Le migliori azioni da comprare: quali sono le più interessanti?

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E’ un buon momento per comprare azioni? Una caratteristica dell’investimento finanziario è che si può sempre guadagnare, sia in periodi di crescita che in periodo di contrazione, “semplicemente” capendo le dinamiche che permettono di sfruttare entrambe le situazioni, ed avendo ben chiara una strategia, da rispettare rigidamente. Quali sono i criteri per scegliere su quali azioni puntare? In un’economia di libero mercato, in cui cioè non c’è un’eccessiva manipolazione dei tassi d’interesse e/o dell’offerta di moneta, i prezzi degli strumenti di investimento sono un segnale della bontà dell’investimento stesso. In altre parole, un’azienda che ha elevati utili, e punta ad averne ancora di maggiori grazie ad investimenti indovinati, avrà normalmente un valore per azione elevato, e destinato a crescere. Al contrario un’azienda che potrebbe perdere di competitività a causa di difficoltà di mercato, con conseguente contrazione degli utili, potrebbe avere una discesa del prezzo dei suoi titoli, sia a breve che a medio termine. L’abilità dello speculatore di Borsa sta nel capire se un’azione è troppo valutata rispetto alle caratteristiche dell’azienda, o se lo è troppo poco, ed agire di conseguenza: comprare se l’azienda potrà conoscere un aumento del prezzo delle azioni; o vendere se il valore è destinato a scendere. Una selezione di azioni da comprare perché possono conoscere una positiva rivalutazione, ed in generale perché le società che le emettono hanno interessanti prospettive da seguire con attenzione, si può trovare su Economia-italia.com

Comprare azioni, o venderle in base all’andamento dei prezzi è anche legato al fatto di avere una strategia di investimento a breve o lungo termine. Se un’azienda sta conoscendo una crescita prolungata del valore delle azioni, può essere una buona scelta comprarne le azioni se riteniamo che il mercato stia premiando le prospettive di utile di quest’azienda: a breve potrà avere una contrazione, ma se si tratta di un’azienda sana, nel lungo termine tornerà a crescere, e a distribuire dividendi. Questa è tipicamente una strategia di lungo periodo. Una strategia di breve periodo può essere di comprarla, aspettare un’ulteriore crescita di prezzo, e poi vendere subito, portando a casa una piccola plusvalenza, prima che la maggior parte degli speculatori “a breve”, venda per “monetizzare” a loro volta le plusvalenze e faccia scendere il prezzo sotto quello a cui abbiamo comprato noi.

Specularmente, un titolo che ha conosciuto una lunga fase di discesa, può essere acquistato se ci si aspetta che notizie positive sull’azienda a cui è legato possano produrre seppur brevi impennate di prezzo, in modo da poterci permettere di portare anche in questo caso, una plusvalenza a casa. Questa, neanche a dirlo, è una strategia di breve periodo. Può essere anche una strategia di lungo periodo, se ci si aspetta che una prolungata sottovalutazione delle azioni di una società possa portare società concorrenti a tentare l’acquisizione, creando una decisa risalita del prezzo del titolo. Comprare azioni di una società in questa situazione può essere una strategia rischiosa ma potenzialmente foriera di buone plusvalenze.

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