Moody’s declassa la Cina dopo 28 anni

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Investors Service di Moody ha tagliato il rating sul debito pubblico a lungo termine della Cina da Aa3 ad A1, dopo ben 28 anni.

In una nota la società di rating ha comunicato inoltre di aver cambiato l’outlook (la previsione sulle prospettive future) da negativo a stabile.

La decisione dell’agenzia di valutazione finanziaria con sede a New York è stata presa a seguito dei timori circa un rallentamento della crescita economica cinese. La crescita del PIL infatti si è ridotta negli ultimi anni, passando da un picco del 10,6% nel 2010 al 6,7% nel 2016; ci si aspetta inoltre un aumento del debito governativo al 40% del Pil per il 2018 e al 45% entro la fine del decennio.

Al livello di rating A1 i rischi risultano essere più che bilanciati; è per questo motivo che Moody’s ha cambiato l’outlook da negativo a stabile (nel marzo del 2016 lo aveva classificato come negativo). Sotto questo punto di vista bisognerà vedere se anche S&P’s seguirà la stessa strada dell’azienda americana, avendo applicato un outlook negativo su Pechino nel Febbraio dello scorso anno.

Il governo cinese ha dichiarato inappropriata la metodologia di Moody’s, in quanto a loro dire sono stati sovrastimati i rischi per l’economia del paese.

Il Ministro delle Finanze cinese a tal proposito ha dichiarato: “le decisioni di Moody’s sovrastimano le difficoltà dell’economia cinese e sottostimano le capacità della Cina di rafforzare le riforme strutturali sul lato dell’offerta e di espandere la domanda nel suo complesso”.

di Francesco Palmisano Head of sales EXANTE

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