Manovra al via: ecco la lista dei tagli

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Oggi parte l’iter al Senato, possono arrivare modifiche importanti. Accanto ai sacrifici, lo sviluppo: i partiti vorrebbero raddoppiare
il bonus sul cuneo fiscale e 600 milioni per la cassa integrazione. Si troveranno tutte le risorse?
Finalmente il testo definitivo c’è: l’articolato con le tabelle della Legge di Stabilità è stato consegnato al Quirinale e al Parlamento. Adesso inizia l’iter del provvedimento, e non c’è dubbio che la norma subirà dei cambiamenti. Se i partiti di maggioranza sapranno dove trovare le risorse, potranno essere anche modifiche importanti. La prima voce che certamente sarà esaminata è quella del taglio del cuneo fiscale, che attualmente sul versante dei lavoratori pesa per solo 1,5 miliardi nel 2014 e per 1 a favore delle imprese. L’intenzione è quella di almeno raddoppiare il bonus, e in ogni caso di concentrarlo sui redditi medio-bassi. Tra le altre novità, spuntano 600 milioni per il finanziamento della Cig «in deroga» per il 2014, oltre a 90 milioni per i contratti di solidarietà. Sembra decisamente aperto anche il fronte del fisco per la casa. Nella manovra, tra l’altro, si ripristina l’Irpef sulla rendita catastale delle abitazioni sfitte: ma il vero nodo sarà quello della Tasi, che per le prime case peserà 3,7 miliardi di euro. Sulla carta c’è un risparmio rispetto alla situazione precedente, ma solo se i Comuni non andranno oltre l’aliquota minima dell’1 per mille.

LAVORO

Le norme sulla defiscalizzazione Irap per la trasformazione dei contratti di lavoro a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato, calcola la Ragioneria dello Stato, potrebbero interessare 135.000 nuovi assunti. La deduzione spetta per il periodo d’imposta in cui è avvenuta l’assunzione con contratto a tempo indeterminato e per i due successivi, per un importo annuale non superiore a 15 mila euro per ciascun nuovo dipendente assunto e riguarda contributi previdenziali, assistenziali e delle assicurazioni obbligatorie.

FISCO

Sforbiciata alle detrazioni fiscali: entro il 31 gennaio 2014 il governo adotterà provvedimenti normativi per razionalizzazione delle detrazioni fiscali di cui beneficiano i contribuenti italiani. L’obiettivo è quello di far risparmiare allo Stato 488,4 milioni di euro nel 2014, 772,8 nel 2015 e 564,7 nel 2016, per un totale di 1825,9 milioni di euro. In alternativa è previsto che in automatico le detrazioni vengano ridotte di un punto percentuale (quindi al 18%) per l’anno 2013 e di due punti percentuali (al 17%), a partire dal 2014

SALUTE

I fondi per la sanità come è noto non vengono toccati, detto questo il comparto non è immune da risparmi: in particolare il solo blocco del turn-over, previsto per il 2015 ed il 2016 produrrà risparmi per 1,2 miliardi di euro: rispettivamente per 540 milioni nel 2015 e 610 nel 2016. Inoltre «per razionalizzare le risorse finanziarie» a disposizione la legge di stabilità prevede di ridurre da 5 a 4 anni la durata dei corsi di specializzazione per gli studenti di medicina e per tutti gli altri studi dell’area sanitaria.

AMMINISTRAZIONI CENTRALI

Dai tagli alla spesa alle amministrazioni centrali sono previste i riduzioni per soli 600 milioni nel 2015 e 1,310 miliardi per 2016 e 2017. La clausola di salvaguardia inserita nel ddl è intesa al contrario: vengono disposti, entro il 15 gennaio 2015, aumenti di aliquote d’imposta e riduzioni di agevolazioni e detrazioni per 3 miliardi nel 2015, 7 nel 2016 e 10 dal 2017; qualora si verifichino maggiori entrate o risparmi, gli aumenti verranno ridotti. Coperture con tagli al pubblico impiego, previdenza (pensioni d’oro) e Regioni.

RISPARMI DELLO STATO

La legge di stabilità introduce una delega al governo «per definire un programma straordinario di cessioni di immobili pubblici, al fine di consentire introiti per il periodo 2014-2016 non inferiori a 500 milioni annui». Sul fronte degli affitti la manovra obbliga invece le amministrazioni dello Stato a valutare la locazione di uffici in periferia anziché nelle zone centrali. Più in generale la spending review prevede risparmi per effetto dell’ottimizzazione dell’uso degli immobili per 600 milioni nel 2015 e 1,31 miliardi a partire dal 2016.

INVESTIMENTI

Oltre alle imposte sulla casa, destinate in un modo o nell’altro ad aumentare – al riguardo la polemica più ogni giorno più rovente (vedere pagina destra) ad essere penalizzati da un aggravio di imposte saranno gli investimenti finanziari: il previsto aumento al 2 per mille dell’imposta di bollo su conto titoli, attualmente all’1,5 per mille, secondo i tecnici del Tesoro dovrebbe infatti portare un incremento di gettito intorno ai 527 milioni di euro annui di competenza, a partire dal 2014.

NUOVE SPESE

Sono molti gli stanziamenti e le nuove spese per lo sviluppo, tra questi: al Fondo sviluppo e coesione 1,550 milioni; 46,5 milioni al Fondo di rotazione; 150 per finanziamenti agevolati nei settori industria, agricoltura e turismo; 150 milioni aggiuntivi al Fondo crescita sostenibile; 50 milioni al Fondo rotativo; 340 milioni al settore marittimo e navalmeccanico. Molte le spese per infrastrutture, tra cui 335 milioni all’Anas, 340 alla Sa-RC, 400 al Mose; 400 a Rfi, 100 all’AV Napoli-Bari,120 alla Milano-Venezia e 200 alla Bologna-Lecce.

INTERVENTI SOCIALI

La legge di stabilità prevede 600 milioni di euro per l’ambiente e un aumento o ripristino di una serie di spese sociali: 250 milioni vanno al fondo non auto-sufficienze; 400 milioni al 5 per mille; agli Lsu 100 milioni; al Fondo contro la violenza sessuale 10 milioni; 120 milioni per la mobilità sanitaria internazionale. Poi ci sono una serie di spese «indifferibili»: missioni all’estero 765 milioni, sisma in Calabria e Basilicata 15 milioni, 150 alle università, 120 all’editoria, 5 alla Forestale, 50 al Fondo e 10 per i Carabinieri.

ROBERTO GIOVANNINI

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