Le Borse risentono delle tensioni in Usa

Giancarlo Marcotti Commenta per primo

Negli Stati Uniti si sta già votando

Crolla Stm dopo una buona trimestrale, mentre sale Saipem dopo dati in chiaroscuro. Pesanti vendite sul nostro comparto bancario, male Poste.

Le elezioni di Mid-Term negli Stati Uniti assomigliano sempre più a quelle che si sono svolte nei giorni scorsi … in Afghanistan. Ci mancavano solo le bombe, tuttavia non era difficile prevedere che si sarebbe giunti anche a questo punto.

Pacchi bomba a Hillary Clinton, a Barack Obama e persino … udite udite … a Soros. Tutto ciò puzza di servizi segreti lontano un miglio.

Naturalmente “i mercati” ne approfittano per creare un po’ di caos e quindi far soldi con … la volatilità. Se ne sentiva proprio il bisogno.

D’altronde non ci si poteva illudere di vivere in un mondo “democratico”, era impensabile che l’establishment accettasse “sportivamente” di perdere.

E’ riuscito a mantenere un risicato guadagno il Ftse100 (+0,1%) di Londra, ma occorre sottolineare che a metà seduta stava salendo di quasi un punto e mezzo, quindi anche la City ha subito una forte ondata di vendite nelle ultime ore di contrattazione.

Terminano la giornata sotto la linea della parità il Cac (-0,3%) di Parigi ed il Dax (-0,7%) di Francoforte, ma le maggiori vendite si sono registrate sul nostro Ftse Mib (-1,69%).

Performance da brivido per Stmicroelectronics (-10,16%) la cui trimestrale non ha convinto il mercato. Non sono bastati evidentemente dati di bilancio che all’apparenza sembravano decisamente confortanti, con utili trimestrali (+41,4%) in forte crescita (+56,7% su base annua) e ricavi (+11,2%) superiori alle attese. Ed ecco allora che il titolo è tornato in area 12 euro, una valutazione che ci riporta indietro di 21 mesi, al gennaio del 2017.

Il nostro indice di riferimento, tuttavia, è stato penalizzato anche dalle forti vendite che si sono riversate sul comparto bancario: Banco BPM (-4,76%), Ubi Banca (-4,14%), Intesa Sanpaolo (-3,43%), Mediobanca (-3,38%), Unicredit (-3,37%) e Bper Banca (-2,84%).

Pesante anche il ribasso di Poste Italiane (-4,03%) a quota 5,998 euro, solo nella prima seduta dell’anno il titolo aveva fatto segnare un fixing peggiore.

Segnaliamo infine anche il ribasso di Mediaset (-3,56%) che si rimangia con gli interessi tutto il guadagno della vigilia.

In una giornata così negativa, tuttavia, diversi titoli hanno comunque terminato la seduta facendo segnare rialzi anche decisamente corposi, come ad esempio Saipem (+6,35%) che ha presentato una trimestrale in chiaroscuro, il mercato, però, sembra aver apprezzato l’aumento oltre le attese dei ricavi.

Alle sue spalle si piazza Moncler (+2,29%) che tuttavia termina la seduta molto distante dai massimi di giornata. Completa il podio infine Luxottica (+0,80%) che non subisce prese di profitto dopo l’exploit della vigilia.

Al momento a Wall Street il Dow Jones ha recuperato buona parte del ribasso, mentre il Nasdaq (-1,2%) e soprattutto lo S&P500 (-1,7%) subiscono ancora cali considerevoli.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro          

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