La truffa degli aiuti di Stato

Roberto Domenichini 6 Commenti

Spesso mi chiedo se sia meglio aiutare il prossimo direttamente oppure costituire un organo apposito, lo Stato, che si prenda cura di lui.

Nell’immaginario collettivo il ruolo dello Stato è incentrato sull’aiuto ai poveri e ai bisognosi.

Questo aiuto verrebbe dato “presentandosi” estorcendo ai “ricchi” le tanto odiate imposte per redistribuirle ai bisognosi.

Aiutare il più debole è sicuramente cosa buona e giusta. Nel mio modello anarco-liberista però l’aiuto dovrebbe essere diretto. Senza intermediari.

Perchè?

Come perchè?

Il motivo è semplice: se ci pensa un ente diverso dal cittadino tale aiuto farà solo ingrassare il “sistema degli aiuti” senza raggiungere lo scopo: aiutare veramente chi soffre e si trova economicamente in difficoltà.

Forse voi conoscete anziani pensionati o categorie protette alle quali viene dato un reddito dignitoso?

Forse l’handicappato riceve una pensione di invalidità e di accompagnamento tale da potersi definire cittadino italiano?

No cari lettori! Lo stato ti fa sopravvivere di stenti facendoti credere che senza di esso tu moriresti di fame, tua moglie verrebbe accoltellata e i tuoi figli venduti sul mercato internazionale. E’ così che il politico crea il consenso: basandosi sulla paura! Questa frottola è così spaventosa che il cittadino si reca alle urne a votare pur di mantenere persone inutili che lo massacreranno proprio nel momento del bisogno. Ma dopo anni e anni ci è abituato.

Facciamo parlare ancora una volta i numeri mostrando uno dei tanti esempi a favore della mia tesi.

Ogni persona straniera che sbarca con difficoltà sul nostro territorio ci costa 40 euro al giorno.

Tenuto conto che solo 8 euro vanno direttamente allo straniero che vive per strada e di stenti, gli altri 32 euro che fine fanno?

Volete proprio la risposta?

Io penso che lo sappiamo tutti che il sistema degli aiuti è fatto per ingrassare i soliti noti e mantenere il consenso dei soliti ignoti.

Qualcuno potrebbe obiettare che nel mio modello ciascuno si farebbe gli affari propri senza dare al povero nemmeno gli 8 euro.

Ma perchè vi ostinate a non guardare in modo critico ciò che accade sotto i vostri occhi?

Visto che nel mio modello non esistono tasse e contributi vari, al povero che verrebbe assunto senza nessun problema, viene ridonata la dignità di un lavoro che lo faccia sentire utile alla società.

Non dimenticatevi che il liberismo lavora verso l’alto mentre lo statalismo verso il basso.

Il vangelo è pieno zeppo di esempi dove il liberismo anarchico di Cristo dimostra di essere di gran lunga preferibile all’odiosa dittatura democratica di uno stato che interviene nell’economia e nella vita sociale dei cittadini.

Conclusione?

Non andate a votare!

Che stress! Sempre la solita frase Domenichini?

Quando non vi recherete più alle urne non ve lo ricorderò più!

Alla prossima con un argomento scottante scottante: l’anarco-liberismo e il tema droga.

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  • Mario

    d’accordo su tutto meno su una cosa 😉 Roberto.
    Pensa che lunedì prossimo andrò a sentire il ministro Zanonato sul tema:”Meglio in Svizzera?”(riferito al cambio di sede per le imprese lombarde).
    Ovviamente ci dirà che è meglio rimanere in Italia: bla, bla, bla…
    Qui da noi ci sono ditte che fanno una domanda al comune e col metodo del silenzio assenso, aspettano il sessantesimo giorno per iniziare i lavori. Sai a quale giorno si presentano i funzionari del comune a contestare qualcosa del progetto presentato? te lo lascio immaginare; e la storia va avanti per anni.

  • Roberto Domenichini

    Ciao Mario

    In effetti l’Italia è il Paese della burocrazia. Su tale sistema è stata creata la più grande truffa incentrata sul sistema Ponzi.
    Hitler rispetto al sistema pubblico-burocratico italiano è un santo!
    Mi spiego con un esempio che descrive la realtà paradossale di tale sistema.
    Il Governo non ha soldi per finanziare i propri vizi e vizietti e quindi aumenta le tasse ma per ottenere il consenso deve dichiarare l’opposto ovvero diminuisco le tasse e taglio la spesa pubblica.

    Caro Governo o chi per esso i tagli che fate al settore pubblico in ragioneria si chiamano partite di giro.
    Tu impiegato della provincia vieni mandato in prepensionamento oppure ti cambio ufficio così la gente crederà che sei stato licenziato. Ci sono ingegneri che si occupano di sanità, economisti che si occupano di floricoltura, pasticceri che devono studiare i neutrini, ecc…. Siete mai stati in un ufficio pubblico? Nessuno conosce mai, e dico mai, esattamente quali sono i propri incarichi e quelli dei colleghi. Ti spostano da un piano all’altro che neanche Buzzati avrebbe saputo fare meglio.
    Ma se 100 euro li togli dalla tasca destra per metterli nella tasca sinistra sempre 100 euro hai in tasca.
    Noi li abbiamo da un’altra parte!

