La curva dei rendimenti spaventa solo Tokyo

Giancarlo Marcotti Commenta per primo

Europa e Stati Uniti intorno alla parità

Vola di nuovo Campari che ritocca il proprio massimo assoluto come Terna ed Italgas. Bene la galassia Agnelli. Sul fondo STMicroelectronics.

Alla fine possiamo parlare di un’altra seduta interlocutoria per le Borse del Vecchio Continente, ma stamani ci siamo svegliati con una sorpresa tutt’altro che gradita, gli indici asiatici erano andati a picco ed in particolare il Nikkei (-3,0%) di Tokyo sceso sotto quota 21.000 punti.

Cos’era successo?

Si è invertita la curva dei rendimenti negli Stati Uniti! Ossia il rendimento di un titolo dello Stato a tre mesi ha superato quello di un titolo dello Stato decennale.

Un segnale da tutti considerato anticipatore (12/18 mesi) di una recessione. Gli investitori nipponici, quindi, sono corsi a vendere le azioni a piene mani.

L’Europa, tuttavia, ha mantenuto la calma, Londra (-0,4%), la peggiore, ha perso meno di mezzo punto percentuale, ancor più frazionali i cali di Parigi (-0,2%) e Francoforte (-0,1%).

Anche il nostro Ftse Mib (-0,09%) non si è discostato molto dalla parità al termine di una seduta nella quale è stato per diverso tempo anche sopra la linea della parità.

Ha pesato sul nostro indice principale il calo di Stmicroelectronics (-3,86%) sceso nuovamente sotto quota 14 euro.

Le prese di profitto hanno riguardato poi Finecobank (-1,56%) e Moncler (-1,53%).

Pirelli (-1,48%) non ha beneficiato dell’arrivo in Italia di Xi Jinping e continua ad inviare segnali di debolezza.

Ed a proposito di debolezza da segnalare il sesto ribasso di fila, sempre con contrattazione negativa (valore di chiusura inferiore a quello di apertura), per Brembo (-1,27%).

Giornata negativa anche per il comparto bancario: Banco BPM (-1,37%), Mediobanca (-0,94%), Bper Banca (-0,41%), Intesa Sanpaolo (-0,35%) ed Ubi Banca (-0,34%), in controtendenza la sola Unicredit (+0,14%).

Ma diamo ora uno sguardo alla parte alta della classifica.

La palma di titolo del giorno spetta ancora a Campari (+3,19%) che tuttavia subito dopo l’apertura era schizzata addirittura oltre quota 9 euro.

Molto bene la galassia Agnelli con Fiat Chrysler (+2,02%) che traina Exor (+1,85%) e Ferrari (+0,131%) ormai giunto in prossimità dei propri massimi assoluti.

Record storici invece di nuovo superati da Terna (+1,15%) ed Italgas (+0,47%).

Nuovo massimo dell’anno per UnipolSai (+0,85%) che ha preceduto il best performer dell’anno: Azimut (+0,82%) tornato a crescere dopo tre ribassi consecutivi.

Al momento Wall Street veleggia intorno alla parità, visto com’era iniziata la giornata c’è di che festeggiare.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro          

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