Letta: via!

Giancarlo Marcotti 4 Commenti

Era ora! Non se ne poteva più di un governo con a capo un membro del Bilderberg messo lì per scuoiare l’Italia e gli italiani.

Un Presidente del Consiglio che aveva come compito quello di far chiudere le nostre aziende, depredare i risparmi di una popolazione laboriosa e tartassata come nessun altra al mondo.

Dove trovate un altro popolo che subisce continue vessazioni e non si ribella? Ma no! Di più, non protesta neppure!

Solo gli italiani sono capaci di giustificare i loro carnefici, sono sempre disposti a farsi sottomettere, incapaci di reagire.

Ora, però, è arrivato il momento di dire: basta!

Occorre fare esattamente il contrario di ciò che ci impongono le sanguisughe del Bilderberg, bisogna dimezzare le tasse e soprattutto uscire dal giogo dell’euro, in un minuto le nostre aziende diventerebbero estremamente competitive a livello mondiale, comincerebbero ad assumere personale, si ridurrebbe quindi la disoccupazione e lo Stato incasserebbe di più perché questa volta le tasse verrebbero calcolate sul reddito effettivamente prodotto.

Perché questo vuole fare un’azienda: pagare le tasse! Sì, ma sui propri guadagni!

Non come accade adesso che le imprese vengono tassate solo per il fatto di esistere! In questo modo soffochiamo l’apparato produttivo onesto e laborioso ed incentiviamo la malavita ed il malaffare.

L’Italia sta diventando (o forse lo è già) un Paese in cui è impossibile vivere dignitosamente, in cui chi ha messo da parte quattro soldi con grandi rinunce per permettere ai propri figli un futuro migliore si sente braccato.

I risparmiatori (e l’Italia è un Paese di risparmiatori) devono continuamente difendersi dai predoni che vogliono impossessarsi di ciò che le persone oneste hanno messo da parte a costo di enormi sacrifici.

E stiamo parlando dei risparmi che abbiamo fatto per cercare di dare un futuro migliore ai nostri figli, non possono portarceli via, non possiamo permettere che ci venga rubato il futuro dei nostri figli.

Dobbiamo quindi dire a voce alta a quelli del Bilderberg, ai vari Monti, Letta, insomma quei loschi figuri con l’aria innocente, che non siamo più disposti a farci prendere per i fondelli, non accettiamo ulteriori vessazioni.

Riprendiamoci la dignità.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

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  • Alessandro

    Gentilissimo Dott Marcotti la seguo dai tempi di soldi on line… condivido molte sue posizioni e leggo attentamente i suoi report ma stavolta non la seguo.. sul fatto dell’euro. Anche io trovo mille difetti a qusta moneta nata male e cresciuta peggio, ma uscire da l’euro ora sarebbe azzardato, forse! L’inflazione dove andrebbe?? i soldi nei nostri conti correnti(pochi) temo perderebbero potere per almeno un 40%… pure i valori degli immobili, temo, perderebbero valore! Forse si salverebbero i terreni agricoli! Mi sbaglio?E la nostra povera borsa asfittica che fine farebbe?? La prego di dedicare un pò del suo tempo a questo argomento… noi lettori le saremo grati…
    Alessandro

    • Giancarlo Marcotti

      Carissimo Alessandro, innanzitutto grazie per essere un mio lettore “della prima ora”, al momento mi limito a darle una risposta sintetica, ma sappia che sull’argomento “uscita dall’euro” ho intenzione di scrivere diversi articoli al punto da far nascere una vera e propria rubrica.
      Con questa premessa le chiedo quindi, per il momento, di “fare un atto di fede” per quanto le dico ora, ma capirà senz’altro che per le argomentazioni avrei bisogno di molto spazio.
      All’ora l’inflazione non salirebbe, o comunque non sarebbe significativamente diversa da quella che avremmo rimanendo nella moneta unica.
      Per quanto riguarda tutto il resto, caro Alessandro, lei commette un errore (che è quello che commettono tutti, non si preoccupi) cioè di continuare a valutare il nostro patrimonio in euro, anche una volta usciti dalla moneta unica.
      Ma la svalutazione della nostra nuova (o vecchia) moneta rispetto all’euro non ci renderà più poveri! Anzi per questo motivo avremmo solo vantaggi.
      Solo un esempio perché tutto diventi chiaro: se domani, 30 settembre 2013, il dollaro aumentasse improvvisamente del 30% rispetto all’euro, lei diventerebbe per questo più povero? Direi di no! L’americano diventerebbe più ricco, rispetto a lei, del 30%, ma che ce ne frega? Anzi le nostre merci in negli Stati Uniti diventerebbero straordinariamente convenienti ed aumenteremmo le esportazioni diminuendo le importazioni, e la nostra economia avrebbe un boom.
      Certo se usciamo dall’euro andare a fare le vacanze in Germania ci costerà caro, ma che ce ne frega? Ce ne faremo una ragione, non andremo a fare le vacanze in Germania, in compenso arriveranno molti più tedeschi a fare le vacanze da noi, incrementando il nostro settore turistico.
      Non è chiaro?
      Non importa! Come le dicevo per ora faccia un atto di fede, prossimamente pubblicherò diversi articoli per argomentare con dovizia di particolari le implicazioni di una nostra uscita dall’euro.

      • Alessandro

        Gentilissimo Dott Marcotti la ringrazio sin da subito e attendo prossimi articoli. Con un pò di fede si ma anche con la ragione!! Questo credo sarà l’argomento principe dei prossimi tempi e temo se ne sentirà di tutti i colori!! Ci vorrà al solito tanto sale nella zucca e una selta delle fonti Attendibili!! Questo sito è tra i primi della lista!! Tanta Libertà per tutti
        Alessandro

  • Roberto Domenichini

    Aggiungo a ciò che scrive il Dottor Marcotti una cosa che seguirà nei mesi futuri come da lui promesso.

    Non solo un ritorno alla lira aiuterebbe un Paese che come l’Italia viveva, e non vive perchè l’euro ha penalizzato fortemente la nostra bilancia commerciale, di esportazioni ma sarebbe necessario frazionare ulteriormente la moneta. Hayek, premio Nobel dell’economia nel 1974 ha scritto un interessante libro intitolato “La denazionalizzazione della moneta”….ma ne parleremo….e vedrete come l’Economia è molto più semplice di come pensiamo erroneamente

    Buona vita

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