La Svizzera può! Salario minimo: 3.000 franchi al mese!

Giancarlo Marcotti Commenta per primo

Nel Canton Ticino, di gran lunga quello più “povero” della Svizzera, ormai da alcuni mesi è stato introdotto per legge un salario minimo. Il Governo ticinese, ha così recepito la volontà della propria popolazione.

Già nel 2015, infatti, i cittadini del Cantone di lingua italiana, chiamati ad esprimere la loro opinione in  un referendum, avevano manifestato in maggioranza (54%) il loro parere favorevole ad un “salario dignitoso” per tutti i lavoratori. Ed il Governo ora ha stabilito che la paga oraria non possa essere inferiore a 19 franchi.

Dato che mediamente, in Svizzera, sono 158 le ore lavorate mensilmente, i conti sono presto fatti 19×158=3.002 franchi che, tradotti in euro, attualmente, equivalgono a 2.588 euro al mese.

Detta così la cosa che parrebbe stupire è che “solo” il 54% della popolazione abbia votato “Sì” a questo referendum, non riteniamo di andare molto distanti dalla realtà ipotizzando che un analogo referendum in Italia avrebbe raccolto il 99% dei consensi.

3.000 franchi al mese il salario MINIMO, in altre parole, il lavoro più umile viene retribuito con 3.000 franchi al mese.

Ok facciamo però qualche considerazione prima di essere tacciati di pressapochismo.

In Svizzera il costo della vita è decisamente più alto rispetto all’Italia e questo nonostante l’Iva, nel Paese elvetico, sia a livelli ridicoli, pensate che l’aliquota più elevata è l’8%!!! Ma sono tanti i settori in cui scende ulteriormente, per molti beni di largo consumo, infatti, l’aliquota è del 2,5%!!! Gli alberghi pagano un’Iva del 3,8!!! Ma non basta, perché le spese mediche e quelle per l’istruzione, sono totalmente ESENTI Iva.

Insomma un italiano, abituato a pagare il 22% di Iva allo Stato (tra l’altro inefficiente), queste aliquote le può solo sognare e non riesce a capire come la Svizzera, che incassa così poco, possa, non solo reggersi in piedi, ma addirittura risultare il Paese più efficiente d’Europa.

Tuttavia, come abbiamo detto, il costo della vita è maggiore al nostro proprio perché si pagano stipendi estremamente superiori: gli affitti sono più cari, così come tutto il comparto alimentare (e la carne in particolare), tuttavia, ad esempio, è meno costosa la benzina (-20% circa rispetto all’Italia) per non parlare delle autostrade per le quali si paga soltanto un forfait annuale di 40 franchi (34,5 euro).

Qualcuno potrebbe poi, correttamente, farci rilevare che stiamo sì parlando di uno stipendio minimo di 3.000 franchi al mese, ma questa è una retribuzione lorda! Certo, ma su questo argomento, quello fiscale appunto,  è bene soffermarci ancora un po’ e fare alcune precisazioni.

In Svizzera ci sono tre livelli di imposizione fiscale sul reddito:

  • quello Federale (noi diremmo nazionale)
  • quello Cantonale
  • quello Comunale

Senza entrare nel dettaglio perché naturalmente le imposte cantonali e comunali sono diverse appunto fra i diversi  Cantoni e Comuni, e dipendono da situazioni personali (essere sposati, avere figli a carico ecc. ecc.) tuttavia facendo una media generale una persona che guadagna 3.000 franchi al mese NON paga imposte! In Svizzera, tuttavia, è obbligatoria una assicurazione sanitaria che può pesare fino al 15% circa del reddito percepito, anche se sono previsti sussidi pubblici per le persone meno abbienti.

Ma, senza addentrarci nel particolare, per comprendere l’enorme differenza che esiste fra il regime fiscale svizzero e quello italiano, è sufficiente un solo dato: nel Canton Ticino un padre di famiglia con un figlio a carico che guadagna 100.000 franchi l’anno (stiamo parlando di 100.000 franchi! Cioè più di 86.000 euro l’anno) paga in totale, ossia fra tasse Federali, Cantonali e Comunali, soltanto 13.450 franchi (cioè 11,600 euro).

In pratica il 13,45% del proprio reddito! E, ripeto, stiamo parlando di una persona che guadagna 100.000 franchi svizzeri all’anno.

Verrebbe da chiosare: Salvini … dilettante! La tua flat tax al 15%, per gli standard svizzeri … è troppo esosa!

Ma ritorniamo al referendum, per chiederci come mai era stato promosso e perché, per gli standard italiani, aveva avuto un esito favorevole così risicato.

A proporlo erano stati i Verdi, appoggiati anche dai Socialisti e dalla Lega ticinese. I promotori fondavano la loro richiesta sul fatto che gli stipendi del Cantone di lingua italiana fossero artificialmente bassi per la numerosa presenza di frontalieri.

In pratica, tanto per capirci, ci sono una marea di italiani che sono disposti ad andare a lavorare in Svizzera, facendo lavori umili, anche per un “misero” stipendio, neppure dignitoso, ossia anche per meno di 2.588 euro al mese! Ed ovviamente gli imprenditori elvetici se ne approfittavano.

Coloro che erano contrari al referendum, invece, sostenevano che l’adozione di un salario minimo dignitoso non avrebbe risolto di certo un problema sociale! Perché?

Perché in Canton Ticino, soltanto 9.100 lavoratori a tempo pieno guadagnano meno di 3.000 franchi al mese! E di questi la maggior parte (6.500 persone) sono frontalieri, quindi italiani!

Viene da chiedersi, ma la Svizzera è un Eldorado … o l’Italia una fogna?

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

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