Piazza Affari: il giorno dei dividendi

Giancarlo Marcotti Commenta per primo

Solo un calo frazionale per la Borsa italiana

Super cedole per Fiat ed Intesa, ma la maggior parte dei titoli ha distribuito il dividendo. Crolla Stm dopo gli sviluppi del caso Huawei. Svetta Italgas.

Ancora una volta è la City a limitare le perdite, l’indice Ftse 100 (-0,5%) di Londra ha infatti lasciato sul terreno solo mezzo punto percentuale, le vendite, invece si sono concentrate su Parigi (-1,5%) e Francoforte (-1,6%) sulla quale ha pesato ancora il calo di Infineon (-4,8%).

Ma è stata la nostra Piazza Affari a risultare nettamente la migliore, il calo del Ftse Mib (-2,68%), infatti, è quasi per intero dovuto allo stacco di numerosissimi dividendi.

Al netto dello stacco cedolare, infatti, alcuni titoli come ad esempio Intesa Sanpaolo (+0,41%) hanno terminato con un guadagno se si tien conto del maxi dividendo distribuito (9,02%).

Fiat Chrysler (-0,81%), invece ha chiuso con un ribasso dopo il super dividendo di 1,3 euro pari al 9,82% del prezzo di chiusura della vigilia.

Chi invece il ribasso lo ha subito per davvero è Stmicroelectronics (-9,15%) ovviamente pesano enormemente gli sviluppi della vicenda Huawei.

Vendite cospicue anche su Prysmian (-4,31%) che torna nuovamente sotto quota 17 euro.

Giornata decisamente brillante per le utilities, non si ferma e continua a ritoccare i propri massimi storici Italgas (+1,63%) nuovamente best performer di giornata. Bene anche A2A (+1,26%), Enel (+1,08%), nuovo massimo storico anche per Hera (+0,49%), massimo storico ritoccato solo in intraday da parte di Terna (+0,36%).

Sale sul secondo gradino del podio Banca Generali (+1,33%) al termine di una giornata abbastanza volatile. Seduta decisamente positiva anche per la capogruppo Generali Ass. (+1,24%).

Aveva ritoccato il proprio massimo storico Amplifon (+1,20%) arrivando fino a quota 19,78 euro prima di ritracciare e terminare su quota 19,45 euro.

Al momento in rosso Wall Street, limita i danni l’indice Dow Jones (-0,2%), leggermente superiore il calo dello S&P500 (-0,5%), come prevedibile più pesante il ribasso del Nasdaq (-0,9%) zavorrato da Apple (-3,3%).

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro          

 

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