LA CATTIVA NOTIZIA E’ CHE DIO NON ESISTE. QUELLA BUONA E’ CHE NON NE HAI BISOGNO.

Giancarlo Marcotti 16 Commenti

La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno. www.uaar.it

There’s probably no God. Now stop worrying and enjoy your life, ovvero Dio probabilmente non esiste. Quindi smettila di preoccuparti e goditi la vita.
Con queste parole la British Human Association ha lanciato a Londra il primo autobus ateo al mondo, con una campagna pubblicitaria sostenuta lo scorso autunno da donazioni per un valore di 113.000 dollari. Un’iniziativa già replicata negli Stati Uniti e in Spagna, e che a partire dal 4 febbraio 2009 dovrebbe sbarcare anche in Italia, con anteprima nazionale a Genova.

La notizia è già sulla bocca di tutti, ma il condizionale è d’obbligo: l’approvazione definitiva della campagna pubblicitaria (realizzata con una raccolta fondi, che avrà anche lo scopo di diffondere i bus atei in altre città italiane, e che fino a oggi – 14 gennaio 2009, n.d.r. FiC – ha raccolto quasi 6.000 Euro), infatti, avrà luogo lunedì 19, e sono già molte e variegate le polemiche che vi stanno gravitando intorno.

Motore dell’iniziativa è la Uaar, l’Unione Atei e Agnostici Razionalisti, associazione che vanta fra i suoi fondatori scienziati quali Piergiorgio Odifreddi e Margherita Hack.
Con una differenza rispetto alla frase inglese: nel nostro Paese il messaggio sarà diretto e categorico, con l’eliminazione di qualunque riferimento al dubbio, a partire dalla parola probabilmente.

La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno. Questa è la scritta che campeggerà su due linee di autobus cittadini al posto delle consuete campagne pubblicitarie, in una sorta di partita giocata in casa del nemico storico dei non credenti italiani, il cardinale Angelo Bagnasco. Non è infatti un caso che la prima città italiana scelta per la campagna sia proprio la sede diocesana del presidente della Cei. Le scritte costituiranno, nelle intenzioni dell’associazione, una sorta di riequilibrio della scarsa par condicio che i mezzi di informazione assegnano alle posizioni dei non credenti sulle questioni morali e, in ultimo, sul Gay Pride che si terrà nel capoluogo ligure il prossimo 13 giugno, in concomitanza con la solennità cattolica del Corpus Domini. ( Fonte: MenteLocale.it – Autore: Marta Traverso)

La somma raccolta al 09/04/2009 è
€ 31.117,18
Grazie! La campagna continua!

Potete inviare il vostro contributo scegliendo una di queste possibilità:

c/c postale n° 15906357 intestato a:
Associazione UAAR – c.p. 749 – 35122 Padova
(causale: Erogazione liberale per campagna bus)

bonifico bancario sulle seguenti coordinate:
Codice IBAN: IT68T0760112100000015906357
Intestazione: Associazione UAAR – c.p. 749 – 35122 Padova
(causale: Erogazione liberale per campagna bus)

Tramite Paypal o carta di credito, compilando il seguente modulo

Redazioneonline- Scienze e Società

  • qualcuno mi dice se e’ possibile fare questa pubblicita’ o se e’ stata boicottata?

  • Tutti infatti ci presenteremo davanti al tribunale di Dio, poiché sta scritto: Come è vero che io vivo, dice il Signore, ogni ginocchio si piegherà davanti a me e ogni lingua renderà gloria a Dio.Quindi ciascuno di noi renderà conto a Dio di se stesso.la bibbia dice che ogni ginocchio si piegherà e ogni lingua confesserà che Gesù Cristo è il Signore alla gloria di Dio Padre.Come ben vedi Dio è vivente ed ognuno di noi dovrà rendere conto a Lui.

  • E li sarà pianto e stridore di denti………..

    Vedrai che li smetteranno di fare gli spiritosi, ; - )

    Vedo che per voi, l’offendere il credo altrui è divenuta una cosa normale, meno male che anche a Genova ci sono persone serie anche al di fuori del Cristianesimo

  • Io avrei scritto: la buona notizia è che dio non esiste. Quella ottima è che non ne hai alcun bisogno.

  • Non nominare il nome di Genova invano!

    Come ben vedi? Il fatto che in un libro antico si citi “il Signore”, cosa proverebbe? Mah…

    Beh, visto che gli autobus sono stati bloccati, almeno qui se ne riesce a parlare…

    Io avrei scritto: la buona notizia è che dio non esiste. Quella ottima è che non ne hai alcun bisogno.

