La contro riforma Fornero ci sarà: a settembre cambieranno le pensioni

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Dopo settimane di conferme alternate a smentite, alla fine è arrivata la comunicazione che milioni di lavoratori aspettavano: la“controriforma” delle pensioni si farà. Lo ha comunicato il ministro del Lavoro Enrico Giovannini nei giorni scorsi, intervenendo a un talk show online.

Ai lettori che chiedevano conto al successore di Elsa Fornero di come mai si fosse dimenticato dei pensionati, l’interessato ha risposto che non si è trattato di una dimenticanza, bensì di una serie di priorità che dovevano essere affrontate prima della questione sulle pensioni. In particolare, il ministro di è riferito allosblocco dei pagamenti della pubblica amministrazione verso le imprese, al rinvio dell’acconto Imu per le prime case e i terreni agricoli e, da ultimo, al varo del piano occupazione prima del Consiglio europeo di giovedì e venerdì scorso.

Ora, infine, il ministro del Lavoro è tornato sui suoi passi, dopo aver negato la possibilità che il governo potesse varare un ritocco pesante della riforma entrata in vigore a fine 2011, ha confermato convintamente che la prossima strada sarà quella più volte annunciata: il ritorno alla flessibilità, che farà da contraltare alla tanto contestata riforma che ha generato centinaia di migliaia di esodati. “E’ una riforma nata prevedendo un contesto economico in crescita. Ma se non cresce il Pil, il sistema v in difficoltà”.

Ha usato queste parole il ministro del Lavoro per spiegare come in realtà gli sforzi compiuti sul versante occupazionale siano da collegare strettamente anche al settore previdenziale, per completare quel patto generazionale tanto auspicato da Enrico Letta nei suoi discorsi di insediamento alle Camere, poi improvvisamente lasciato per strada e, ora, infine recuperato.

Tutto ciò, però, necessiterà di tempo per essere messo nero su bianco e, a tal proposito, il ministro ha annunciato che il mese deputato all’arrivo della riforma del settore pensionistico sarà il prossimo settembre.

Nel frattempo, però, l’iter delle proposte già all’esame del Parlamento andrà avanti, tra tutte le celebre ipotesi firmata da Cesare Damiano, che propone penalizzazioni per l’uscia in anticipo sull’assegno mensile e analoghi bonus per chi resta oltre i requisiti minimi per incrociare le braccia definitivamente.

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