi arabi e i nuovi colossi economici come Cina e India, sono giunti massicci investimenti nei Paesi occidentali ad economia avanzata. In particolare a beneficiarne sono stati proprio il comparto finanziario e delle risorse di base, segno di una fiducia nel proseguo dell’espansione economica mondiale. Se a questo aggiungiamo una riduzione del tasso di disoccupazione, segnale inequivocabile che non si sta andando verso una recessione, e che l’inflazione è determinata dall’aumento del costo delle materie prime e non dei salari, quindi meno strutturale, il quadro generale assume un aspetto non preoccupante, anzi addirittura roseo.

Uno scenario idilliaco, ma non impossibile!

Chi ha ragione?

Come sempre dico, solo il Tempo è in grado di dare una risposta . Non provate però a chiederglielo … vi risponderebbe di attendere.

Un saluto ai lettori di Finanza In Chiaro.

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