  • Ci sono circa 700 religioni riconosciute al mondo , una che racconta una cosa diversa dall’altra , una costruita su falsita’ piu’ spudorate dell’altra , pero’ e’ anche normale che chiunque possa dire io non credo , opppure io credo

  • Non vi ricordate piu di essere stati un dio ??? c***o siete conciati male! Ne è passato di tempo da quando quello spiritello si inca zz ò e ti surgelò dinosauri e mammuth, eh ??? Ciao, spiriti immortali, che lo vogliate o no!!
    (Chiesa Cattolica e “testimoni” di Geova compresi)

  • Hai ragione Tancredi, ricordi quando avevi 1-2 anni ? Noooo ? E allora non puoi facilmente ricordare da solo nemmeno le vite passate, ah ah ah ah…
    Ciao a te e tutti, Lol

  • Michele

    Dico che questa è una campagna di vergogna, altro che libertà di pensiero. Meno male che Dio esiste e che ama l’uomo. Basta solo pregare e si vedono i risultati sentire la pace del cuore e si arriva a capire che Dio c’é. Poi saremmo in pace se Dio non esistesse? Cosa varrrebbe il nostro correre il nostro darci da fare? Se dobbiamo morire andiamo tutti alle Maldive a godercela. Cosa lavoriamo a fare cosa soffriamo a fare per finire sotto terra? Ne vale la pena? Se la vita fosse questa desidererei morire subito. Andate a dirlo ai famigliari dei caduti a Nassyria, dell’Afghanistan, della tragedia del messinese, ai parenti dei morti di L’Aquila che Dio non c’è e che possono farne a meno. Vedremo come ne sarebbero contenti!!!

  • Redazioneonline – Finanza In Chiaro

    Campagna bus

    La somma raccolta è stata di € 31.827,52.
    Grazie mille!!

    L’idea dei bus “atei” è stata della British Humanist Association: è stata poi ripresa negli Stati Uniti, in Australia, in Spagna, in Germania, in Svizzera, in Canada, in Brasile, in Croazia, in Finlandia, in Svezia. È stata ripresa, e anche abbastanza presto, anche in Italia: l’UAAR è stata pronta a fare la sua parte in questa iniziativa di promozione dell’incredulità a diffusione ormai mondiale.

    «La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona, è che non ne hai bisogno». Il messaggio scelto dall’UAAR è stato ideato in Italia: era un messaggio che voleva invitare a riflettere, con l’aggiunta di un pizzico di fiducia e ottimismo in chiave umanista. Un messaggio che voleva evidenziare la praticabilità di un’etica senza dogmi, in un Paese dove da ogni parte si avverte la pervasività della presenza cattolica.

    Proprio per questo motivo, l’UAAR decise di lanciare la sua campagna a Genova, la diocesi guidata dal presidente della Conferenza Episcopale Italiana. Nulla di male in questo, ovvio: la Chiesa ha e deve continuare ad avere libertà di parola. Purché vi sia adeguato spazio anche per chi cattolico non è. L’UAAR, pagando questa campagna pubblicitaria, voleva riconquistare all’incredulità un po’ di quella par condicio che i mass media stentano a riconoscerle. Voleva anche ricordare alle autoritità politiche che non è così indispensabile dire sempre sì alle gerarchie ecclesiastiche, che anche i non credenti sono cittadini come gli altri e che la laicità dello Stato è un principio costituzionale.

    Il risultato, da questo punto di vista, è stato sconfortante: il cardinale Bagnasco si è detto “ferito” e la concessionaria della pubblicità sugli autobus genovesi ha censurato lo slogan UAAR. L’UAAR ha così presentato un nuovo slogan, una sorta di testimonianza di quanto accaduto (“La buona notizia è che in Italia ci sono milioni di atei. Quella ottima, è che credono nella libertà di espressione”). Slogan che è stato accettato, ma che si è deciso di riservare alla sola città di Genova: nel resto d’Italia l’UAAR ha proposto alle concessionarie locali il primo slogan.

    Un obbiettivo non facile, poiché il mercato è di fatto monopolizzato dalla IGPDecaux, proprio la concessionaria che le ha detto di no a Genova. E obbiettivo fallito, perché tutte le concessionarie ci hanno risposto di no. I legali dell’UAAR stanno esaminando come difendere legalmente il diritto (costituzionale) dei non credenti alla libertà di espressione.

