Piazza Affari sempre più in difficoltà

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Borse: Usa surclassa Europa

Mentre Wall Street continua a volare, in Europa si arranca e in Italia si affonda. Si vende in Europa e si acquista a New York, l’America ringrazia i dazi.

Ancora una seduta in sofferenza per la Borsa milanese, le vendite sono arrivate a pioggia, ma come al solito sono stati i titoli bancari a zavorrare il nostro indice principale.

In calo anche le altre Piazze del Vecchio Continente, ma i ribassi hanno riguardato Londra (-0,4%) e Francoforte (-0,4%) mentre Parigi (+0,0%) ha chiuso appena sopra la linea della parità.

Wall Street non molla e vola sulle ali dell’entusiasmo anche alla vigilia di un G7 che Trump ha intenzione di snobbare. La Borsa americana continua a dare clamorosi segnali di forza.

Per il nostro Ftse Mib (-1,89%) una ottava da dimenticare, l’indice di riferimento della Borsa italiana ha perso più di 1.000 punti ed è sempre stato bersagliato dalle vendite, il comparto bancario, in particolare, è stato preso di mira dagli investitori.

Al termine delle contrattazioni soltanto Salvatore Ferragamo (-0,37%) è riuscito a concludere la seduta con un guadagno, Campari ha chiuso invariato rispetto alla vigilia, per il resto un monocromatico rosso.

Hanno limitato i danni Moncler (-0,23%) e Tenaris (-0,29%), in una giornata non particolarmente significativa per il petrolio, al momento il prezzo dell’oro nero è in calo di circa mezzo punto percentuale rispetto alla vigilia.

Sul fondo troviamo oggi Banco BPM (-4,02%) che deve assolutamente trovare su quota 2,3 euro un livello di rimbalzo. Per Ubi Banca (-2,75%) si è trattato del peggior fixing (3,11 euro) degli ultimi dodici mesi, e non ha fatto eccezione Bper Banca (-2,70%) che ha invece in quota 4 euro una barriera che non deve assolutamente essere infranta.

Dopo un paio di rimbalzi torna a scendere Cnh Ind. (-3,57%), ma a proposito di titoli in difficoltà va segnalato l’ennesimo calo di Unipol (-3,38%) che scende sotto quota 3,5 euro, non accadeva dallo scorso mese di novembre.

Per Azimut (-3,23%) si tratta del peggior fixing (43,5 euro) dal marzo 2017, il comparto del risparmio gestito soffre maledettamente la situazione di incertezza della nostra Borsa, ne pagano le conseguenze anche Banca Generali (-3,06%) ed in misura molto inferiore Finecobank (-0,74%).

La lista dei maggiori ribassi continua con Atlantia (-2,88%) che negli ultimi trenta giorni ha lasciato sul terreno la bellezza di 15 punti percentuali.

Insomma da noi un lazzaretto, mentre Wall Street vola sulle ali dell’entusiasmo.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

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