La salute del cittadino è la malattia dello Stato

Roberto Domenichini 1 Commento

Purtroppo lo Stato, l’assurdo essere immondo che depreda ogni giorno la nostra proprietà privata, non vuole cittadini intelligenti, sani mentalmente e competitivi.

Se fossimo tutti così (ma si dai mi inserisco anche io nel gruppo) non ci sarebbe bisogno di lui, del Leviatano.

Pensiamo a tutti i politici, ma ancora peggio i burocrati, che vivono di consenso. Che legittimano la loro inutilità e dannosità sociale sul consenso e lo scambio di favori. Che non sanno fare la o con il bicchiere ma sono ai vertici del nulla. Che discutono di economia senza aver mai lavorato una sola giornata nella loro vita. Che sono sulle spalle di chi produce realmente ricchezza. E via dicendo.

Non se ne salva uno! Trovatemene uno che sia senza “peccato pubblico”.

Del resto la politica rispecchia la scelta di un Paese. Di chi vota. Non lamentatevi di ciò che voi stessi legittimate.

Provate a ragionare adesso in modo semplice ma non semplicistico.

Lo Stato ha bisogno dei malati dei diseredati degli extracomunitari dei profughi del femminicidio . Su questi costruisce la propria ricchezza.

Lo Stato lavora verso il basso mentre il liberismo lavora verso l’alto. Quest’ultimo ha la necessità di creare una classe sociale consapevole e creativa.

State attenti perché lo Stato si serve di queste persone che dovrebbero realmente essere protette da tutti, perché degne di rispetto.

Ecco allora che al povero gli promette la pensione sociale per allungare la sua agonia prima della morte. Ecco allora che per ogni extracomunitario spende 48 euro, di cui solo circa 8 euro finiscono nelle sue tasche.

Lo scopo dello Stato non è quello di aiutare i deboli ma di creargli quella dipendenza tanto necessaria per la sua esistenza.

Ma quando sentite le varie notizie sui politici, oh nessuno escluso, non vi viene da vomitare?

Non vi viene voglia di dire definitivamente basta!

Peccato che il 50% della popolazione non ha la libertà di poterselo permettere questo basta anche se nel cuore lo si vorrebbe dire.

Un altro 40% non vuole dirlo perché gli conviene. Rimane quel 10% che lo scrive e riscrive sapendo di essere deriso perché non ha ancora capito che il sistema non si può cambiare ma solo accettare.

L’alternativa è quella di diventare martiri.

Io non ho ancora deciso cosa sia meglio.

Roberto Domenichini per Finanza In Chiaro

Articoli correlati

  • Ghiringhelli Mario

    Roberto, tutto a posto, va molto bene, vota per il martire Berlusconi che, da grande peccatore (chi dice il contrario mente; quale è l’uomo senza peccato?) si scaglia contro l’estabilishment delle Banche, dei Giudici, degli ipocriti che credono di possedere la Cultura facendosela pagare cara e salata e dei bacchettoni bigotti 😉
    Pensa un pò come sarebbe bello il mondo se tutti noi pensassimo un pò ai nostri difetti e non a quelli degli altri;
    la modestia non è sinonimo certamente di modestia mentale, bensì di fortezza e di intelligenza.

Canale YouTube
COME "ABBATTERE" LA BCE
EURO DISASTRO Perché gli italiani non hanno ancora capito
PIANO B - riprendiamoci la sovranità
I più letti
FTSE Mib
Gli Ultimi Commenti
Osservatorio internazionale