Irpef 2011, il Dipartimento delle Finanze: reddito medio degli italiani a 19.655 euro (+2,1% rispetto al 2010)

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Il reddito complessivo totale dichiarato ai fini Irpef – anno di imposta 2011 – è pari 805 miliardi di euro mentre il reddito medio è pari a 19.655 euro. Entrambi i valori sono in aumento rispetto all’anno precedente (rispettivamente +1,5% e +2,1%. È quanto segnala il Dipartimento delle Finanze del ministero dell’Economia.

Circa 41,3 milioni di contribuenti hanno assolto direttamente l’obbligo dichiarativo: il numero dei contribuenti risulta in lieve contrazione (-0,5%) rispetto all’anno precedente. Circa 9,7 milioni di contribuenti hanno un’imposta netta Irpef pari a zero: «si tratta prevalentemente di contribuenti con livelli reddituali compresi nelle soglie di esenzione, ovvero di contribuenti la cui imposta lorda si azzera con le numerose detrazioni riconosciute dal nostro ordinamento».

Per gli autonomi il reddito medio più elevato
I lavoratori autonomi hanno il reddito medio più elevato, pari a 42.280 euro. Il reddito medio dichiarato dai lavoratori dipendenti è pari a 20.020 euro, quello dei pensionati pari a 15.520 euro e, infine, il reddito medio da partecipazione è pari a 16.670 euro.
Il confronto con l’anno d’imposta 2010 mostra una crescita dei redditi medi d’impresa (+3,7%), da pensione (+3,6%) e da lavoro autonomo (+2,3%) maggiore del reddito medio complessivo (+2,1%), mentre il reddito medio da lavoro dipendente (+1,1%) e da partecipazione (+1,0%) crescono in misura inferiore.

Produttività, aliquota agevolata per cinque milioni di dipendenti
Rispetto al reddito da lavoro dipendente, il Dipartimento conferma «un buon livello di utilizzo dell’agevolazione per le somme erogate per gli incrementi di produttività»: nel 2011 il reddito assoggettato a tassazione sostitutiva dell’Irpef con aliquota agevolata pari al 10% è di circa 9,8 miliardi di euro. Hanno usufruito di questa agevolazione circa 5 milioni di dipendenti, con un importo imponibile medio di 1.940 euro. Tenendo conto di queste somme il reddito medio da lavoro dipendente aumenta del 2,3% e raggiunge il valore di 20.485 euro.

Deduzioni a oltre 30 miliardi, detrazioni oltre quota 62
Nel 2011 le deduzioni ammontano a 30,9 miliardi di euro di cui 22,4 miliardi relative a oneri deducibili e 8,5 miliardi a deduzioni per abitazione principale. Le detrazioni, invece, ammontano a più di 62 miliardi di euro, il 94% delle detrazioni è composto da carichi di famiglia (18,2%), redditi da lavoro dipendente e pensione (67,1%) e oneri detraibili al 19% (8,5%). Rispetto all’anno precedente, il dipartimento delle Finanze segnala un decremento delle deduzioni dei contributi ai servizi domestici e familiari (-4,4%), delle detrazioni per erogazioni a favore di istituzioni religiose (-3,5%) e delle detrazioni per erogazioni a favore delle onlus (-6,9%), che sembrano essere frutto di scelte di riallocazione della spesa delle famiglie legate al persistere della crisi economica, mentre continuano ad aumentare le spese sostenute per addetti all’assistenza personale (badanti) (+5,6%).

Redditi da immobili: in 483mila scelgono la cedolare secca
Hanno optato per la cedolare secca circa 483.000 contribuenti (pari al 2,3% di chi dichiara redditi da fabbricati) per un ammontare di imponibile pari a 4,2 miliardi di euro (11% dell’imponibile totale da fabbricati). L’imponibile medio al 21% è stato di 8.370 euro, a livello territoriale si osservano i valori massimi nella Provincia Autonoma di Bolzano (10.090 euro) e Liguria (9.660 euro) e i minimi in Molise (4.060) e Basilicata (4.590 euro). L’imposta dichiarata è pari a 875 milioni di euro, di cui l’88% derivante da aliquota al 21%.

Sui redditi aumenta ancora il divario tra Nord e Sud
Dal punto di vista territoriale, la regione con reddito medio complessivo più elevato è la Lombardia (23.210 euro), seguita dal Lazio (22.160 euro), mentre la Calabria ha il reddito medio più basso con 14.230 euro. Nel 2011 – rileva ancora il Dipartimento delle Finanze – si registra un ulteriore allargamento del divario nord-sud rispetto al 2010, con una crescita superiore del reddito complessivo medio nelle regioni settentrionali rispetto al resto del Paese; gli incrementi variano da un massimo del 2,2% al nord-ovest ad un minimo dell’1,0% nelle isole.

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