“Negli Usa muore il mito della ripresa” di Luca Bonaccorsi

Giancarlo Marcotti Commenta per primo

Qui giace il mito della ripresa economica del 2010. E’ il cartello (immaginario) che pendeva sugli schermi dei traders dopo i dati usciti ieri pomeriggio negli Stati Uniti.

Secondo l’associazione nazionale degli operatori dell’immobiliare a luglio il numero delle abitazioni vendute è crollato del 27%, a 3,8 milioni. Gli analisti se ne aspettavano circa 4,6 milioni. Le case non si comprano più, e in più ci sono troppi venditori a causa della crisi e dei sequestri delle banche nei confronti dei mutuatari morosi. E i prezzi crollano. Il che vuol dire che un numero crescente di proprietari vede il valore della propria casa avvicinarsi pericolosamente al valore del mutuo. Secondo un noto centro di analisi il mese scorso un quarto dei proprietari aveva ormai mutui superiori al valore della casa. L’anticamera dell’insolvenza. Ovvero le cose potrebbero peggiorare.

Certo il dato è stato accentuato dall’esaurirsi degli incentivi fiscali che avevano prodotto l’anticipazione di tante transazioni. Ma la situazione resta comunque allarmante e ha fatto dichiarare prontamente alla Fed che: «La ripresa Usa non è sicura perchè il mercato immobiliare non è ancora uscito dai guai».

I colpevoli del disastro immobiliare sono ormai noti: troppi fallimenti e disoccupati. A dimostrarlo un dato macroscopico: il 22% delle case vendute era pignorato. I tassi dei mutui al minimo storico danno poco sollievo se a mancare è la materia prima: lo stipendio. La disoccupazione sembra destinata a restare al 9,5% fino a dicembre almeno. E con quasi 15 milioni di disoccupati gli americani fanno fatica a tenersi la casa. Un mutuo su sette era moroso nel primo trimestre, il dato peggiore dal 1979 secondo l’associazione delle banche specializzate in mutui.

Finora i programmi pubblici non hanno aiutato molto: degli 1,3 milioni di mutui rinegoziati grazie ai programmi di incentivi governativi, dopo 12 mesi, la metà circa sono andati di nuovo in fallimento.

I pignoramenti sono cresciuti del 4%. A luglio in 325 mila hanno ricevuto una lettera di “default”, che gli annunciava un’asta fallimentare o la presa di possesso da parte della banca secondo il centro di ricerche californiano RealtyTrac, che denuncia: quest’anno i pignoramenti supereranno il milione.

La situazione è allarmante perchè è il settore immobiliare che ha tirato fuori l’economia da sette delle otto recessioni passate. Ma stavolta il settore la ripresa la sta affondando. è da questa primavera che il settore sta mollando.

E così l’industria, le due forze dietro la mini ripresa iniziata nella seconda metà del 2009. Ma da mesi ormai i disoccupati aumentano e gli ordini diminuiscono. Le sorti dell’economia tutta sono strettamente legate a quelle del settore immobiliare. La spesa per la costruzione di nuove case (solo il 10% di quelle trattate in media) insieme a quella per mobili ed elettrodomestici ha rappresentato il 15% del Pil nel secondo trimestre dell’anno. E poi c’è l’effetto “ricchezza”: negli anni 2000 i proprietari di casa, sicuri del crescente valore dell’immobile, si indebitavano per spendere. Quello stesso meccanismo oggi funziona, ma al contrario. I prezzi sono scesi del 33% dal massimo del luglio 2006 al minimo di aprile 2009 secondo l’S&P/Case Shiller, indice di 20 città. Ma secondo gli analisti di Moody’s potrebbero scendere ancora del 20% entro il 2012 se l’economia torna in recessione.

Una prospettiva da brivido. Non solo per gli americani visto che la recessione ha riacceso, nelle menti degli investitori, il timore che alcuni governi europei non riescano a portare a termine i loro piani di austerità. Nella Ue, in particolare, la divergenza tra la performance di economie forti come quella tedesca e le più deboli come quella spagnola, irlandese, greca o portoghese alimenta la speculazione anti euro. L’Italia sull’orlo di una crisi di governo corre rischi considerevoli. Se l’ondata di sfiducia dovesse colpire il nostro debito le conseguenze sarebbero devastanti. Da Washington a Roma, il viaggio della paura può essere assai breve.

( Fonte: terranews.it )

Autore: Luca Bonaccorsi

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