Piazza Affari ancora in difficoltà. Bancari in apnea

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La Borsa milanese bersagliata dalle vendite

Grande performance di Stm, mai così da 16 anni a questa parte. Stratosferica Moncler. Ma il Ftse Mib cade affossata dalle vendite sui titoli bancari.

Un’altra seduta nella quale la nostra Borsa ha mostrato tutta la propria debolezza. Dopo una mattinata trascorsa in territorio positivo le vendite sono piovute non appena dall’altra parte dell’Oceano i traders hanno iniziato ad immettere ordini.

Ancora una volta sono stati i titoli del comparto bancario ad affossare il nostro indice principale, un segnale per nulla tranquillizzante nel giorno in cui il nuovo Governo ottiene la fiducia dal Parlamento.

Giornata negativa anche per Londra (-0,7%) mentre Parigi (-0,1%) ha limitato le perdite. Francoforte (+0,1%) ha mantenuto la freccia verde nonostante i vistosi cali di Commerzbank (-3,0%) e Duetsche Bank (-1,5%).

Il nostro Ftse Mib (-1,18%) ritorna così sotto quota 22.000 punti ed ora la situazione si fa di nuovo “problematica”. Sappiamo infatti che da questo livello (i 22.000 punti) il nostro indice di riferimento ha rimbalzato più volte, per cui la discesa verso quota 21.000 aprirebbe scenari inquietanti.

Non dobbiamo tuttavia pensare che sia sempre Wall Street ad arrivare in soccorso delle Borse mondiali, negli Stati Uniti una situazione di “quasi piena occupazione” in connessione ad un tasso di inflazione che supera abbondantemente il 2% pone problemi che la Fed che non potrà continuare ad ignorare.

Dall’altra parte dell’Oceano siamo forse alla fine di un ciclo economico che da noi non è neppure iniziato, si potrebbe chiosare: vabbé essere in ritardo … ma fino a questo punto!

Ieri erano state le Popolari a far segnare i maggiori ribassi, oggi non sono certo andate bene: Bper Banca (-3,40%), Ubi Banca (-3,21%), Banco BPM (-2,44%), ma meglio delle Big: Intesa Sanpaolo (-3,83%) ed Unicredit (-3,56%).

Ovviamente le vendite hanno affondato anche il comparto del risparmio gestito, Finecobank (-1,56%) ha limitato le perdite, Banca Generali (-2,79%) torna sotto quota 21 euro ed Azimut (-4,09%) ha indossato la maglia nera di giornata.

Momento delicato anche per Mediaset (-3,51%) e Telecom Italia (-1,66%) che si avvicinano pericolosamente ai minimi degli ultimi 12 mesi.

Consoliamoci con Stmicroelectronics (+4,33%) che al fixing ha fatto segnare una quotazione (21,18 euro) che non toccava dal maggio del 2002!!!

E consoliamoci ancor di più con Moncler (+3,77%) che non solo ha superato quota 40 euro, ma ha infranto anche quota 41, ennesimo record storico.

A completare il podio Recordati (+3,65%) che ha terminato la seduta abbastanza distante dai massimi di giornata, ma va sottolineato che non toccava questi livelli da oltre 4 mesi.

Ed a proposito di titoli in piena salute vanno sottolineati anche i rialzi di Ferrari (+2,83%) e Campari (+1,78%), per la società del beverage si tratta del miglior fixing del 2018.

Per il momento a Wall Street il rimbalzo dei petroliferi non basta, il Nasdaq cerca di ritoccare nuovamente il record storico stabilito alla vigilia, mentre lo S&P500 ed il DJ devono per il momento cedere qualche decimo di punto percentuale.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

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