Manovra, benzina più cara di 6 cent E maxiacconti per l’Ires e l’Irap

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Ma Franceschini frena sulle tasse: “Nessun ritocco al rialzo”. I primi dettagli della bozza annunciano però maxiacconti e accise più care. Indennizzi alle imprese Tav e soldi per la cassa integrazione

 In vista nuovi aumenti su carburanti, Irap e Ires. Dalla data di entrata in vigore della nuova manovra per la correzione del deficit infatti si verificherà un rialzo immediato delle accise: la benzina salirà di 6,5 centesimi al litro. Secondo la bozza del dl “l’aumento dal primo gennaio 2014 e fino al 31 gennaio 2015 sarà di 3,3 cent al litro”. Nuovi rialzi anche per gli acconti Ires e Irap, che passano dal 101 al 103% per il solo anno di imposta 2013.

Ma Franceschini frena: in Cdm non si parlerà di tasse o accise– Ma il ministro Dario Franceschini, a chi gli chiede della manovra, replica che “oggi in Consiglio dei ministri ci sarà il provvedimento per il rientro del 3% e alcune misure urgentissime per l’emergenza immigrazione e sbarchi. Nessun aumento di accisa o altre tasse”.

Fonti del Tesoro: coperture in via di definizione – Secondo fonti del ministero risultano ancora in via di definizione le coperture del decreto che dovrà correggere l’andamento del deficit e che sarà esaminato stasera dal Consiglio dei ministri. Sempre al Tesoro si assicura inoltre che nel decreto legge non ci sarà nessun aumento delle accise.

Cassa integrazione, stanziati 330 milioni – Secondo la bozza inoltre, il Consiglio dei ministri ha deciso di destinare 330 milioni di euro per rifinanziare la Cassa integrazione in deroga per il 2013, mentre 35 milioni andranno alla carta acquisti, la cosiddetta social card.

Previsti anche tagli ai ministeri – Per consentire il rientro dallo scostamento del deficit sono previsti poi tagli ai ministeri: nella bozza si legge infatti che “le disponibilità di competenza e di cassa relative alle spese rimodulabili del bilancio dello Stato sono accantonate e rese indisponibili per ciascun ministero”.

Imprese Tav, arriva l’indennizzo – Arriva un indennizzo per le imprese “che abbiano subito danneggiamento di materiali, attrezzature e beni in conseguenza di delitti commessi al fine di impedire, turbare o rallentare la realizzazione di opere” come la Tav, dice ancora la bozza. Il tetto previsto per gli indennizzi è di 5 milioni di euro e non prevede oneri a carico dello Stato.

Permanente il comitato per le privatizzazioni – Il Comitato di consulenza globale e di garanzia per le privatizzazioni diventa permanente al fine di “assicurare un costante supporto al ministero dell’Economia e delle finanze nella predisposizione e nella attuazione di programmi di dismissione di partecipazioni dello Stato”.

Regioni, possibili ribassi delle aliquote – Il documento dice poi che,nelle Regioni in cui i pani di rientro del deficit stanno funzionando si “può disporre la riduzione delle aliquote, ovvero la destinazione ad altre finalità”. La norma, a fronte di una riduzione strutturale dei disavanzi sanitari, consente alle Regioni una programmazione ex ante delle risorse derivanti dalle maggiorazioni fiscali e non più necessarie alla copertura dei piani di rientro, stabilendo il venir meno dell’obbligo della massimizzazione delle aliquote.

Più ricco il fondo di solidarietà per i Comuni – Arrivano poi 120 milioni in più sul fondo di solidarietà comunale 2013 per assicurare la spettanza ai Comuni del gettito Imu. Si prevede poi che le risorse attribuite a ciascun comune non siano rilevanti ai fini del Patto di stabilità interno. Alla copertura dell’onere, dice il testo, si provvede, quanto a 30 milioni, utilizzando le risorse assegnate ma non erogate da Cassa depositi e prestiti a titolo di anticipazione di liquidità, mentre la restante quota di 90 milioni è coperta utilizzando quota parte dei contributi destinati alle Regioni Puglia e Molise, non erogati dal momento che le stesse Regioni non hanno provveduto alla cessione di spazi finanziari, validi ai fini del Patto di stabilità interno, ai Comuni e alle Province del loro territorio.

Controversia videopoker, modalità agevolata – La manovra prevede poi una nuova modalità di definizione agevolata della controversia per i videopoker. Da un lato l’importo del pagamento viene ridotto al 20% della condanna originaria ma, dall’altro, la parte è obbligata ad accompagnare la richiesta con la prova dell’avvenuto versamento della somma in un apposito deposito vincolato. Pur essendo difficile quantificare esattamente il numero dei soggetti che preferiranno aderire a tale formula, è ragionevole aspettarsi una compensazione tra il minor importo dei singoli versamenti conseguenti alla nuova norma e l’ampliamento del numero di coloro che riterranno più conveniente chiudere così la controversia.

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