Il monopolio statalista immorale mascherato di buonismo!

Roberto Domenichini 2 Commenti

Supponiamo che cittadini liberi e intelligenti decidano di offrire una lotteria simile a quelle statali. Come esempio utilizziamo il gioco del lotto ma qualsiasi altro gioco andrebbe bene.

Ovviamente, in un libero mercato, anche se il gioco non arriverà mai all’equità pagherà sempre, e ribadisco sempre, più di quelli organizzati dallo Stato.

Se, ad esempio, per un euro speso nel gioco lo stato paga 10 volte la posta, in caso di evento favorevole, nel libero mercato verrà riconosciuto al vincitore 20 volte la posta.

Oppure a parità di posta in palio le probabilità di vincita nel libero mercato saranno di gran lunga superiori a quelle calcolate dallo stato. Il cittadino se fosse libero di scegliere manderebbe in bancarotta lo Stato.

Nessuno dotato di un briciolo di logica giocherebbe “contro” lo Stato.

Persino i più “scettici” (in realtà coloro che si intendono di calcolo delle probabilità) sarebbero indotti a giocare in un mercato libero. Dopo aver sognato siamo obbligati a risvegliarci.

Purtroppo lo Stato padrone non solo impone il monopolio del gioco ma si arroga il diritto di stanziare soldi per tutti coloro che cadono in tale dipendenza aumentando la spesa pubblica.

Così noi cittadini siamo cornuti e mazziati!

Giochiamo con poche probabilità di vincere e paghiamo le tasse, altra aggressione, per farci curare in caso di dipendenza.

Ditemi se non è immorale tale comportamento statalista?

Sento già le critiche di coloro che accomunano lo Stato al buon padre di famiglia che impone tale monopolio perché altrimenti tale servizio verrebbe offerto dalla mafia.

Non penso proprio!

La mafia prospera in uno Stato che la protegge perché in un mercato libero ci sarebbe sempre la convenienza al comportamento corretto, pena il fallimento della propria attività. Con questo non voglio dire che nel modello anarco-liberista i cattivi non esisterebbero, semplicemente non avrebbero convenienza a tenere comportamenti scorretti.

Qualora lo facessero durerebbero poco!

Qualora lo facessero mediante l’uso di armi e soprusi vari durerebbero ancora meno!

Ma torneremo su questo argomento per spiegare il grande capitolo del libero mercato della giustizia.

Proseguiamo con il tema centrale dell’articolo: il gioco organizzato.

La pubblica amministrazione introduce 100 biglietti “gratta e vinci” dove solo 10 danno una vincita mentre il privato efficiente ne mette sul mercato 100 di cui 20, 30, 40, 50, danno una vincita. Non introduco cifre per non appesantire l’articolo ma la sostanza ci tengo che sia ben chiara a tutti.

Adesso applicate tale semplicissimo concetto a tutto ciò che lo Stato ci impone per il “nostro bene”.

Roberto Domenichini per Finanza In Chiaro

 

Articoli correlati

  • Mario Botta

    Ciao Roberto, argute osservazioni che cadono sulla sabbia come semi destinati a rinsecchire.
    Potresti essere il fondatore di una nuova scuola, tipo accademia di Atene fondata da Platone, e incominciare a educare una nuova classe politica. Se non sei in cerca di gloria, sei la persona perfetta.

  • Roberto Domenichini

    Caro Mario

    Più studio lo statalismo e più mi rendo conto della sua inutilità. Anzi dannosità! Tutto ciò che viene fatto per il “nostro bene” lo paghiamo e strapaghiamo rispetto ad un libero mercato.

    Buona serata Mario e tutti i lettori di Finanza in Chiaro

Video
I più letti
FTSE Mib
Gli Ultimi Commenti
Osservatorio internazionale