Piazza Affari: le Banche tornano a tremare

Giancarlo Marcotti Commenta per primo

Le sofferenze non finiscono mai

Crollano le nostre “Popolari”, vendite diffuse sulle utilities e sui petroliferi. Sale Unipol, bene Mediobanca ed ancora un record per Exor.

Dopo che centinaia di migliaia (se non milioni) di cittadini italiani sono stati “espropriati” dei loro capitali investiti in titoli azioni ed obbligazionari di diverse Banche, e dopo che ci avevano detto che questo passaggio, dolorosissimo, era stato necessario per risanare il settore fondamentale del sistema economico, oggi ci dicono che siamo ben lontani dall’aver raggiunto l’obiettivo e, per quanto riguarda il risanamento del comparto bancario … siamo solo all’inizio.

Naturalmente questa notizia e tutt’altro che una sorpresa, lo dico e ribadisco da tempo, l’euro ha distrutto la nostra economia basata sulla piccola e media industria, a farne le spese in primis il sistema industriale che ovviamente ha trascinato nel baratro il comparto bancario.

Da qualche giorno i titoli bancari in Borsa crollano perché la Vigilanza bancaria della Bce vuole tempi rapidi nello smaltimento delle sofferenze. Una specie di terremoto per i bilanci dei nostri Istituti di Credito che, evidentemente, in pancia devono avere ancora numerosi NPL.

Non si spiegherebbero altrimenti queste performances delle nostre Banche Popolari: Bper Banca (-3,56%), Ubi Banca (-3,37%) e Banco BPM (-2,44%).

A pesare sul nostro Ftse Mib (-0,77%) il nuovo dietro-front delle utilities, le vendite si sono concentrate in particolare su Italgas (-2,10%) ed A2A (-1,81%), ma non hanno risparmiato neppure Enel (-1,21%), Terna (-0,98%) e Snam Rete Gas (-0,77%).

Giornata da dimenticare anche per i petroliferi: Saipem (-1,75%), Eni (-1,28%) e Tenaris (-0,67%).

Ma concludiamo dando uno sguardo alla parte alta della classifica, non sono stati molti i titoli che hanno terminato la seduta in guadagno, in vetta troviamo Unipol (+1,46%), alle sue spalle Mediobanca (+0,99%) al terzo miglior fixing dell’anno, quindi Leonardo (+0,64%) promossa da UBS.

Ma non possiamo concludere il commento alla giornata in Borsa senza sottolineare l’ennesimo record storico per Exor (+0,18%) che ha trovato nuovi compratori anche in una seduta sostanzialmente negativa come quella odierna.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

 

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