La mafia è sicuramente da condannare ma il suo modello economico è da imitare

Roberto Domenichini Commenta per primo

Una delle tematiche che tiene banco in questi giorni è legata all’utilizzo del contante. O meglio a stabilire quale sia la cifra al di sopra della quale c’è il sospetto di riciclaggio o evasione fiscale.

Partiamo subito da un assioma che spiegherò nel proseguio dell’articolo: se le transazioni economiche avvenissero esclusivamente in contanti non ci sarebbero crisi economiche!

L’unico problema scaturirebbe da una massiccia iniezione di liquidità-contante da parte delle Banche Centrali. Se poi eliminiamo le banche centrali e la cartamoneta sostituendola con una materia prima allora il problema dell’inflazione e della crisi economica sarebbe risolto per sempre.

Cari lettori ve la sentite di vivere in una società libera senza politici che debbano stabilire come spennarci per mantenere i loro privilegi?

Secondo me no!

Non siamo ancora pronti. Aneliamo la pace e la libertà ma siamo schiavi di tutto e di tutti. La nostra contaminazione dello spirito ha raggiunto livelli parossistici.

Non ci ribelliamo più a niente e a nessuno. Permettiamo che ci rubino il nostro lavoro, la nostra proprietà privata, la nostra vita senza lamentarci.

Un Paese di persone con i controcoglioni si è trasformato in un Paese di coglioni!

Volete veramente accettare l’eliminazione totale del contante?

Lo sapete cosa implicherà questo?

Purtroppo siete distrattamente impegnati a seguire il calcio, le patate che si gettano ai maiali per renderli contenti, che vi dimenticate la riserva frazionaria che senza contante verrebbe spinta all’eccesso con tutte le conseguenze che ne derivano.

Pensate all’opposto per un momento.

Compro solo se mostro il contante. Addio crisi di liquidità. Gli imprenditori che si sono impiccati perchè lo Stato non gli pagava i lavori sarebbero ancora in vita. Gli imprenditori riuscirebbero a evadere maggiormente il fisco contribuendo alla ricchezza reale senza che tali soldi si perdano nelle maglie di una burocrazia improduttiva e dannosa.

Se poi l’evasione fosse totale ci saremmo tolti dai coglioni definitivamente la cricca politica che sarebbe obbligata a lavorare veramente nel settore privato.

Posso comprare qualsiasi cosa senza la paura di essere segnalato come un riciclatore di denaro sporco. Che poi è molto più sporco il denaro con il quale si pagano lauti stipendi pubblici che quello gestito dalle mafie di tutto il mondo.

La mafia lo ricordo, è di gran lunga superiore a qualsiasi forma di stato democratico oggi esistente.

Ecco, un modello strutturato come la mafia su attività legali (legali perché scelte da tutti i cittadini come legali) sarebbe l’ideale per una sana e pacifica convivenza. Poche regole, chiare e definitive! C’è la certezza del diritto e della pena! Non c’è bisogno di tenere le scritture in partita doppia e tutti gli adempimenti fiscali e tributari che stanno letteralmente seppellendo gli imprenditori.Controlli da parte della Agenzia delle Entrate o dalla Guardia di Finanza sarebbero eliminati. L’imprenditore ha la certezza che se fa quella cosa è perché la può fare.

Oggi in Italia quando parli con un commercialista ti dice subito che nelle norme contabili e fiscali non c’è una verità assoluta. Così tu imprenditore anche se pensi di aver fatto tutto alla perfezione qualcosa, in caso di controllo, ti trovano sicuramente .

E’ ovvio che sono contro ai morti ammazzati dalla mafia, non che lo Stato ne abbia uccisi meno, ma l’utilizzo del contante e poche ma chiare regole è proprio il sistema mafioso a possederle.

Quindi la mafia è un modello al quale ispirarsi per un’economia prospera e senza la politica che rovina tutto.

Roberto Domenichini per Finanza In Chiaro

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