Imposta di registro: dal 2014 nuove regole

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Il recente D.L. 104/2013 apporta novità in materia di imposte di registro e ipo-catastali dal 2014, relative ai trasferimenti immobiliari.

In particolare, alla luce delle novità introdotte del decreto in esame, si avrà che la misura dell’imposta di registro per il trasferimento della prima casa passerà dal 3% al 2% ad eccezione che per gli immobili c.d. “di lusso”, che pagheranno il 9% (invece dell’attuale 7%).

Nello specifico,  il Decreto prevede l’applicazione dell’imposta di registro nella misura del 2% in relazione agli atti di compravendita di case di abitazione, ad eccezione di quelle di categoria A/1, A/8 e A/9, aventi i requisiti “prima casa”.

Si innalza poi l’aliquota del 9% sui trasferimenti immobiliari a titolo oneroso della proprietà di beni immobili in genere, nonché sugli atti traslativi o costitutivi di diritti reali immobiliari di godimento, compresi la rinuncia agli stessi, i provvedimenti di espropriazione per pubblica utilità e i trasferimenti coattivi, con un minimo in ogni caso di euro 1.000.

Il decreto dispone inoltre  l’incremento dell’imposta fissa di registro e delle imposte ipo-catastali da euro 168 a euro 200. Tale aumento non riguarda soltanto gli atti di trasferimento immobiliari soggetti ad Iva, ma anche gli atti societari quali ad esempio atti costitutivi, atti inerenti l’aumento di capitale con conferimento di beni diversi da immobili, gli atti di accettazione e rinuncia di eredità, i contratti preliminari di compravendita immobiliare, ecc.

Dal primo gennaio 2014, cesseranno anche di produrre effetti tutte le disposizioni riguardanti agevolazioni o esenzioni d’imposta, previste anche da leggi speciali. Trattandosi di un riferimento generico, vi sono difficoltà nell’individuare con certezza quali saranno le agevolazioni che di fatto cesseranno di operare.

Speriamo caldamente in un chiarimento da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Apt per Finanza in Chiaro

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