Piazza Affari: su i bancari, giù i petroliferi

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Seduta poco mossa

Segni più per Bper Banca, Mediobanca, Banco BPM, Intesa Sanpaolo ed Unicredit, invariata Ubi Banca. Svetta Amplifon davanti a Telecom. Giù Saipem e Tenaris. 

Alla fine le due cose si sono praticamente compensate, ossia gli acquisti sul comparto bancario e le vendite su quello petrolifero. Positive anche le utilities.

Poco distanti dalla parità anche le altre Borse del Vecchio Continente, Francoforte (+0,3%) e Parigi (+0,2%) concludono col segno più, Londra (-0,1%) termina con un ribasso frazionale.

A Piazza Affari dopo una mattinata in territorio decisamente negativo le notizie in arrivo dall’altra parte dell’Atlantico hanno riportato fiducia, gli investitori, tuttavia, ripresa la parità sul nostro Ftse Mib (+0,08%), non hanno avuto la forza per continuare il rialzo.

A pesare principalmente i titoli del settore petrolifero, Saipem (-3,59%) e Tenaris (-3,21%) hanno occupato le due ultime posizioni della classifica odierna facendo segnare ribassi decisamente importanti, ma la giornata è risultata negativa anche per Eni (-1,06%) che fa registrare il terzo calo di fila concludendo l’ottava con una performance negativa.

Nuovo ribasso anche per Juventus (-2,10%) dopo l’exploit della vigilia.

Lascia sul terreno oltre due punti percentuali anche Stmicroelectronics (-2,02%) che pare così aver trovato in area 17 euro un vero e proprio sbarramento.

Chi ha trovato invece un bel rimbalzo è Amplifon (+2,39%), best performer di giornata, alle sue spalle un altro rimbalzo molto atteso dal mercato: Telecom (+2,25%).

Completa il podio Finecobank (+1,95%) che recupera subito quota 12 euro e con questa performance guadagna anche il secondo posto nella classifica dell’anno in corso (+40,7%), classifica che, come noto, vede in testa un altro titolo del settore, l’inavvicinabile Azimut (+84,9% YTD).

Si appresta a concludere il mese con una performance positiva per la quinta volta di seguito Recordati (+1,89%) che si ferma ad un soffio (soltanto 6 centesimi di euro) dal massimo dell’anno fatto segnare il 20 marzo scorso.

Al momento in prossimità della parità tutti i tre principali indici di Borsa a stelle e strisce, da segnalare lo scivolone di Intel che registra un calo a doppia cifra dopo aver comunicato di essere praticamente fuori dal mercato 5G.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

 

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