    L’UAAR ha tuttavia deciso di non mollare. Da una parte ha lanciato i manifesti atei, con lo stesso slogan bocciato a Genova: i primi sono stati affissi a Pescara, con il consueto corollario di polemiche e la ‘nuova’ minaccia di Forza Nuova di staccarli usando la forza. Poi è riuscita a farli affiggere a Genova, proprio la città dove le stesse parole non potevano circolare sugli autobus; e in seguito anche a Cernusco sul Naviglio (MI), Venezia-Mestre, Modena, Reggio Emilia, Papozze (RO), dove sono stati fatti togliere da un magistrato perché ritenuti “offensivi” della religiosità della popolazione. In seconda battuta, ha deciso di lanciare un nuovo slogan, e ha chiesto a soci e simpatizzanti di formulare le proprie proposte: il Comitato di coordinamento dell’associazione ne ha fatte proprie nove, e sono stati poi gli stessi navigatori a scegliere la migliore. L’UAAR ha quindi proposto a IGPDecaux il nuovo slogan (“La buona notizia è che anche Zeus non esiste. Quella cattiva, è che solo di Zeus puoi dirlo”), ma la concessionaria, su richiesta dell’azienda di trasporti milanese, ha chiesto che l’associazione eliminasse la frase dalla firma di accompagnamento (“Liberi di non credere in Dio”): mostrando così platealmente, se ancora ce ne fosse bisogno, che in Italia non c’è vera libertà di non credere! L’UAAR ha detto ‘no’, e domenica 17 maggio ha pubblicato a pagamento su Repubblica (poi ripresa anche su Left e Internazionale) una pagina con cui, partendo dalle censure ricevute, ha spiegato ai lettori chi sono e quanti sono i non credenti in Italia, qual è la loro etica e perché in Italia l’affermazione della laicità è sempre più indispensabile.

    La campagna si è poi conclusa con uno spot radiofonico, Non credo, trasmesso dal 6 al 17 luglio sul circuito di Popolare Network.

    L’UAAR ha anche ottenuto, dalla relativa autorità preposta, un’autorizzazione preventiva a diffondere sugli autobus londinesi la traduzione dello slogan bocciato da IGPDecaux (”The bad news is that God doesn’t exist. The good one, is that you don’t need one“). L’UAAR non si è avvalsa di questa facoltà, sia perché ha voluto che la campagna si svolgesse in Italia, sia perché i costi di una campagna nella capitale inglese sarebbero stati molto alti. L’associazione ha tuttavia voluto seguire anche questa strada per rimarcare, una volta ancora, come il diritto a esprimere convinzioni non religiose sia diversamente tutelato all’interno dell’Unione Europea.

    Gli atei e gli agnostici italiani sono milioni, dicono le inchieste sociologiche. Nel loro stesso interesse, è tempo che escano dal silenzio e facciano percepire alla popolazione italiana la loro consistenza. La nostra campagna ha avuto anche questo obbiettivo.

    L’UAAR ringrazia ancora una volta tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita dell’iniziativa. La campagna per la visibilità di chi non crede si è conclusa con due notizie, una buona e una cattiva. Quella cattiva è la conferma del fatto che atei e agnostici nel nostro paese sono ancora discriminati, tanto da non permettere loro di comprare, regolarmente, uno spazio pubblicitario. Quella buona è che la battaglia per il riconoscimento dei loro diritti è condivisa da tantissimi cittadini. Le premesse per trasformare l’Italia in uno stato realmente laico ci sono: occorre ora impegnarsi per realizzarlo.

    Tratto da: http://www.uaar.it

  • Si ricorda a tutti i frequentatori del sito UAAR che anche in occasione della dichiarazione dei redditi 2010 sarà possibile destinare il Cinque per Mille a favore dell’associazione. Benché l’Agenzia delle Entrate non abbia ancora diffuso le istruzioni dettagliate, le modalità dovrebbero quasi sicuramente essere quelle descritte alla relativa pagina presente sul sito UAAR.

  • The Carrello

    Vi racconto una storia.
    Non vi dico se è vera o falsa; prendetela per quello che è: una storia.
    Siamo nell’epoca dell’illuminismo: quel periodo in cui l’uomo cercò il lume della ragione.
    Un illuminista agnostico, credendo di aver fatto un ragionamento logico perfetto, volle andare in un tempio cristiano, per liberare i monaci di lì da un Dio finto.
    Arrivato in chiesa, trovò un monaco, che passeggiava con una bibbia in mano. Si avvicinò e gli disse: “quello che è scritto su questa bibbia è sicuramente falso.”
    Il monaco gli rispose: “Ciò che è scritto su questo libro PUO’ ESSERE VERO. Questo mi basta.” L’illuminista rimase senza parole e turbato se ne andò.

  • Loris

    Un uomo del ventunesimo secolo gli direbbe: Ma ci sono le prove che è falso, non “può essere vero”.

  • Loris

    Magari molti di questi morti (escludendo quelli delle calamità naturali) manco ci sarebbero stati se la gente capisse che Dio non esiste e che nessuno ne ha nemmeno bisogno.

  • Loris

    Se questa la considerate offesa… per questo lapidavate la gente un giorno si e un giorno no?

  • adriano

    Non so se sia una falsa notizia, ma guardo come sia caduta in basso l’economia finanziaria globale. E Se davvero Dio è morto, tutto diventa possibile, anche le azioni più bieche. L’importante è essere ricco, avere potere eliminando tutti gli inutili che lo impediscono.

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