Paperoni sempre più ricchi. In Italia sono 176mila e gestiscono 336 miliardi di euro (+4,5%)

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Nel 2012, complice la ripresa globale dei corsi azionari e dei mercati immobiliari a dispetto comunque di un anno non facile per l’economia reale, la ricchezza finanziaria nel mondo è tornata a marciare a buon ritmo, mettendo a segno una crescita del 10% e raggiungendo la soglia dei 46.200 miliardi di dollari.

Nel 2011 c’era stato un calo dell’1,7% e la ricchezza si assestava a 42mila miliardi di dollari . Gli individui che hanno ricchezze investibili pari ad almeno un milione di dollari sono 12 milioni di individui (+ 9,2% rispetto al 2011 quando erano 11milioni). Mentre l’Asia accusa un lieve rallentamento, pur mantenendo la leadership in termini di tasso crescita, il nord America si riconferma nel 2012 l’area con la maggiore ricchezza, dopo il sorpasso nel 2011 da parte dell’area Asia Pacific. Con 3,73 milioni di individui con ricchezze finanziarie dal milione di dollari in su, i paperoni nordamericani superano i 3,68 milioni della regione asiatica, con una ricchezza complessiva di 12.700 miliardi di dollari rispetto ai 12.000 miliardi della regione Asia Pacific. La ricchezza cresce meno in America Latina (era in pole position nel 2011) ma ha vacillato nel 2012 a causa del rallentamento del PIL e dei mercati azionari.

L’Italia resta in decima posizione con 176mila individui e registra rispetto allo scorso anno un balzo del 4,5% e raggiunge una ricchezza di 336miliardi di dollari (erano 168mila gli individui con ricchezza finanziaria dal milione di dollari nel 2011). Tra i motori della ricchezza finanziaria italiana ci sono la crescita dei corsi azionari (l’MSCI è cresciuto per l’Italia dell’8,6% nel 2012 contro una caduta del 25,8% nel 2011). Inoltre, il rapporto tra risparmio e Pil è aumentato dal 19,2% del 2011 al 20,3% del 2012.

Sono queste le principali evidenze che emergono dalla 17° edizione dell’indagine mondiale sulla ricchezza nel mondo realizzata da Capgemini e RBC Wealth Management che, oltre all’inagine quantitativa, quest’anno ha realizzato anche un focus sul gradimento dei milionari sui servizi di investimento.

L’Asia traino del mondo 
In prospettiva, nei prossimi tre anni la ricchezza finanziaria nel mondo continuerà a crescere ad un tasso annuo del 6,5% ma nella regione Asia Pacifico dove nel 2012 la ricchezza finanziaria investita era pari a 12mila miliardi, il tasso di crescita atteso è del 9,8%. Così, sebbene attualmente il nord America occupi il primo posto sia in termini di popolazione sia di ricchezza (12.700 miliardi di dollari), in futuro rischia di essere nuovamente oscurato dall’Asia Pacific: l’Asia Pacific attualmente detiene il più elevato tasso di crescita della ricchezza con un 12,2%, rispetto all’11,7% del Nordamerica, l’8,2% dell’Europa, il 6,7% del sud America, l’8,6% del middle east e dell’11,5% Africa.
Secondo Cap Gemini, la regione asiatica nel 2014 raggiungerà il primato in termini di ricchezza totale e numero di milionari.

I super ricchi 
L’aumento della ricchezza investibile a livello mondiale è stata guidata dagli ultra-HNWI2 (individui con un patrimonio investibile pari o superiore a 30 milioni di dollari U.S.A. con esclusione di residenze private, oggetti da collezione, beni di consumo e altri beni durevoli che sono cresciuti per ricchezza e per numero di circa l’11%, dopo i cali registrati nel 2011.

La tradizione continua: approccio prudente agli investimenti 
Nel 2012 i milionari, così come è tradizione nei loro comportamenti, sono rimasti cauti mostrando un’evidente attenzione alla tutela del patrimoni. La conferma arriva dal Global HNW Insights una ricerca contenuta per la prima volta da quest’anno nell’indagine sulla ricchezza nella quale sono stati intervistati 4.400 individui

Nonostante i recenti miglioramenti del mercato, un terzo (33%) dei milionari è più orientato al risparmio rispetto ad appena il 26% concentrato sull’incremento della propria ricchezza.

