Il problema Grecia ed i suoi effetti sull’euro?

Giancarlo Marcotti Commenta per primo

Ieri tutti vi hanno parlato della Grecia, di Tsipras, dello spread e dei crolli avvenuti in tutte le Borse mondiali, sì, ma avete sentito parlare del cambio euro/dollaro?

E non lo avete trovato strano?

Ed in effetti la cosa è ancora più strana per il fatto di aver assistito ad una seduta “scontata” sul mercato dell’equity, mentre è accaduto qualcosa di incredibile sul mercato valutario, ovviamente ci riferiamo al cross Eur/Usd.

Ed allora andiamo a colmare questa lacuna.

Voglio essere preciso, venerdì scorso al fixing il cambio Euro/Dollaro si era fermato a quota 1,11677 ebbene, ora vi chiedo (ma dovete rispondermi onestamente), a vostro parere in una giornata come quella che si prospettava ieri il dollaro avrebbe dovuto rafforzarsi oppure indebolirsi?

Ritengo che la quasi totalità delle persone avrebbe fatto questo semplice ragionamento: giornata di sofferenza in Borsa, ed allora sembra certo il ricorso al “fly to quality”, quindi … dollaro che guadagna.

Ed infatti alla ripresa delle contrattazioni il cambio immediatamente crolla sotto quota 1,10 arrivando a toccare un minimo a 1,09549. Tutto come nelle previsioni, avranno pensato gli operatori! Certo, tutto come nelle previsioni.

E per qualche ora si va avanti su questi livelli, poi … apre Tokyo. Sono le 2:00 in Italia ed il cross Eur/Usd torna sopra quota 1,10. Normale movimentazione, si saranno detti gli operatori! Infatti per tutta la nottata europea si rimane su quei livelli.

Poi arriva l’orario fatidico, le 8:00. Come tutti sanno in Europa cominciano le contrattazioni sui futures dei principali indici di Borsa del Vecchio Continente e qui accade l’imprevisto, il cambio balza a 1,11.

Con alti bassi (ma più alti che bassi) si arriva all’apertura di Wall Street, il cambio Eur/Usd è già a 1,112 ma da questo momento in poi la cavalcata diventa addirittura impetuosa, di ora in ora ecco i livelli raggiunti: 1,115;  1,118; 1,121; 1,124 quasi un orologio svizzero, poi, dopo la chiusura delle contrattazioni a New York, un leggero ritracciamento a 1,1235.

Quindi dopo una giornata borsistica che potremmo definire “campale” il mercato non solo non si è “rifugiato” sul dollaro, ma addirittura ha rafforzato l’euro.

E se vi chiedessi: perché? Quale sarebbe stata la vostra risposta?

Presumo che mi avreste fornito questa risposta: il mercato non crede ad una uscita della Grecia dall’euro, perlomeno in tempi brevi, e ritiene che prima dello svolgimento del referendum, Tsipras e l’Ue raggiungano un accordo in maniera tale che il Premier greco arrivi ad invitare i propri elettori a votare NO.

Insomma, va a finire a tarallucci e vino. Della serie: abbiamo scherzato, ci eravate cascati? E lunedì riaprono Borsa e Banche in Grecia senza che si formino code agli sportelli.

Ebbene sì, questa è senza dubbio una chiave di lettura, ma io ve ne fornisco un’altra.

Al momento dell’apertura dei mercati l’euro era crollato sotto quota 1,10 ma … da lì in poi i grandi investitori istituzionali hanno cominciato a fare questo ragionamento: se esce la Grecia dall’euro esce un Paese che, seppur piccolo, seppur insignificante, comunque era debolissimo e certamente contribuiva con la sua debolezza ad abbassare la quotazione dell’euro, quindi …

… quindi se la Grecia se ne va dalla moneta unica, l’euro …

Perché scartare questa ipotesi?

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

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