Nasdaq oltre i 7.500 punti, ma il nemico arriva da oriente

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Non so se a voi fa lo stesso effetto, ma provo davvero difficoltà nel dire che il Nasdaq vale più di 7.500 punti. Mi sembra di dire uno sproposito, una cosa assurda. Eppure è così!

Questa sera al fixing il Nasdaq ha fatto segnare 7.505,77 punti.

Cerchiamo di rendere l’idea di quanti siano 7.505,77 punti per il Nasdaq.

Ebbene, il 9 marzo del 2009 valeva 1.268,64 punti, quindi in meno di nove anni ha guadagnato il 491,64%!!! Si è sestuplicato!!!

Ancor più impressionante è guardare il grafico, come potete constatare voi stessi, se escludiamo infatti l’agosto del 2015 e l’inizio del 2016, in questi nove anni la crescita è stata praticamente costante. Nove anni di crescita ininterrotta.

In questi nove anni è vero che il mondo è cambiato tantissimo, aziende come Facebook, Apple, Microsoft, Google ed Amazon governano il mondo, o meglio, attenzione, perché la cosa è importante, governano il mondo … ma non la Cina.

Come noto, infatti i maggiori siti al mondo come Google, Facebook, Twitter, Whatsapp, Youtube e tanti altri, in Cina sono bloccati. La nomenklatura del colosso asiatico, infatti, ufficialmente considera questi siti “dannosi” per i cittadini cinesi, e forse non ha tutti i torti.

Sappiamo infatti quale potenza abbiano nell’accumulare informazioni di ogni tipo, e non è chiaro quale ruolo possano avere in ambiti non proprio “legali”.

L’amministrazione Obama fu letteralmente sputtanata quando venne reso noto che gli Stati Uniti praticamente spiavano tutti i leaders politici dei Paesi europei, uno scandalo che venne immediatamente messo a tacere, forse perché ad aiutare la NSA (National Security Agency ndr) in questo “lavoro”, c’erano proprio le Big di internet.

Per quanto riguarda Apple, poi, è bene rammentare che in Cina, nel giro di pochi anni, ha raggiunto dimensioni strabilianti una azienda come Huawei che potrebbe diventare leader mondiale del settore e mettere in crisi il colosso di Cupertino.

Il quartier generale di Shenzhen, infatti, dove lavorano migliaia di ingegneri provenienti da tutto il mondo, è semplicemente un complesso da fantascienza e c’è chi è pronto a scommettere che nella corsa alla costruzione di prodotti tecnologici dotati di “intelligenza artificiale”, Huawei sia già in testa.

D’altronde non dobbiamo dimenticare che Huawei significa proprio “Magnifica vittoria della Cina”.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

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