Il trend negli investimenti in beni è stato di tipo conservativo con quasi il 30% della ricchezza mantenuta tra contanti e depositi. Il 26,1% in azioni, il 20% in immobili, il 10,1% in investimenti alternativi e quasi il 16% sul reddito fisso.

Ma non mancano le differenze all’interno delle regioni, con l’azionario che ha assorbito la porzione maggiore del portafoglio in nord America (37%), mentre in America Latina e in Asia Pacific (Giappone escluso) si è optato per gli immobili (rispettivamente il 30% e il 25%). In Italia gli asset sono così ripartiti per il 29% su immobili, per il 22,1% in investimenti a reddito fisso.

Secondo i ricercatori di Cap Gemini, nonostante una marcata attenzione alla preservazione del capitale (in Giappone la quasi totalitàdei risparmi nel 2012 era sui depositi) e un peso rilevante delle posizioni in contanti, gli individui ad alto patrimonio netto hanno raggiunto un livello record di ricchezza nel 2012, facendo prevedere un’ulteriore crescita se la fiducia nei mercati migliorerà ulteriormente.

Buon apprezzamento per il Wealth Management 
A livello mondiale, la fiducia nei confronti dei gestori dei patrimoni è aumentata: il 61% dei paperoni dimostra, a inizio 2013, un alto grado di fiducia sia verso i wealth managers che verso le loro compagnie, con un incremento rispettivamente di 4 e 3 punti percentuali se confrontato con l’anno precedente. La maggiore fiducia e una prospettiva economica cautamente ottimistica hanno contribuito a rendere il 75% degli HNWI più fiduciosi sulla creazione di una ricchezza futura. Allo stesso tempo, i milionari hanno espresso un basso livello di fiducia verso i mercati e verso le autorità che lo regolamentano, con meno della metà che ha invece rivelato un elevato livello di fiducia nei loro confronti (rispettivamente il 45% e il 40%).

Investment of passion
I gioielli, le pietre preziose e gli orologihanno rappresentato il comparto degli investment of passion più gettonato a livello mondiale, con il 32% di preferenze da parte dei milionari. In particolare, il settore degli orologi ha segnato record significativi per quanto riguarda i prezzi: ad esempio, l’asta di Christie’s tenutasi a Ginevra sugli orologi ha raggiunto il risultato record di incasso di 28,5 milioni di dollari, con un venduto del 96% sui lotti e del 97% per valore.

Gli oggetti di lusso da collezione
Automobili di lusso, imbarcazioni e jet, altro investimento primario per i paperoni nel 2012 hanno totalizzato il 19% della parte destinata agli investimenti fatti per passione a livello complessivo. Si tratta di un’evidenza legata alla maggiore attenzione verso gli oggetti da collezione da parte dei milionari dei mercati emergenti.

L’arte, uno dei segmenti più dinamici soprattutto in nord America ed Europa, ha riscontrato una percentuale di scelta del 17% a livello globale da parte dei milionari. Influenzato dalle vendite delle case d’asta, il mercato dell’arte viene messo a confronto con altre categorie caratterizzate per lo più da patrimoni e vendite private. Anche questo comparto e l’incremento delle vendite di beni artistici è la conseguenza delle aumentate condizioni di benessere dei milionari dei mercati emergenti.

Gli altri beni da collezione (ossia vini, oggetti d’antiquariato, monete e cimeli) hanno rappresentato il 24% degli investment of passion Nel 2012 alcuni beni hanno registrato una certa sofferenza, come dimostra ad esempio il Liv-ex Fine Wine Index, che ha perso l’8,9% a causa della crisi nella euro-zona, dell’apatia nella domanda asiatica e dell’indebolimento dell’economia britannica. Ma ci sono buone possibilità che il mercato torni a rifiorire.

Gli investimenti nello sport hanno rappresentato solo l’8% degli IoP a livello mondiale, con un dato che però si è rivelato leggermente più elevato nei mercati emergenti dell’Asia-Pacific e dell’America Latina.

 Per approfondimenti visita: http://www.ilsole24ore.com

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