La sapete l’ultima?

Giancarlo Marcotti 9 Commenti
Monti ha promesso che, se tornerà a fare il Presidente del Consiglio, ridurrà le tasse.
 
 
I grandi leader internazionali non hanno voluto rilasciare dichiarazioni in merito, ma Finanza In Chiaro è riuscita ad avere, in esclusiva mondiale, le foto che ritraggono alcuni potenti del pianeta nel momento in cui sono venuti a conoscenza della notizia.

 

 
Mario Draghi
 
 
La Regina Elisabetta ed il Principe Carlo
 
 
… ed infine Barack Obama
 
  • Claudio

    Marcotti, abbiamo capito che non le piace Monti, ma non abbiamo capito chi le piace.

  • Mario

    Al contrario di chi vota la sinistra, un vero liberale non si formalizza su una persona ma è anche difficile che faccia la banderuola cambiando leader e leader ad ogni piè sospinto come invece accade nalla sinistra italiana povera di idee e appunto di veri leader.
    Al momento l’unica persona liberale, per giunta l’unica capace non solo di resistere a venti anni di persecuzione sinistra, ma di controbatterla e di far emergere la profonda ipocrisia e insulsaggine delle sue campagne, è il Berlusconi.
    Quindi non capisco e non mi pare neanche legittima la curiosità leggermente inquisitoria di chi si presenta al plurale, chissà poi perchè, dopo che il patron Marcotti è da anni che pubblica articoli su articoli sul tema.
    Come se non fosse ancora chiaro al mondo che la sinistra italiana è incapace di fare una propria politica seria e credibile, fondata sui propri ideali e non sulle presunte colpe o debolezze dell’avversario, quelle che il Moretti tempo fa da un palco reclamò intimando i suoi leader da: ” dite qualcosa di sinistra!!!”.

  • Claudio

    Mario, io e lei la pensiamo in modo diametralmente opposto e non vale la pena di discutere. Ma lei fa da portavoce di Marcotti?

  • Mario

    Claudio, primo, è inutile che lei affermi che la pensiamo in modo diametralmente opposto : è palese anche perchè a me piace la verità e non mi faccio condizionare dai giornali che prendono soldi da chi essi stessi accusano di mafia e di ogni abominia.
    Secondo: non sono il portavoce di Marcotti ma lo rispetto e stimo molto perchè è uno che sa costruire e alimenta qualcosa per cercare di togliere le fette di salame dagli occhi di chi, si presume, abbia un minimo di raziocinio e quindi cerco di difenderlo, magari dandogli fastidio.
    Se poi c’è qualcuno che dovrebbe parlare di questa mia azione, questo è il Marcotti, non lei. Oppure preferisce andare avanti con domande poco razionali o pleonastiche? non è ingegnere? provi a essere coerente con lo spirito da cui si vanta di essere mosso.

  • Giancarlo Marcotti – Finanza In Chiaro

    Carissimo Claudio

    Purtroppo Mario non è il mio portavoce, e dico purtroppo perché sarei onoratissimo se lo fosse, visto la stima che nutro nei suoi confronti. A tal proposito capita ad hoc la risposta che le ha fornito, la frase “un vero liberale non si formalizza su una persona” è di rara bellezza e certamente non avrei saputo dire di meglio.

    Come le ho ripetutamente detto sono un marcottiano, cioè una persona che pensa con la propria testa, e cerca di divulgare i propri convincimenti. Dico questo non per sfuggire alla sua domanda, ma perché questa è la verità. Certamente condivido (ma non potrebbe essere altrimenti) alcuni convincimenti con altri, ma non al punto di identificarmi.

    A tal proposito le faccio un esempio che spero sia chiarificatore. Condivido diverse idee in campo economico con Oscar Giannino, ma non potrei votarlo dopo averlo sentito difendere a spada tratta la buffonata dell’uccisione di Bin Laden in diretta televisiva, un programma andato in onda in esclusiva per la Casa Bianca.

    Nessuno può avere dubbi che quell’uccisione di Bin Laden in diretta televisiva con la Casa Bianca fosse una buffonata, allora un giornalista serio e non “asservito” al massimo, quell’episodio, avrebbe dovuto ignorarlo e stendere un velo pietoso, non certo sbandierarlo come un successo dell’Amministrazione americana, come ha fatto Oscar Giannino.

    Come lei certamente sa non posso condividere idee in campo economico con la sinistra, ma non per partito preso, intendo dire in maniera preconcetta, semplicemente perché ritengo che le ricette economiche della sinistra portano alla povertà e non al bene del Paese.

    A tal proposito mi farebbe davvero piacere che lei continuasse a seguire “Le pillole di Marcotti”, vedrà che non saranno solo “contro” Monti, ma ci saranno anche brevi racconti che hanno una morale, mi permetto fin d’ora, ad esempio, di segnalarle “La magnanimità” (il titolo è però ancora provvisorio), che pubblicherò nei prossimi giorni.

  • Claudio

    Il liberale Marcotti vuol dare opinioni sui politici, ma non vuol dire esplicitamente se e per chi voterà. Votare per un partito, dovere degli italiani, non significa identificarsi con il leader. Io andrò a votare per il centrosinistra, ma se i partiti della coalizione mi deludessero, la prossima volta cambierò. Per Mario: secondo me chi vota Berlusconi il salame non ce l’ha solo davanti agli occhi e per sua informazione io leggo giornali come il Corriere della Sera, Repubblica, La Stampa, Il Sole 24 Ore, Milano Finanza, Investire Oggi, e non credo che la verità che lei cerca la trovi sul Giornale di Berlusconi.

