Incredibile Wall Street

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Continuano le giornate vietate ai cardiopatici sulla Borsa di New York. La settimana si è conclusa con un’altra seduta-bingo nella quale gli indici di Wall Street sono stati sballottati in su e in giù come la pallina di un flipper.

Il Dow Jones partiva in territorio positivo sui 24.000 punti, nelle prime tre ore di contrattazione perdeva 600 punti precipitando a quota 23.400 punti, poi, quando tutto lasciava presagire che saremmo andati incontro ad una nuova seduta-shock, ecco materializzarsi un miracoloso rimbalzo (di 1.000 punti!) che riportava l’indice più vecchio del mondo in area 24.400 punti, ed infine, quando mancavano pochi minuti alla campanella, qualcuno tirava i remi in barca portando il fixing a 24.190,90 punti.

Parliamo ormai di centinaia di punti di Dow Jones come fossero noccioline. Come sembrano lontani i tempi in cui c’erano sedute che facevano registrare range giornalieri (campi di variazione dell’intera seduta ndr) di 70 punti. Ma era soltanto poco più di un mese fa!

Oggi 70 punti in più o in meno si fanno letteralmente in pochi secondi. Ecco cosa allora si intende quando si usa l’espressione “Borse a nervi scoperti”.

Personalmente ritengo che il mercato azionario si sia improvvisamente accorto di aver vissuto per lungo tempo in una specie di mondo fantastico, un mondo in cui esisteva solo il bene. In pochi si erano accorti che questo mondo era semplicemente virtuale, un miraggio dovuto esclusivamente al fatto che il mercato obbligazionario era stato anestetizzato, e quando si usa il cloroformio troppo a lungo si producono danni gravissimi.

Vi chiedo soltanto una cosa: a vostro parere ha senso che i titoli di Stato decennali americani abbiano pressappoco lo stesso rendimento di quelli greci?

Se la risposta fosse “sì” ne dovremmo dedurre che le due economie (quella statunitense e quella greca) abbiano oggi le stesse prospettive di sviluppo ed offrano le stesse “garanzie” di solvibilità.

Ed allora, ribadisco, il problema sta tutto in un mercato del reddito fisso che non ha alcuna attinenza con la realtà, un mercato drogato da diversi anni da politiche monetarie di Banche Centrali alle quali abbiamo demandato il compito di risolvere tutti i problemi del mondo.

Purtroppo, però, è semplicemente illusorio pensare che sarebbe stato sufficiente “un click”. Non basta premere un tasto, come hanno fatto la Yellen, Draghi, Kuroda & Co., creando moneta alla quale non corrisponde un valore reale, per risolvere i problemi.

Perché la moneta alla quale non corrisponde un valore reale … non vale nulla!.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro     

 

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