Pagare le Imposte: una fatica!!!!

Redazione Commenta per primo

 

Ricordiamo come, agli inizi della professione, a fronte di eventuali errori o irregolarità negli aspetti formali dei versamenti delle imposte, venivamo tranquillizzati con una affermazione tranciante: non ti preoccupare, l’importante è che il pagamento sia stato effettuato.

Non sappiamo se tale affermazione sia ancora attuale, specialmente dopo la lettura dell’articolo 11 del DL 66/2014 (c.d. decreto Renzi) che si occupa della riduzione dei costi di riscossione. Nel primo comma si prevede un obbligo di riduzione dei compensi riconosciuti a coloro che intervengono nella fase della riscossione, mentre al comma 2 si introducono nuovi obblighi di utilizzo esclusivo del canale telematico per la predisposizione delle deleghe di versamento.

In relazione al primo aspetto, da una prima valutazione può scaturire un sorriso; dapprima, infatti, si dirottano tutti gli adempimenti dei contribuenti sul canale telematico, riconoscendo un compenso ai soggetti che intervengono nella fase di trasmissione dei dati. Poi, in tempi di crisi, che si fa? Semplicemente si tagliano tali compensi, senza un grande ragionamento scientifico, ma semplicemente imponendo una riduzione del 30% per il 2014 e del 40% per le annualità successive (quindi si arriverà ad un azzeramento?). E la cosa buffa, quella appunto che fa scattare il sorriso, è che nella relazione tecnica si giustifica l’intervento a fronte della prevista impennata del numero di deleghe che saranno presentate dai contribuenti a fronte dell’introduzione di nuovi obblighi di pagamento (IMU, TASI, TARES, ecc.). Come a dire che, a fronte di un maggior carico di lavoro, si pianifica una riduzione dei compensi (che siano economie di scala?).

La seconda questione, invece, riguarda il modo con cui si dovranno pagare le imposte; su tale aspetto crolla il motto “l’importante è pagare”; infatti, a decorrere dal prossimo 1° ottobre 2014, i pagamenti dovranno essere effettuati:

  • esclusivamente mediante servizi telematici dell’Agenzia delle entrate (Entratel o Fisconline) se la delega di pagamento chiude con un saldo zero;
  • esclusivamente mediante servizi telematici dell’Agenzia o delle Banche (quindi anche remote banking) nel caso in cui ci sia una compensazione con un credito, ma la delega chiuda con un saldo a debito;
  • esclusivamente mediante servizi telematici dell’Agenzia o delle Banche anche nel caso in cui il saldo finale della delega di pagamento superi i 1.000 euro.

In sostanza, la vecchia delega cartacea sopravvive solo nel caso di assenza di compensazione e con saldo finale non superiore a 1.000 euro; quindi, chi ha prestato soldi allo Stato (ed ora vanta un credito) deva faticare di più per pagare. Evviva la coerenza!

Emerge anche una inutile “frammentazione” delle varie ipotesi; era forse meglio prevedere un obbligo generalizzato di delega telematica, imponendo l’utilizzo dei canali dell’Agenzia per le deleghe con compensazione, a prescindere dal saldo finale.

Il comma 3 dell’articolo 11 permette poi di addebitare deleghe intestate a terzi; qui va detto che la scrittura del comma non brilla certo per chiarezza, per chiare deficienze linguistiche dell’estensore. Si afferma, infatti, che l’utilizzatore di sistemi di remote banking può inviare la delega di versamento anche di un soggetto terzo mediante addebito su propri strumenti di pagamento, previo rilascio all’intermediario di apposita autorizzazione … da parte dell’intestatario effettivo della delega. Ora, da come è scritta la norma, sembra che si consenta di fare qualche cosa che è già oggi liberamente possibile. Io posso pagare sul mio conto la delega del sig. Mario Rossi, e non ho certo bisogno di nessuna autorizzazione, né tanto meno di una norma; i soldi sono i miei e ne faccio ciò che più mi piace. Probabilmente, invece, si intendeva dire (ma ci vuole grande immaginazione) che sia possibile con il remote banking addebitare una delega su un conto di un terzo, ovviamente stavolta con la sua autorizzazione che deve essere consegnata all’intermediario.

Insomma, a parte le carenze linguistiche, vien davvero da pensare che dal prossimo 1° ottobre anche pagare le imposte diverrà più difficile. Ed allora, ritorniamo al punto di partenza: se si crede davvero che l’importante sia pagare, cosa accade a colui che inavvertitamente paga con delega cartacea anziché telematica? Supposto che si renda applicabile una sanzione, siamo davvero certi che ciò possa reggere dinnanzi ad un eventuale contenzioso? Quale mai sarebbe la colpa di questo sciagurato contribuente? Forse proprio quella di avere pagato le imposte

Fonte: ecnews

Articoli correlati

Canale YouTube
COME "ABBATTERE" LA BCE
EURO DISASTRO Perché gli italiani non hanno ancora capito
PIANO B - riprendiamoci la sovranità
FTSE Mib
Gli Ultimi Commenti
Osservatorio internazionale