Le Borse sbandano, tutto il mondo in rosso

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Da Tokyo a Shanghai, da Francoforte a Londra, da San Paolo a New York, non si salva nessuno, tutte le Borse del pianeta iniziano la settimana con cali abbastanza marcati.

Draghi sta facendo di tutto, ma non ha potuto esimersi dal riconoscere che la Bce, da sola, non può risolvere i problemi di crescita che affliggono l’intero Vecchio Continente ed in particolare i Paesi periferici.

Si deve apprezzare la franchezza, anche se si tratta comunque di una situazione ben nota al mercato, le Borse non potevano quindi che rispondere negativamente.

Francoforte (-2,2%) in particolare ha subito pesanti vendite, non è bastata infatti la smentita da parte di Deutsche Bank (-7,5%) alla notizia circolata in mattinata di un possibile aumento di capitale, il gigante tedesco ha così ritoccato per l’ennesima volta il proprio minimo storico.

E’ chiaro che tutto il comparto europeo ne ha risentito, sul nostro Ftse Mib (-1,58%) Mediobanca (-3,89%) ed Unicredit (-3,63%) hanno fatto segnare i ribassi più pesanti fra i titoli del comparto che hanno concluso la seduta in rosso con la sola eccezione di Banca MPS (+1,43%).

La maglia nera di giornata, tuttavia, è toccata a Saipem (-3,97%) che continua ad essere martoriato dal mercato.

Forti cali anche per l’intera galassia Agnelli, Fiat Chrysler (-3,65%), Cnh Ind. (-3,07%) ed Exor (-2,51%).

Seduta, quella odierna, che non poteva essere positiva per il risparmio gestito: Azimut (-3,43%), Banca Mediolanum (-3,03%) e Finecobank (-2,03%) e per gli assicurativi: Unipol (-2,78%), UnipolSai (-2,33%) e Generali (-2,32%).

Da segnalare invece, in netta controtendenza rispetto al mercato, Recordati (+3,38%) sulle voci di un interessamento da parte di un paio di società cinesi.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

 

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