Piazza Affari bersagliata dalle vendite

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A dispetto di una buona partenza

Crolla il comparto bancario e quello del risparmio gestito. Male anche Saipem, Mediaset e Poste. Sale ancora al massimo storico Moncler.

Orfane di Wall Street e della City, le Borse dell’eurozona concludono la seduta iniziale dell’ottava in calo. Parigi e Francoforte lasciano sul terreno poco più di mezzo punto percentuale, purtroppo è la nostra Piazza Affari a far segnare un calo vistoso all’indomani della decisione da parte del nostro Presidente della Repubblica di non far partire il nuovo Governo Conte.

L’incarico a Cottarelli, poi, è risultata una mossa deleteria sotto ogni punto di vista, gli italiani (ed anche i mercati) si chiedono infatti quale forza politica potrà votare la fiducia al Governo “tecnico” e quali persone avranno il coraggio di “metterci la faccia” rischiando l’impopolarità.

Si prospetta persino l’ipotesi che quando si presenterà alle Camere il Governo Cottarelli possa incassare … solo voti contrari!

E così l’indice principale della Borsa italiana, dopo aver cominciato la giornata in territorio positivo ha subito una valanga di vendite, per fortuna dopo esser sceso abbondantemente sotto quota 22.000 punti il Ftse Mib (-2,08%),  nella parte finale della seduta, è riuscito a recuperare qualche decimo facendo segnare al fixing 21.932,69 punti.

Protagonisti, ovviamente in senso negativo, il comparto bancario e quello del risparmio gestito, questo il bilancio finale: Finecobank (-7,22%), Banca Generali (-6,73%), Banco BPM (-6,58%), Mediobanca (-6,08%), Bper Banca (-5,84%), Ubi Banca (-5,41%), Unicredit (-3,83%) ed Intesa Sanpaolo (-3,24%). Una vera e propria Caporetto.

Male anche i petroliferi con Saipem (-4,76%) ed Eni (-2,03%) bersagliati dalle vendite mentre Tenaris (-1,04%) ha maggiormente limitato il calo.

In questa giornata da dimenticare vi è tuttavia chi non smette di far festa, sono gli azionisti di Moncler (+0,56%) che celebrano l’ennesimo record storico, da un bel po’ abbiamo smesso di contare le volte che al fixing la quotazione del titolo aveva superato il precedente massimo assoluto. Il trend positivo, cominciato ad inizio 2016, sta quindi durando ininterrottamente da quasi due anni e mezzo, in questo periodo la quotazione del titolo è passata da 12,59 euro (con la quale aveva concluso il 2015) agli attuali 39,48 euro (quotazione di chiusura odierna). Proprio niente male!

Frecce verdi infine anche per UnipolSai (+0,53%) e Ferrari (+0,44%).

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

 

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