L’accordo sui migranti? L’ennesima fregatura per l’Italia

Giancarlo Marcotti 4 Commenti

Il grave rischio per il Governo Conte è quello di vantare come grandi successi il raggiungimento di risultati migliori rispetto agli esecutivi che lo hanno preceduto.

Mettiamo in chiaro immediatamente una cosa: far peggio dei Governi Monti/Letta/Renzi/Gentiloni è umanamente impossibile. Qualsiasi idiota avessimo messo a capo del Governo, certamente avrebbe fatto meglio dei suoi predecessori.

Non possiamo quindi accontentarci di miglioramenti inapprezzabili, il “Governo del cambiamento” deve essere tutta un’altra cosa!

Stamani ci siamo svegliati con le dichiarazioni entusiaste del nostro Premier per il raggiungimento di un accordo che, almeno stando alle prime indiscrezioni, è soltanto una mera dichiarazione di intenti, insomma, se vogliamo essere onesti lo dovremmo definire … insignificante.

Risolvere il problema migranti, per l’Italia, non solo è possibile, ma assolutamente banale.

Forse, anche se sembra paradossale, è bene ricordare che immigrare legalmente in Italia … si può!!! E’ farlo illegalmente che … non si può.

Per immigrare legalmente in Italia devono logicamente essere rispettate delle norme di legge, ed ovviamente sono invece previste delle sanzioni anche penali per coloro che non rispettano la legislazione vigente in materia.

Ricordiamo innanzitutto come è iniziato in Italia il flusso migratorio illegale.

Ricorderete tutti la famosa nave albanese, e successivamente le “carrette del mare” provenienti dalla Tunisia.

Ebbene il canale d’Otranto (che divide la Puglia dall’Albania) e quello di Sicilia (che divide appunto la Sicilia dalla Tunisia), sono i due bracci di mari meno estesi (se naturalmente escludiamo le Bocche di Bonifacio che dividono la Corsica dalla Sardegna) che separano le nostre coste da Stati esteri, si può quindi tentare la loro traversata anche se si hanno a disposizione imbarcazioni di fortuna.

Sappiamo poi che negli anni quelle due “vie d’accesso” sono state “chiuse” stipulando accordi con le nazioni interessate.

Dopo il criminale bombardamento da parte dei francesi di uno Stato sovrano e pacifico, come la Libia, si è invece aperto un nuovo fronte per l’immigrazione clandestina.

Tuttavia per arrivare dalla Libia in Italia, avendo anche soltanto una minima possibilità di riuscita, occorrono navi diciamo … attrezzate alla bisogna. Queste imbarcazioni, però, non erano disponibili. Ed allora?

Ed allora si è operato come si fa sulla terraferma: cosa fate se non avete a disposizione un’autovettura? Prendete un taxi!

Si sono così organizzati i “taxi del mare”.

E questa definizione non deve suonare offensiva perché questo è ciò che effettivamente ed incontrovertibilmente è accaduto (e tutt’ora accade!). La prova inconfutabile ci viene data dal fatto che i migranti clandestini vengono ormai da tempo messi su dei gommoni, natanti che MAI E POI MAI sarebbero in grado di arrivare fin sulle coste italiane. Infatti quei gommoni hanno il solo scopo di allontanarli qualche centinaio di metri dalle coste libiche, lì un “taxi del mare” li aspetta, li carica a bordo e li porta in Italia.

Questo è quanto accaduto per anni con il benestare dei vari governi Monti/Letta/Renzi/Gentiloni. In questo modo sono arrivati in Italia, clandestinamente, centinaia e centinai di migliaia di esseri umani spinti forse dall’illusione (anche questa alimentata da chi?) di trovare da noi il bengodi.

La nascita dei “taxi del mare” è stata spontanea, naturale, l’economia funziona così da che mondo è mondo. C’è una necessità? Qualcuno organizzerà un servizio per soddisfare l’esigenza … naturalmente a pagamento. Funzionano in questo modo i traghetti che tutti noi conosciamo.

La differenza, però, rispetto ai traghetti, non è che questi ultimi sono a pagamento (anche i “taxi del mare” se qualcuno li finanzia avrà senz’altro il suo tornaconto), la differenza è che i traghetti che tutti noi conosciamo svolgono un servizio legale, mentre “i taxi del mare” commettono un reato: quello di immigrazione clandestina.

Cosa occorrerebbe fare quindi per fermare il flusso migratorio clandestino proveniente dalla Libia?

Semplicissimo!

Se una nave delle cosiddette ONG, che ha caricato a bordo dei migranti raccolti non nelle nostre acque territoriali, chiede di attraccare in un nostro porto, questa richiesta deve assolutamente essere accettata, si fanno sbarcare i clandestini che dovranno essere identificati e registrati.

MA SOPRATTUTTO.

La nave deve immediatamente essere sequestrata e l’equipaggio processato per il reato di immigrazione clandestina.

Tempo due o tre navi delle ONG sequestrate (quindi diciamo circa duemila clandestini sbarcati sulle nostre coste) ed il flusso migratorio sarebbe immediatamente stroncato.

Basta quindi applicare le leggi italiane che già esistono. Siamo in uno Stato di diritto o viviamo in un’anarchia?

Problema immigrazione clandestina?

Così viene risolto!!! NON con i falsi accordi a livello europeo che poi nessuno rispetta!!!

Così dovrebbe agire il vero Governo del cambiamento.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

 

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  • Roberto Ditaranto

    Condivido pienamente. Qual’è il problema dei migranti? Legalmente SI PUO’. Illegalmente non si può ! Le Leggi ci sono, basta rispettarle e farli rispettare !

    • Mario Botta

      per quale motivo li chiama migranti e non clandestini?

      • Roberto Ditaranto

        Ha ragione Lei. Bisognerebbe individuare i veri migranti, dai clandestini!

        • Mario Botta

          occorre stare attenti a usare i termini perchè se ci abituiamo a chiamare “migrante” chi viene prelevato a scopo di lucro dalle coste africane e scaricato in Italia, permettiamo a chiunque di entrare sul suolo italiano senza sapere che l’Italia è una nazione con delle regole civili e sociali conquistare anche col sangue dai nostri avi.

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