Piazza Affari: profondo rosso

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In calo tutti gli indici europei

Bene Tenaris, Saipem e Mediolanum, per il resto solo ribassi. Scendono in particolare i bancari con Intesa, e le utilities con A2A e Snam.

Sarà stato il Ministro dell’economia greco Varoufakis che ha gettato un’ombra (o del fango?) sui conti pubblici italiani, oppure un rapporto dell’Ocse non troppo benevolo nei confronti delle prospettive per il nostro Paese, sta di fatto che partita male la nostra Borsa è rimasta nel guano per tutta la seduta.

Un lieve recupero nella mezz’ora finale ci ha permesso di non terminare sui minimi di seduta, ma è proprio ben poca cosa, e soltanto il comparto petrolifero si è difeso bene, per il resto … meglio voltar pagina al più presto.

Dalla Banca d’Italia arrivano notizie ancora allarmanti, che naturalmente non troveranno spazio in alcun telegiornale, ed allora ve le riportiamo noi.

I prestiti al settore privato a dicembre sono calati dell’1,6% alla faccia degli interventi della Bce (LTRO e TLTRO) vedremo se cambierà qualcosa con il Quantitative easing. E ciò che è peggio è che disaggregando il dato vediamo che il calo è risultato meno pesante per le famiglie (-0,5%), mentre ancora una volta ha colpito in particolare le imprese non finanziarie (-2,3%).

I depositi sono saliti del 3,9% (se ne rallegrerà Renzi), MA A SCAPITO DELLA RACCOLTA OBBLIGAZIONARIA scesa del 17,3%!!! (ma questo Renzi non lo dirà).

C’è poi qualcuno che gioisce per la crescita del 15,2% delle sofferenze?!?!? Sì, perché a novembre l’aumento era stato del 18,4%!!! Ed allora ha il coraggio di titolare che “diminuisce il tasso di crescita delle sofferenze bancarie” siamo proprio al teatro dell’assurdo.

Comunque torniamo al nostro Ftse Mib (-1,90%), liquidiamo in fretta i tre rialzi giornalieri, anche se obiettivamente non sono cosa da poco.

Tenaris (+2,79%) e Saipem (+2,27%) hanno beneficiato dell’aumento dei prezzi petroliferi, mentre Mediolanum (+1,33%) è salita grazie ai dati sulla raccolta.

Esaurite le frecce verdi vediamo ora la parte bassa della classifica.

Maglia nera per Intesa Sanpaolo (-3,26%) che non sembra aver alcuna volta di fare shopping in giro per le Popolari (soprattutto quelle più in crisi come Carige).

Forti vendite anche sul comparto delle utilities, pesanti soprattutto i ribassi di A2A (-3,18%) e Snam Rete Gas (-3,02%).

Non si sono salvati dalle vendite neppure i titoli del lusso, a scendere è soprattutto Salvatore Ferragamo (-2,94%), ma non è andata molto meglio a Tod’s (-2,55%) e Yoox (-2,28%).

Completamente in controtendenza rispetto a Mediolanum la concorrente Azimut (-2,92%) che deve subire anche prese di beneficio dopo i recenti aumenti.

Discorso che vale anche per Fca (-2,89%) al terzo ribasso consecutivo, ma pur sempre su quotazioni decisamente elevate (11,75 euro).

Hanno lasciato sul terreno oltre due punti percentuali anche Banco Popolare (-2,87%), BpM (-2,60%), Ubi Banca (-2,50%), Mediobanca (-2,35%) e Unicredit (-2,08%).

E concludiamo sottolineando anche i ribassi di Atlantia (-2,61%) che non riesce così a concludere una seduta al di sopra di quota 23 euro, ed Enel (-2,51%) che con il  quarto ribasso di fila si allontana sempre più da quota 4 euro.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro   

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