Mutui con tassi negativi?

Giancarlo Marcotti 2 Commenti

Ritengo che per far comprendere alla gente l’estrema particolarità del momento economico che si sta vivendo a livello mondiale non ci sia cosa più emblematica che parlare dei “tassi negativi”.

Sappiamo tutti che la dinamica dei tassi è sempre stata improntata alla continua variabilità, sarebbe troppo semplicistico parlare di un andamento sinusoidale perché risulterebbe troppo “scolastico”, ma rende l’idea. Insomma, in parole povere, l’andamento dei tassi ufficiali è sempre stato un susseguirsi di “saliscendi”, con una “base” che abbiamo sempre creduto … invalicabile, ossia lo “zero”.

Per decenni quando i tassi di interesse erano in calo a chi mi chiedeva previsioni sull’andamento futuro, per uscire dall’impasse, visto che non volevo sbilanciarmi, me la cavavo ripetendo una frase assolutamente banale, “potranno scendere ancora, di sicuro però, al massimo, si azzereranno, di sicuro non potranno diventare negativi”.

Insomma parlare di tassi negativi era semplicemente un paradosso, un’assurdità, un qualcosa che non aveva senso … ed invece, ora, siamo arrivati anche a questo. Pazzesco!

Siamo arrivati a confutare uno dei detti più noti, praticamente un dogma, ossia “il tempo è denaro”.

Ecco: “il tempo non è più denaro”

Ebbene questo assoluto “non sense” non ha colto di sorpresa soltanto me, ma tutte le Banche, e, ripeto, TUTTE.

Nessuna Banca, infatti, anni fa, nelle condizioni che regolavano i contratti di mutuo inseriva una clausola di “non negatività” del tasso di riferimento, normalmente l’euribor per i mutui a tasso variabile e l’Irs per quelli a tasso fisso, ritenendo impossibile che ciò potesse accadere.

Nessuno, infatti, fino a pochi anni or sono, neppure poteva immaginare che quei tassi potessero arrivare addirittura ad essere negativi.

Oggi, stanno aggiornando le loro condizioni con postille del tipo “In nessun caso il tasso potrà essere inferiore allo spread contrattualmente concordato” o diciture simili.

Sappiamo tutti che il costo del denaro, stabilito dalla Bce è dello 0,05% ed il tasso che viene riconosciuto alle Banche che “parcheggiano” i loro soldi presso la Banca Centrale è negativo (-0,20%), questo fatto ha reso già da alcune settimane negativo l’euribor ad un mese, un indice usato molto negli scorsi anni come parametro per calcolare il tasso da applicare ai mutui ipotecari.

Ma ci sono già oggi situazioni ancor più paradossali perché altre Banche Centrali europee hanno già portato in negativo il tasso di riferimento, si tratta della Banca di Svezia (-0,25%) e quelle di Svizzera e Danimarca che sono arrivate già addirittura al -0,75%!!!

La Danimarca, poi, ha battuto tutti! E’ il primo Stato al mondo in cui, in alcuni casi ovviamente, se si chiede un prestito anziché pagare degli interessi li si ricevono!!!

Secondo voi siamo arrivati alla follia o possiamo ancora far peggio?

Come se ne esce da questa situazione?

In maniera lenta ed indolore come continuano a dirci i Governi e le Banche Centrali di tutto il mondo, o in modo traumatico?

Non è mia intenzione spaventare nessuno, semplicemente invito tutti a riflettere.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

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