Piazza Affari affonda con le sue Banche

Giancarlo Marcotti Commenta per primo

A picco anche i petroliferi

Banco BPM affonda, ma vengono vendute a piene mani anche le Big Bank. Moncler ritocca il proprio record storico, bene anche Leonardo e Campari.

La nostra Borsa è andata in difficoltà, in netta difficoltà. Il Governo che sta per nascere sembra proprio possa essere uno spartiacque fra il “vecchio” ed il “nuovo”. L’establishment trema e teme che stia per arrivare l’ora della resa dei conti.

Parigi (-0,1%) termina appena sotto la parità, segno più invece per Londra (+0,2%), ma è stata la Borsa di Francoforte (+0,7%) a risultare di gran lunga la miglior Piazza del Vecchio Continente, aiutata da un indice Ifo che ha decisamente battuto le stime.

A New York il Dow Jones viaggia intorno alla parità, le vendite sui petroliferi, infatti, vengono compensate dai guadagni dei titoli tecnologici, salgono ancora in particolare Intel ed Apple che ritoccano per l’ennesima volta i propri massimi storici, sembra incredibile, ma è così.

Il nostro Ftse Mib (-1,54%) ha invece innalzato bandiera bianca, e per fortuna nella parte finale della seduta ha recuperato quasi un punto percentuale, altrimenti la batosta sarebbe stata decisamente più pesante.

Affonda il Banco BPM (-7,34%) sui minimi da oltre un anno, ma che dire di Mediobanca (-4,01%) che nell’ultimo mese di contrattazione ha lasciato sul terreno oltre 18 punti percentuali, effettivamente nel “Salotto buono della finanza” si ascoltano i violini del Titanic.

E le nostre due Big? Piangono lacrime amare: Intesa Sanpaolo (-3,17%) e soprattutto Unicredit (-3,92%) affondano, ma non se la passa meglio la controllata Finecobank (-4,31%).

Giornata da dimenticare anche per il comparto petrolifero, il prezzo dell’oro nero è sceso di ben 4 punti percentuali, il Future sul Crude Oil è crollato, passando da 70,7 a meno di 68 dollari.

Ed ecco che Tenaris (-2,46%), Saipem (-2,21%) ed Eni (-2,48%) non hanno potuto evitare le vendite abbattutesi sul comparto in ogni angolo del mondo.

La giornata, tuttavia, ha visto anche alcuni titoli far segnare al fixing interessanti performances. Impressionante il nuovo massimo storico fatto registrare da Moncler (+3,78%). Il titolo, che non smette di dare soddisfazioni ai propri azionisti, ormai sembra lanciato verso quota 40 euro.

Buono anche il rimbalzo di Leonardo (+2,18%), ma va sottolineato in particolare il nuovo balzo di Campari (+2,04%) che, atterrando su quota 6,515 euro, oltre a far registrare il nuovo massimo da inizio anno dà la sensazione che possa dare l’attacco anche al record storico che il titolo ha stabilito lo scorso 31 ottobre.

Dopo tre ribassi di fila torna a salire anche Pirelli (+1,98%) e non smette di sorprendere Stmicroelectronics (+1,73%).

Ed infine va senza dubbio segnalata anche la continua ascesa di Luxottica (+1,36%) tornata a superare quota 55 euro, non accadeva dal gennaio del 2016.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

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