  • Mario

    La prima obiezione, Claudio, è che io sono qui per cercare la verità ma siccome afferma, siamo di opinioni diametralmente opposte, capisco la sua scelta di troncare.
    Non pensi però di aver esposto chissà quali ragioni per suffragare la sua decisione di votare sinistra; tra l’altro la sinistra, in questo momento, va da Fini a Rizzo, passando per Casini Bersani e Ingroia, (Montezemolo da persona abbastanza intelligente si è chiamato fuori) quindi secondo me lei non ha rivelato un bel niente perché la sinistra è un’accozzaglia di persone con trovate talmente disparate e singolari che l’unico ideale che le potrebbe accomunare sarebbe la tassazione sulla proprietà, facendo salvo i rimborsi spese dei politici! Alla faccia, che ideali profondi!
    Che il così detto centro sia rappresentato da un Monti che da finto riformista crea tre liste apposta per garantire tramite la coalizione la poltrona all’insulso Casini, all’ignobile Fini e al povero Buttiglione, mi pare la classica mossa dei vecchi lupi democristiani che cambiano il pelo ma non il vizio.
    Un’altra obiezione è questa: lei dice di leggere tanti quotidiani, ma non ha il coraggio di dire che legge il Giornale, mentre io ho il coraggio di affermare che leggo sia la Repubblica che il Giornale, così come il Sole 24 ORE o il Corriere della Sera.
    Non tutti i giorni, ovviamente, perché non ho così tanto tempo libero, però mi documento e non solo su “doppioni” di quotidiani, in questo modo le fette di salame mi si tolgono dagli occhi, vero Claudio?
    Oppure non sa che il Giornale fu fondato circa 40 anni fa da Indro Montanelli che patì la stessa sorte di Spadolini licenziato a cui la proprietaria Crespi preferì Ottone per sposare la politica di sinistra.
    L’Indro con una trentina di redattori, tra cui Cervi e Granzotto, (che penne e che menti!) diede vita al Giornale che solo un Berlusconi poteva comprare, non certo un De Benedetti.
    Nota fuori dal discorso: pensi che sono purtroppo e da sempre Interista, non Milanista di cui ho rispetto non perché il patron sia Berlusconi, ma perché in confronto alla direzione di Moratti c’è un abisso.
    Lo so bene cosa rappresenta il Corriere della sera degli Ottone, Mieli e Bortoli ex del Sole24Ore.
    Conosco molto bene il loro pensiero, le loro uscite a orologeria e quanto salame affettano dall’alto del loro apparente aplomb.
    Vede che io cerco la verità non solo sui giornali diretti da figli di commissari uccisi dal brodo di cultura di sinistra. Lei faccia quello che vuole, ma è lei che manca, primo, di motivazioni valide nel giustificare il suo apporto prezioso alla sinistra, secondo, di spirito di ricerca che si limita a capire ciò che fa comodo e, terzo, di caparbia nel gettare la spugna di fronte a idee non certamente comuni o qualunquiste.

  • Claudio

    Mario, riporto alcune frasi significative di Montanelli su Berlusconi. L’Italia di Berlusconi è la peggiore mai vista, quell’uomo è una malattia: si cura solo con il vaccino. Il Berlusconismo è come il vaiolo. Una bella iniezione di Cavaliere premier per diventare immuni. Berlusconi è il più grande piazzista del mondo.

  • Mario

    Claudio, perché riporta solo ciò che le fanno comodo? allora provi a leggere la voce sinistra di Wikipedia, (quella che sbianchetta la storia poco edificante delle varie commissioni finanziarie di Monti) e poi mediti le risposte prima di darle; in ogni caso le offese gratuite di Montanelli le conosco molto bene e mi fanno male con la sua uscita di scena così prosaica e così infantile proprio perché invidiosa della perdita della leadership tra i liberali.
    Il suo livore fu dovuto più al suo idealismo ottuso, piuttosto che alla ragione, tanto da screditare se stesso: prima giustamente aborrendo il Corriere, perché aveva svoltato a sinistra, poi dichiarando che, visto il potenziale successo del proprietario del Giornale, Berlusconi, avrebbe votato a sinistra. Se questo non è tradire i propri ideali e soprattutto i propri fedeli lettori, cos’è?
    Si rende conto che l’integerrimo Montanelli non lo fu quando pensò di condizionare l’elettorato liberale al punto da sconfessarlo e sputtanarne il leader affermando che avrebbe votato per la sinistra?
    Si rende conto che Montanelli in quegli anni e con quelle affermazioni livorose si comportò esattamente come i dipendenti che tanto disprezzo: finchè gli fa comodo fingono; quando non gli fa più comodo pretendono di sputtanare la controparte lavando i panni sporchi in pubblico, tra l’altro perdendo di brutto la dignità (vedi Veronica che prima dà dell’imperatore pedofilo al marito dalle colonne di Repubblica con la grancassa di tutta l’intellighenzia di sinistra e la Guerritore che gode nel recitare la contrita figura della poveretta vittima che poi però ottiene 100.000 euro/giorno; che persona di spessore!! che sani principi, che giusta battaglia!! che ideali!)
    Montanelli, un grande, mi sono nutrito di lui e delle suoi Inconti, Controcorrente e varie opere, pietre miliari di un giornalismo schietto e diretto, un cronista impareggiabile, ma rovinò con questa uscita di scena e col fallimento della Voce sia la sua dignità che i suoi ultimi anni, un po’ come Schumacher con la Ferrari.

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