Monti: “Stravolta l’idea di Scelta civica” I “popolari” pensano a un nuovo gruppo Casini: “Accuse ridicole contro di me”

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Il Professore conferma le dimissioni e accusa l’ex leader Udc e il ministro. In 12 fondano il nuovo schieramento. E potrebbe aggiungersi anche ex Pdl

«Le accuse di Monti nei miei confronti sono semplicemente ridicole. Monti sa cosa significa governare questo paese quando c’e’ una maggioranza litigiosa. Questa politica del doppio binario, questo atteggiamento rissoso, anche da parte di Monti, sull’azione dell’esecutivo, questi continui distinguo, non sono accettabili». Queste le dichiarazioni rilasciate a “Matrix” (in onda questa sera alle ore 23.50 su Canale 5) dal leader dell’Udc, Pierferdinando Casini, che, a proposito delle dimissioni del senatore a vita da Scelta Civica, aggiunge: «Non gli chiederò di ritirarle perché questo non mi riguarda».

Il giorno dopo l’addio al partito da lui fondato, Mario Monti ha ribadito il passaggio al gruppo misto. Dimissioni irrevocabili da presidente di Scelta civica? «Sì. La natura del partito l’hanno stravolta…». «Scelta Civica sostiene molto tenacemente il governo che facesse tutto il possibile per il Paese intensificando l’impegno e attraverso una maggiore capacità del premier Letta di frenare la dominanza dei due partiti principali che si muovono con interessi elettorali», dice Monti prima di puntare nuovamente il dito su un paio di personaggi eletti nelle sue liste. «Mauro, Casini e altri – cita per nome – criticano questa posizione e ritengono che l’appoggio al Governo debba essere senza se e senza ma, che non è la linea del partito». Basta, non c’è più niente da fare. Infatti Pier Ferdinando Casini già mostra di pensare al futuro, quando risponde che al timone del governo c’è Letta, e quindi va sostenuto Giustiniani.

Secondo Monti, con la decisione di ieri di alcuni suoi esponenti, Scelta Civica «ha tradito l’ispirazione di un partito che loro mi hanno chiesto di formare anche per portarli o riportarli in Parlamento», ha detto ancora il senatore a vita commentando la lettera degli “11” presentata ieri e che di fatto ha portato le sue dimissioni da presidente del partito. Intanto nel partito c’è chi prova a ricucire. Spiega l’ex ministro Balduzzi: «Ho detto a Mario Monti che comprendo il suo gesto, inconsueto in un Paese nel quale dominano la mediazione estenuante e la ricerca di un posizionamento personale a tutti i costi. Gli ho chiesto anch’io di ripensarci, perché la sua presenza ha caratteristiche uniche di garanzia. Ma non posso non constatare che le sue dimissioni stanno togliendo ogni alibi ai tanti navigatori dei palazzi della politica, dentro e fuori Scelta Civica». E Ichino avverte: «Rimarrò in Scelta Civica per onorare l’impegno che ho assunto con gli elettori. Martedì prossimo abbiamo convocato un’assemblea per discutere del nuovo leader. Certamente, non sarà una persona che abbia una qualche propensione a fondersi col partito di Berlusconi».

L’INVITO DI TABACCI

Il Centro Democratico di Bruno Tabacci, dopo l’annuncio di non partecipazione alle primarie del Pd nelle cui liste si era presentato in Parlamento, tende la mano a Mario Monti dopo la sua rottura violenta con Scelta Civica e Udc. «Osserviamo con rispetto ed attenzione – ha affermato in una dichiarazione Pino Pisicchio, presidente Cd del gruppo Misto alla Camera- quello che una parte importante dello schieramento di centro sta vivendo. Tutto il centro politico deve immaginare una ristrutturazione profonda e lavorare alla costruzione di una grande casa per poter esprimere più efficacemente i programmi e i valori di quella che continuiamo a considerare la parte prevalente del corpo elettorale italiano».

«E’ evidente – ha sottolineato Bruno Tabacci, parlando a Rainews 24- che l’attacco a Mario Monti sulla valutazione della legge di stabilità è puramente strumentale. Sul testo del governo ci sono giudizi critici che vanno da Bondi a Fassina, per cui la sua critica alla legge è stato solo un pretesto per attaccare la sua leadership. Io avevo avvisato il professor Monti prima della sua discesa in campo di stare molto attento ad alcuni compagni di strada di cui si stava circondando, gli stessi che sono stati salvati da lui e che adesso lo trattano in questo modo. Credo comunque che un chiarimento definitivo dentro Scelta Civica sia a questo punto necessario».

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