Nike vs. Adidas : La sfida infinita

Giancarlo Marcotti Commenta per primo

Si è da poco conclusa la Coppa del Mondo di Rugby e già i due maggiori produttori mondiali di abbigliamento tecnico sportivo affilano le loro armi in vista dei prossimi Mondiali di Calcio che si terranno in Sud Africa nel 2010. In quella che ormai è divenuta una sorta di “ Sfida infinita” tra i due giganti del settore per la conquista di nuovi segmenti di mercato, l’americana Nike pare aver messo a segno un colpo da novanta nei confronti dell’eterna rivale Adidas. Voci attendibili danno infatti ormai prossimo l’acquisto da parte del gigante d’oltreoceano della britannica Umbro. Costo dell’operazione : 409 milioni di euro.

Fondata a Manchester nel 1924 dai fratelli Humphreys, Umbro è balzata agli onori della cronaca a partire dagli anni ’70, quando un’attenta politica di sponsorizzazioni tecniche l’aveva portata ad essere un “ must” nel settore dell’abbigliamento tecnico sportivo con un marchio sinonimo di qualità ed innovazione. Umbro ha rivoluzionato il concetto di maglia da calcio trasformando quello che fino a quel momento era solo un capo da indossare durante l’attività agonistica in maglia “replica” da indossare tout-court nel tempo libero. Recentemente la Società britannica aveva rimarcato che i profitti non avevano atteso gli obbiettivi prefissati e che era stata avanzata da parte di una concorrente un’interessante offerta di acquisto.

Europei del 2008 : la sfida che incombe.

Nike non esita ad impiegare ingenti risorse finanziarie nell’intento di conquistare la leadership mondiale nel settore del football che produce annualmente un fatturato vendite pari a 2 miliardi di euro. Problema non indifferente è l’incertezza riguardo la partecipazione della Nazionale inglese alle fasi finali dei prossimi Europei che si giocheranno in Svizzera e Austria nel 2008. L’undici d’Oltre Manica è il fiore all’occhiello delle sponsorizzazioni tecniche della Umbro e una sua mancata partecipazione all’avvenimento priverebbe lo sponsor tecnico della vendita di centinaia di migliaia di maglie “replica” .

La crescita in quote di mercato di Nike nel comparto football è divenuta inarrestabile dopo i Mondiali del 1994 negli Stati Uniti. Gli investimenti per l’acquisizione della Nazionale brasiliana e dei più famosi clubs europei- Manchester e Barcellona in testa- hanno permesso al colosso statunitense di avvicinare sempre di più la concorrente Adidas. Gli ultimi Mondiali di Germania hanno visto Nike “ vestire” 8 formazioni nazionali contro le 12 dell’Adidas, partenaire della Fifa.

Con l’acquisizione dell’Umbro le carte si trovano ad essere nuovamente ridistribuite nel comparto degli articoli legati al calcio. A tutt’oggi Adidas vanta una quota di mercato pari al 35%, Nike 30% ed Umbro 5%. I due marchi si contendono ormai in un avvincente testa a testa la supremazia del settore. E questo nonostante le due battute d’arresto fatte registrare dal gigante statunitense in questo ultimo periodo. La prima riguarda il “no” della Federazione tedesca al super contratto di 500 milioni di euro offerto da Nike per la sponsorizzazione tecnica della Nazionale nei prossimi 8 anni. La seconda è relativa al passaggio di Thierry Henry, testimonial Nike da diversi anni, alla Reebok ( gruppo Adidas ).

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