IL NASDAQ CI SALVERA’

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La crisi del mercato immobiliare, la crisi del mercato del credito, il prezzo del petrolio ai massimi storici, le tensioni internazionali e la polveriera del Medio Oriente, c’è qualcuno in questo scenario che vuole investire sui mercati azionari?

Sì, e sembrerebbe, visti i valori dei listini internazionali, che a rispondere all’appello siano in molti, scriteriati o avveduti? Perché lo scenario appena sopra descritto non fa paura? Probabilmente le cause sono molteplici, ma in questo articolo mi limiterò a trattare solo quella che io ritengo la principale.

I bilanci delle aziende sono buoni, forse non straordinari, ma si continua a fare utili e questo è ciò che il mercato vuole sentire. Tutto il resto passa in secondo piano.

In particolare un settore è tornato in auge: la tecnologia. Dopo anni di buio seguiti all’esplosione della bolla speculativa all’inizio del 2000 oggi sono le aziende tecnologiche a riportare i migliori risultati e, di conseguenza, il suo listino di riferimento, il Nasdaq, sta sovraperformando negli ultimi tempi tutti gli altri.

Ha iniziato Intel, il colosso dei microprocessori, dopo le passate trimestrali che non avevano convinto, a comunicare dati eccellenti: fatturato in forte crescita, utili in grande ascesa e prospettive per il futuro ancora più rosee. Cosa si può pretendere di meglio da una trimestrale?

In seguito Google, il gigante internet, ha battuto per l’ennesima volta le stime degli analisti. La politica di acquisizioni mirate (leggi You Tube) sta dando risultati eccellenti, in particolare per il business con il maggior tasso di crescita nel futuro: la raccolta pubblicitaria nella rete.

Ed infine Apple, leader nei lettori multimediali, il cui co-fondatore Steve Jobs continua a stupire per le proprie capacità in campo commerciale. Le straordinarie vendite di ipod, iphone e computer Macintosh hanno spinto nel trimestre i ricavi a 6,22 miliardi di dollari (+29%) e gli utili a 1,01 dollari per azione (+67%!!!) rispetto all’anno precedente.

Certo si potrebbe anche obiettare che i forti incrementi per le aziende tecnologiche siano anche la spia che  si sta avvicinando la fine del ciclo economico, uno dei più lunghi degli ultimi decenni, ma io ritengo che ci siano ancora margini di crescita in questo campo. Selezionando al meglio le società leader nei vari settori di business si possono ottenere ancora risultati consistenti.

Attenzione però che lo scenario dipinto all’inizio dell’articolo è reale, non me lo sono immaginato, quindi la prudenza vi deve sempre accompagnare nelle scelte d’investimento.

Un saluto a tutti i lettori di Finanza In Chiaro.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

[email protected] Scheda Collaboratore

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