Piazza Affari rinvigorita da Mario Draghi

Giancarlo Marcotti Commenta per primo

Il mercato riscopre il nostro indice principale

Risparmio gestito, bancari ed assicurativi trascinano Milano ad un guadagno insperato. In calo lusso e automotive. Record per Enel, Ferrari ed A2A.

Francoforte (+0,3%), Parigi (+0,0%), Londra (-0,4%) e Milano? Milano (+1,5%) vola. Ma cos’ha detto Draghi? La domanda è più che lecita. Allora, senza entrare nel merito, la sintesi è questa: Draghi non ha detto nulla, ma proprio nulla, gli analisti hanno interpretato questo nulla con un “proseguirò con il Qe anche dopo la scadenza di fine anno”.

E’ naturalmente una interpretazione che potrebbe anche essere corretta, tuttavia l’unica notizia data dal Presidente della Bce è il taglio delle stime d’inflazione, un dato che dovrebbe indebolire l’euro al momento comunque ancora sopra quota 1,12 nei confronti del dollaro.

“Oggi le comiche” oh scusate, le baruffe chiozzotte andate in onda in diretta tv dalla Camera dei Deputati non dovrebbero aver inciso in alcun modo sull’esito della seduta a Piazza Affari, hanno influito molto di più le parole “distensive” utilizzate da Moscovici.

Il nostro indice principale ha visto trionfare il risparmio gestito, queste le straordinarie performances dei titoli che fanno parte di questo settore: Azimut (+3,89%), Banca Generali (+3,80%), Finecobank (+3,25%) e Banca Mediolanum (+2,61%), questo exploit verrà giudicato con favore dalla totalità degli analisti, non da me, non è il caso di approfondire l’argomento, ma sappiate che l’aumento del comparto è comprensibile, ma a mio avviso non è una buona notizia.

Ad eccezione del lusso e dell’automotive la giornata è stata positiva praticamente per tutti i settori, a cominciare da quello bancario, guadagni superiori ai tre punti percentuali per Bper Banca (+3,71%) ed Unicredit (+3,22%), ma tutti i titoli del settore hanno guadagnato oltre un punto percentuale: Banco BpM (+2,28%), Mediobanca (+1,73%), Ubi Banca (+1,67%) ed Intesa Sanpaolo (+1,02%).

Va segnalato poi il record storico di Enel (+3,04%) che è ormai pronta a traguardare anche quota 5 euro.

Seduta di rimbalzo anche per gli assicurativi: UnipolSai (+2,47%), Generali (+1,75%) ed Unipol (+1,52%) hanno fermato, almeno temporaneamente, il trend negativo in atto.

Chi invece non esce dalla periodo di crisi è Salvatore Ferragamo (-3,50%) che conclude la seduta a quota 24 euro tondi tondi, un livello che riporta il titolo indietro di cinque mesi.

In calo anche il settore dell’auto, Fiat Chrysler (-1,13%) e Brembo (-0,29%), ma non possiamo concludere senza segnalare l’ennesimo calo di Saipem (-0,52%) per il quale il 2017 si sta rivelando un annus horribilis.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

 

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