” IL PECORINO PIACE E FA BENE ALLA SALUTE. I RISULTATI DI UNO STUDIO PRESENTATI A NEW YORK DALLA RICERCATRICE ANN ” DI RICCARDO CHIONI

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“Pecorino, il gusto che piacerà al tuo cuore”. In sintesi è quanto hanno rivelato ieri al The Times Center i ricercatori americani e italiani che hanno condotto uno studio a lungo termine attraverso cui hanno potuto accertare che il pecorino contiene sostanze altamente benefiche per la salute dell’uomo.

I ricercatori hanno scoperto che piccole quantità di pecorino aiutano a proteggere contro l’arteriosclerosi, inoltre questo formaggio contiene proprietà anti-infiammatorie e anti-tumorali, un alto livello di Omega-3 e di Cla (un acido grasso che ha importanti effetti anti-cancerogenici) d’aiuto in particolare nelle patologie cardiovascolari.

I risultati dello studio condotto dalle università di Sassari e Cagliari in concerto con un team di medici americani sono stati presentati dalla docente e ricercatrice primaria Anna Nudda dell’Università di Sassari, dal docente di Lactation Biology della University of Idaho e da Salvatore Meloni direttore generale del Consorzio Latte della Sardegna.

“Noi popoli mediterranei siamo guidati nelle nostre scelte alimentari dalle tradizioni, gli americani invece dispongono di una estrema quantità di alimenti da scegliere, per cui il rischio di sbagliare è grosso ed ecco la dimostrazione della sindrome metabulica, la velocità con cui sta crescendo l’obesità” spiega Giuseppe Pulina, docente presso il Dipartimento di Scienze Zootecniche dell’Università di Sassari ad America Oggi.

È il segnale materiale di diete sbilanciate e del ricorso alla “pillola” da parte degli americani. “Quando c’è una pillola sul tavolo – aggiunge Pulina – significa che la dieta è sbagliata perché la dieta deve essere capace da sola di fornire tutti i nutrienti necessari per il benessere dell’uomo”.

Il pecorino in generale, che sia sardo, romano o toscano insomma è un concentrato di sostanze benefiche per la salute.

“Il segreto – sostiene Pulina – è il verde, l’uomo deve alimentarsi degli animali che consumano erba perché sei milioni di anni di evoluzione dell’uomo hanno portato la nostra macchina a costruirci in questo modo, a mangiare verde”.

Si tratta, spega il docente, di studi non sponsorizzati o finanziati dall’industria del settore, bensì dallo stato e resi quindi pubblici.

Una decina d’anni fa era stato appurato che il latte di pecora contiene più Cla rispetto a quello di altre specie e da lì era partito lo studio.

“Abbiamo appurato che c’era un alto livello di Cla nel pecorino e il ministero dell’Università e della Ricerca scientifica ha finanziato questo grosso progetto dove c’erano unità operative da ogni parte d’Italia” ha riferito la ricercatrice Nudda. Quello di pecora è insomma un superlatte, stando alla docente, la quale ha precisato che non si tratta solo di Cla.

“Intanto – sostiene Nudda – il latte di pecora ha molti più benefici, ha una quantità di calcio che è doppia rispetto al latte di vacca e il pecorino è senza dubbio molto salutare”.

La ricercatrice dell’Università di Sassari assicura che basta dare un’occhiata alle statistiche della popolazione centenaria sarda “è tutta gente – osserva – che è cresciuta a pecorino e vino rosso che contiene potenti anti-ossidanti. E per non smentire la tradizione salutare anche per me lo snack del pomeriggio significa pecorino e pane”. ( Fonte: americaoggi.info)

Autore: Riccardo Chioni

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