Piazza Affari, male ma non malissimo

Giancarlo Marcotti Commenta per primo

Borse “tranquille” dopo le elezioni

 La Ferrari in pista non va, ma in Borsa batte ogni record. Sul fondo Leonardo, ancora male Finecobank. Rimbalzano Telecom e Prysmian.

Dopo che nella prima parte della seduta il nostro indice principale si è pericolosamente avvicinato a quota 20.000 punti, la Borsa milanese ha avuto una reazione d’orgoglio riuscendo a dimezzare le perdite.

In calo anche le altre Piazze europee, Francoforte (-0,4%) e Parigi (-0,4%) hanno lasciato sul terreno poco meno di mezzo punto percentuale, soltanto frazionale invece il calo per Londra (-0,1%) che ricordiamo però ieri era chiusa per una festività.

Seduta, quella odierna, che tuttavia non ha riservato grandi sorprese, nessun exploit come era accaduto alla vigilia.

Un solo titolo ha perso oltre due punti percentuali, e si tratta di Leonardo (-2,21%), così come un solo titolo ha guadagnato oltre due punti percentuali e si tratta di Telecom Italia (+2,04%) che perlomeno interrompe quella sequela impressionante di ribassi.

Trova un rimbalzino anche Prysmian (+1,33%) che potrebbe così trovare in area 15 euro un livello dal quale ripartire come fece già sia nel mese di aprile che nel mese di dicembre dello scorso anno.

La palma di titolo del giorno spetta tuttavia a Ferrari (+0,94%) che nonostante le disfatte in Formula 1 stabilisce il nuovo record storico in Borsa facendo segnare al fixing 129,05 euro.

Continua il momento no di Finecobank (-1,98%), per trovare un fixing peggiore rispetto a quello odierno occorre tornare allo scorso 8 febbraio, continua anche la volatilità di Unipol (-1,63%) che dall’inizio del mese non conosce mezze misure.

Dopo l’exploit di ieri paga dazio (o pedaggio) Atlantia (-1,61%), tuttavia per l’ex Autostrade l’anno in corso si sta rivelando decisamente positivo per gli azionisti (+30,3%).

Ed infine giornata ancora negativa per l’intero comparto dei titoli bancari, il peggiore oggi è risultato Unicredit (-1,44%) per il quale è suonato un campanello d’allarme essendo sceso sotto la quota psicologica dei 10 euro.

Sulle montagne russe, per il momento Wall Street, dopo una partenza positiva ed un’inversione di tendenza che aveva portato il Dow Jones in territorio negativo ora sembra sia tornato il sereno al di là dell’Oceano.

Segni più per i tre principali indici a stelle e strisce, sale in particolare il Nasdaq (+0,4%).

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

 

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