    Perchè cazzo la gente non ha ancora imparato le tabelline?

    Buona giornata a tutti impiegati pubblici compresi

  • mario

    Pensa Roberto che una volta quando la democrazia era retta da uomini più onesti e di buon senso, gli impiegati pubblici sposati non potevano avere il coniuge che svolgesse un lavoro nel commercio. Anzi avevano lo stipendio più basso che nel privato. Questo era logico perché l’impiegato pubblico aveva un lavoro sicuro e protetto con la possibilità di godere le agevolazioni del proprio settore di appartenenza:i ferrovieri viaggi scontati se non gratuiti anche per i propri familiari e così via. Pure i figli godevano dei benefici come per esempio delle colonie estive.per questi e altri motivi l’impiego pubblico è sempre stato più agognato. L’errore fu cedere alla pressante richiesta di miglioramento del trattamento economico dei dipendenti pubblici tanto che il posto sotto lo stato è diventato un simbolo di prestigio. Che pena, e noi paghiamo

  • Roberto Domenichini

    Grande Mario!

    Impossibile obiettare.

    Pensa che non lo sapevo dei dipendenti pubblici che non potevano avere il coniuge nel commercio.
    In America è ancora come scrivi tu perchè il posto pubblico è meno prestigioso di quello privato.
    La storia poi dei diritti acquisiti nel pubblico non la capisco. Se uno prende 10000 euro al mese di pensione senza aver mai mosso un dito non si capisce il perchè non gliela si possa togliere.
    La risposta di questi ladroni è sempre la stessa: la legge me lo permetteva!

    In questi giorni Mario ho riflettuto sulla mia presa di posizione anarco-liberista.
    Forse il concetto anarchico deve essere ridefinito ma non saprei come.
    Nell’immaginario collettivo l’anarchico è il figlio di papà che nei centri sociali sputa nel piatto dove mangia. O il G-ottino sempre figlio di papà che spende i suoi soldi pur manifestando per i diritti dei poveri e afflitti.

    la mia anarchia non è un sistema senza regole. Al contrario le regole DEVONO esistere. Però mi chiedo se sia giusto che una sparuta minoranza decida per tutti. Io sono per una decisione presa da tutti e quindi in assenza di stato.

    Buona serata Mario

  • Mario

    Roberto, ti do per certo che un dipendente pubblico era assogettato a quelle leggi nel dopoguerra e probabilmente anche durante il fascismo. Sono sicuro perchè mio nonno, di cui porto il secondo nome Claudio, era capostazione a Borgovercelli e poi a Mortara: ricodo ancora il suo libretto per viaggiare gratuitamente fino a un limite di 1000km credo all’anno sulle FS con ovviamente le tratte permesse.
    Ricordo pure che la nonna mi diceva lo stipendio di mio nonno capostazione, quindi credo al livello di dirigente pubblico, bastava appena appena anche perchè avavano tre figli che studiavano; voleva aprire un negozietto ma le fu impedito.
    Capisci Roberto che rigore e che buon senso? allora lo stipendio pubblico bastava appena, ovviamente bastava a gente che faceva la torta in casa a Natale e alle feste grandi.
    Io capisco queste cose perchè è in queste consapevolezze che sono cresciuto; sono cose che ti danno dei limiti precisi e non te le puoi dimenticare.
    Non so da dove nasca la tua anarchia, certo se non hai vissuto la mia esperienza, devi essere una persona di gran buon senso.
    L’unica cosa che ti rimprovero è che non accetti il parlamento.
    Ma poi ti convincerò 😉

  • Roberto Domenichini

    Molto interessante l’esperienza che racconti.

    I nonni sono persone sagge. Quelli della mia e tua generazione in particolare perchè hanno vissuto il periodo della guerra.
    Invece di mettere loro in Parlamento vengono relegati in case di cure. I vecchi vengono considerati un peso dalle persone stupide e/o agiate.

    I politici dovrebbero farsi da parte ed essere governati da persone come mia nonna che, pur essendo analfabeta, è riuscita a dare una sicurezza ai suoi figli.

    Mia nonna, come penso le nonne di tanti lettori che ci seguono, anche se la timidezza non li fa rispondere, potrebbero insegnare veramente ai politici il concetto di risparmio e di spesa.
    Senza tanti concetti astratti o lauree inutili!

    E’ possibile che una persona che prende pochi euri di pensione riesca ugualmente a risparmiare qualcosina? Mentre politici che rubano, scusate che guadagnano legittimamente, 20000 euro al mese devono prendere tangenti e balle varie per arrotondare?

    Come possono governare una Nazione persone che incassano 100 e spendono 200?
    Eppure basta conoscere le tabelline altro che politiche di bilancio, curve di Laffer e amenità seguenti.

    Sull’utilità del parlamento accetto la “sfida”.

    Io penso che siano necessarie persone come i tuoi nonni non un parlamento. Se fossero tutti o anche una piccola minoranza come i tuoi nonni che bisogno ci sarebbe di un parlamento?

    Ciao carissimo e grazie delle informazioni che mi aiutano a crescere.

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