Pd, Renzi: ”Tutti mi chiedono di candidarmi, cambierò il partito”

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Roma, 9 lug. (Adnkronos) – ”Tanti amministratori, tanti sindaci, tanti militanti ripongono nel Pd le loro speranze. E chiedono a me di mettermi in gioco. A loro dico: dobbiamo costruire un Pd moderno, aperto, pensante non pesante”, in cui ”vinca la leggerezza, che sia libero da certe burocrazie similministeriali”, perche’ ”solo il Pd puo’ fare uscire l’Italia da questa crisi”.

In una intervista a ‘Repubblica’ Matteo Renzi rinnova l’invito al ”traghettatore del Pd, ossia Guglielmo Epifani” a indicare la data del congresso e delle primarie: ”Per statuto devono avvenire entro il 7 novembre”. Il ‘rottamatore’ annuncia che ci sara’ un’altra ‘Leopolda’ ”il prossimo 27 ottobre, perche’ e’ fondamentale che si torni alle idee”.

Per candidarsi, spiega, aspetta ”la data e di sapere se c’e’ una comunita’ di persone che crede” nel suo progetto. E’ vero, dice, che D’Alema gli aveva proposto una candidatura alle europee: ”Per D’Alema non devo fare il segretario, ne’ il sindaco. Ma tra qualche anno il premier. Non sono d’accordo: non faccio questa battaglia per sistemarmi”. Il governo, precisa Renzi, va tenuto ”fuori da questo dibattito. Enrico sara’ piu’ forte se il Pd sara’ piu’ forte. L’importante e’ che non si preoccupi di durare, ma di fare. Abbia come punto di riferimento le idee di Andreatta e non il tirare a campare di Andreotti”.

Renzi parla di come immagina il Pd: deve ”parlare di futuro” e smetterla con ”l’idea novecentesca dell’appartenenza”: nel 2013 ”serve un partito aperto”, ”dobbiamo renderlo moderno sapendo che non si discute solo nelle sezioni, che si fa politica anche in rete o nei luoghi del volontariato”.

Legge elettorale, Letta: ”Porcellum vergogna da superare al più presto”

”Il Porcellum e’ un monstrum che non garantisce ne’ rappresentanza ne’ governabilita’. Una vergogna, peraltro a rischio di incostituzionalita’, che va superata al piu’ presto. Mi sono impegnato a farlo dinanzi al Parlamento. Cio’ detto, non dobbiamo cercare scorciatoie e cadere nell’errore di considerare la legge elettorale la causa unica di tutti i mali della politica italiana”. Lo sottolinea il premier Enrico Letta in una intervista che uscira’ sulla rivista Arel pubblicata oggi in anticipo da ‘Europa’. ”E’ un abito informe, slabbrato, da sostituire, su un corpo che -spiega- pero’, anch’esso sempre di piu’ svela la propria inadeguatezza e pesantezza rispetto alle trasformazioni della societa’ italiana e, dunque, anche dell’elettorato. Penso all’insostenibilita’ del bicameralismo paritario -aggiunge- penso al numero eccessivo di parlamentari, penso alle ingessature della nostra democrazia decidente”. ”Riassumendo: il caos -avverte- e’ ingenerato anzitutto da un sistema non all’altezza delle sfide con le quali un paese come l’Italia deve oggi misurarsi. Tanto piu’ dopo vent’anni di bipolarismo muscolare e inconcludente che ha inibito ogni serio tentativo di riforma”.

Riforme, Speranza: ”Cambiare giustizia, ma si pensi a futuro non a Berlusconi”

No alle ”paure sul presidenzialismo”, il ”semipresidenzialismo con il doppio turno da’ efficienza ma va regolato il conflitto d’interessi”. ”Non si puo’ guardare alla riforma di un grande paese come l’Italia a partire dalle questioni e dal peso di una persona sola. Berlusconi ha occupato la scena pubblica per sin troppi anni, ora dobbiamo pensare con la nostra testa. Lui c’e’ oggi, pero’ non sappiamo cosa fara’ domani”. Lo sottolinea il capogruppo alla Camera del Pd, Roberto Speranza parlando al Corsera. ” Dobbiamo affrontare le grandi questioni della giustizia liberi dal peso di un personaggio che e’ stato molto presente dentro la nostra vicenda politica -avverte Speranza-. Il nostro giudizio su di lui resta molto negativo, ma il sistema giudiziario richiede una riforma profonda”.

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