Piazza Affari: Leonardo nel baratro

Giancarlo Marcotti Commenta per primo

Tutti in rosso i listini del Vecchio Continente

Comincia a farsi sentire la “cura” Profumo. Per MPS uno stillicidio senza fine. Svetta STM, alle sue spalle Unicredit e Generali Assicurazioni.

Quando un titolo che non abbiamo in portafoglio crolla in Borsa spesso ci lasciamo andare a frasi del tipo: “almeno questa l’abbiamo scampata”. Sul nostro dossier titoli, tuttavia, ci sono, figurativamente, anche azioni che non abbiamo personalmente acquistato.

Sono quelle che hanno una rilevante partecipazione pubblica.

Il nostro Tesoro, ad esempio, detiene il 30% di Leonardo, la ex Finmeccanica, ciò significa che lo Stato italiano detiene quella quota azionaria, ne deriva che tutti noi “abbiamo in portafoglio” un certo numero di azioni Leonardo.

Oggi quindi per tutti noi non è stata una buona giornata, Leonardo (-21,55%) ha subito un vero e proprio tracollo dopo aver comunicato una trimestrale che, mettiamola così, non è stata apprezzata dal mercato.

L’AD Alessandro Profumo (ex Unicredit, ex Montepaschi) ha tuttavia rassicurato tutti (si fa per dire) dicendo che questo sarà l’anno peggiore per la società e che dal prossimo tornerà a risalire. Ma allora non è una superstizione, il 17 porta davvero sfortuna!

Intanto anche Banca MPS (-4,34%), un affarone, una Banca risanata, ci raccontava un paio d’anni fa l’allora Premier Matteo Renzi, non smette di scendere e gli investitori si continuano a chiedere: ma c’è un limita al ribasso o no?

Preoccupante anche il momento di Brembo (-3,20%), è vero che il titolo era salito vertiginosamente e tutt’ora la performance da inizio anno è più che buona, ma il calo verticale che ha avuto il titolo in meno di un mese è decisamente allarmante.

Giornata con luci ed ombre per il comparto bancario, le ombre riguardano principalmente Banco BPM (-2,84%), mentre le luci hanno illuminato soprattutto Unicredit (+1,93%), posto d’onore di un podio che vede sul gradino più basso Generali (+1,55%) e su quello più alto Stmicroelectronics (+2,30%) che recupera parte delle perdite accusate alla vigilia.

Da segnalare infine il rimbalzo di Moncler (+1,10%) ed il nuovo attacco (fallito di un soffio) al proprio record storico da parte di Italgas (+1,08%) che si ferma a soli 5 millesimi di euro dal massimo assoluto registrato lo scorso 27 ottobre.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

 

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