PETROCHINA POLVERIZZA OGNI RECORD

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PetroChina, la Compagnia petrolifera di stato cinese, al suo debutto sul listino asiatico, ha triplicato il proprio valore. Ai prezzi attuali ha una capitalizzazione di borsa superiore ai mille miliardi di dollari.

Quando si parla di Cina si tratta sempre con numeri stratosferici, e questo non rende a volte il senso delle dimensioni. Per far risultare tutto più chiaro facciamo dei raffronti.

Fino ad oggi quando parlavamo delle più grandi aziende del mondo, in termine di capitalizzazione di Borsa, ci riferivamo al mercato statunitense. Nel corso dello scorso anno il continuo aumento del prezzo del greggio aveva aiutato Exxon Mobil, il colosso petrolifero americano, a superare la società che da sempre era in testa a questa speciale classifica diventando di fatto la multinazionale per antonomasia. Sto parlando della General Electric.

In pratica come noi italiani abbiamo da sempre utilizzato il nome Fiat per simboleggiare la grande industria, gli americani utilizzavano la General Electric, per cui aveva fatto notizia quando Exxon Mobil aveva superato in classifica il colosso elettrico arrivando a capitalizzare oltre 450 miliardi di dollari.

Ecco PetroChina è molto più grande di Exxon e General Electric messe assieme, da sola capitalizza di più dell’intera borsa russa. Occorre però chiederci se, aldilà dei grandi numeri ai quali ci riferiamo quando parliamo di Cina, questo risultato sia determinato anche dai prezzi eccessivamente gonfiati che caratterizzano la borsa cinese. Questo aspetto è particolarmente interessante.

Esiste un riferimento per valutare se un prezzo è eccessivamente gonfiato?

In termini assoluti no, ma all’interno degli stessi comparti alcuni raffronti possono essere fatti. In particolare è uso prendere come riferimento il numero delle volte in cui viene capitalizzato l’utile societario.

E qui abbiamo la prima sorpresa. Al prezzo attuale PetroChina vale quasi 60 volte gli utili contro le 13 volte di Exxon e a ben vedere ciò non dovrebbe sorprendere. La borsa cinese si trova oggi nella situazione in cui si trovava quella americana alla fine degli anni novanta, con multipli oltre ogni limite e giustificati solamente da previsioni di esasperate crescite future.

Anche se sono stati lanciati parecchi allarmi, la situazione particolare della Borsa di Shanghai ha prodotto queste anomalie, ma non dovremmo stupirci perché tutt’oggi al Nasdaq ci sono aziende che quotano 60 volte gli utili, un nome per tutti: Google.

Si potrà dire che siamo in tutt’altro comparto, ma la logica è la stessa. Se ci attendiamo crescite stratosferiche il valore del titolo incorpora queste aspettative. In effetti il principale motore di ricerca del mondo dalla sua quotazione ha moltiplicato oltre sette volte il suo valore (con enorme gioia di chi ha avuto le azioni in sottoscrizione) e tutti noi abbiamo finito di stupirci del prezzo raggiunto ogni volta che i dati di bilancio, puntualmente, battevano le aspettative degli analisti.

Il record di PetroChina è comunque emblematico. Si può dire, senza ombra di smentita, che la Grande Cina si è messa in moto ed è un gigante che non ha i piedi d’argilla.

Un saluto ai lettori di Finanza In Chiaro.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

[email protected] Scheda Collaboratore

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