Piazza Affari interrompe la risalita

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Pesa anche l’anticipo sulla cedola staccata da Eni

Sale il petrolio e vola Saipem, bene anche Eni e Tenaris. Male i settore bancario con l’eccezione di Bper Banca, ancor peggio le utilities.

Giornata di realizzi sulle Borse internazionali, chiusa Tokyo per festività (in Giappone si festeggia ogni cambio di stagione) la settimana borsistica nel Vecchio Continente iniziava male e finiva peggio. Wall Street, poi, si adeguava all’andazzo, al momento prevalgono i realizzi anche a New York.

In calo di circa mezzo punto percentuale sia Londra (-0,4%) che Parigi (-0,4%), lascia qualcosa di più sul terreno Francoforte (-0,6%) penalizzata dalla giornata storta del settore automobilistico: Daimler (-2,8%) e Bmw (-2,5%).

La maglia nera, tuttavia, va al nostro Ftse Mib (-0,91%) affossata dalle vendite che in particolare hanno colpito il comparto delle utilities.

Il Wti oltre i 70 dollari ed il Brent sopra gli 80 hanno spinto al rialzo tutto il comparto petrolifero. Saipem (+3,61%) ha concluso in vetta alla classifica odierna, il titolo ha fatto segnare al fixing 4,963 euro, ma in intraday ha anche toccato la fatidica quota di 5 euro (max 5,002 euro).

Posto d’onore per Eni (+1,74%) che ha staccato l’acconto sul dividendo 2019 (0,42 euro), proprio niente male, visto che soltanto per questo “anticipo” gli azionisti hanno incassato poco più del 2,5%. Tuttavia solo sfiorato il nuovo massimo dell’anno che rimane quello fissato lo scorso 7 agosto.

Positiva anche Tenaris (+1,01%) immediatamente tornata sopra quota 14 euro.

Da segnalare infine il buon rialzo di Bper Banca (+1,15%) in totale solitudine rispetto al comparto: Ubi Banca (-0,13%), Banco BPM (-0,43%), Mediobanca (-0,72%), Unicredit (-0,85%), pesante il calo di Intesa Sanpaolo (-2,10%).

Non fa più notizia, infine, il nuovo massimo assoluto da parte di Finecobank (+0,30%).

Ma dei 40 titoli di cui si compone il nostro indice principale, oggi ben 31 hanno fatto segnare un ribasso. Sul fondo Italgas (-2,45%), hanno lasciato sul terreno oltre due punti percentuali Prysmian (-2,37%) e Salvatore Ferragamo (-2,05%).

Come anticipato, giornata nera per le utilities: Terna (-1,86%), Atlantia (-1,62%), Snam Rete Gas (-1,60%), A2A (-1,46%) ed Enel (-1,36%).

Al momento segni meno davanti alle performances dei tre principali indici statunitensi, limita i danni il Nasdaq (-0,2%) mentre le vendite colpiscono in particolare sia lo S&P500 (-0,5%) che il Dow Jones (-0,7%). Gli investitori sono già proiettati a dopodomani, quando la Fed, con ogni probabilità, deciderà un nuovo ritocco all’insù per i tassi di interesse.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

 

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