La guerra in Siria fa volare le Borse

Giancarlo Marcotti Commenta per primo

I mercati festeggiano l’escalation di violenza

Piazza Affari consolida la crescita. Continua l’impennata di Telecom Italia, risorgono Cnh, Stm, Prysmian e Buzzi. Sul fondo Banco BPM.

Può darsi che anche la bandiera bianca alzata da Premier cinese Xi nella ormai celeberrima “guerra dei dazi” abbia avuto un suo peso, ma l’euforia sui mercati è dovuta in particolare ad un’altra guerra, quella vera, quella che fa morti e distruzioni, ovviamente mi riferisco all’escalation che sta avendo la guerra in Siria.

Perché le guerre, quelle vere, fanno sì morti e distruzioni, ma in posti lontani. Negli Stati Uniti, ed in Europa non muore nessuno, nessuna casa viene bombardata, in Occidente le guerre fanno salire le Borse … sempre!

La politica “occidentale” non smette di trattare i propri cittadini come decerebrati e si tira fuori la scusa più idiota e stupida (oltre che naturalmente falsa) “l’attacco chimico”. Occorrerebbe proprio capire perché non facciano un minimo sforzo di fantasia e non trovino un’altra scusa per poter sganciare bombe sulla testa di persone inermi.

Trump, poi, aveva alimentato aspettative che da tempo sta totalmente disattendendo, se qualcuno si era illuso che stavolta il Presidente Usa non fosse un guerrafondaio ha già dovuto ricredersi, ma più probabilmente chi va ad abitare alla Casa Bianca non può astenersi dall’usare tutto quell’armamentario di cui dispone, in caso contrario potrebbe terminare il suo mandato con anticipo.

Ed ecco allora che Wall Street suona la carica e trascina anche le Borse del Vecchio Continente, Francoforte (+1,1%), Londra (+1,0%) e Parigi (+0,7%) mettono a segno ottime performances, Milano rimane un po’ più indietro, ma comunque conclude la seduta sui massimi di giornata.

A sorreggere il Ftse Mib (+0,52%) ancora Telecom Italia (+3,04%) arrivata in prossimità di quota 0,9 euro, per l’ex-monopolista sono giorni decisivi, al momento la confusione regna sovrana, ma il mercato crede nel cambiamento.

Gli altri due gradini del podio sono occupati da Tenaris (+2,83%) e Cnh Ind. (+2,70%).

Ovviamente è stata la seduta di riscatto per i titoli “legati” agli Stati Uniti, quindi hanno avuto eccellenti performances anche Stmicroelectronics (+2,61%), Prysmian (+2,36%) e Buzzi Unicem (+1,94%).

Giornata decisamente brillante per la galassia Agnelli, oltre alla già citata Cnh Industrial anche Exor (+1,38%) e Fiat (1,35%) hanno avuto brillanti performances, soltanto Ferrari (-0,02%) è rimasta al palo.

A limitare l’avanzata del nostro indice di riferimento la frenata del comparto bancario, la maglia nera di giornata è andata a Banco BPM (-1,38%), ma hanno dovuto cedere alle vendite anche Unicredit (-0,86%) ed Ubi Banca (-0,60%).

Va sottolineata infine la debolezza delle utilities, hanno concluso sotto la linea della parità A2A (-1,28%), Snam (-0,67%), Terna (-0,38%) ed Enel (-0,16%). Nuovo massimo dell’anno, invece, per Italgas (+0,63%).

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

 

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