Piazza Affari, un’altra batosta

Giancarlo Marcotti Commenta per primo

Borse europee ancora in calo

Rimbalza Ferrari dopo lo scivolone della vigilia. Crollano Tenaris e Poste dopo i conti. Pesanti vendite su Saipem ed i titoli del comparto bancario.

Mentre le micro-imprese italiane sbarcano sull’AIM Italia, le Blue Chips continuano a navigare in un mare tempestoso, dopo aver superato quota 22.000 punti il nostro indice principale ha preso due sbandate da paura, i minimi dell’anno sono tremendamente vicini, urge un cambio di rotta.

Wall Street dopotutto “tiene”, al momento il DJ sta lasciando sul terreno pochi decimi di punto percentuale, lo S&P500 si mantiene poco sopra la parità ed il Nasdaq guadagna oltre mezzo punto trascinata dai continui acquisti sul gigante Apple (+2,6%) e oggi anche dall’exploit di Tesla (+12,3%).

Soltanto frecce rosse invece davanti alle performance dei principali indici del Vecchio Continente, ha limitato nuovamente le perdite Parigi (-0,7%), in calo di un punto Londra (-1,0%), ed amplia le perdite Francoforte (-1,5%).

Ma è ancora una volta il nostro Ftse Mib (-1,73%) ad indossare la maglia nera. Undici dei quaranta titoli che compongono il nostro indice di riferimento hanno subito ribassi superiori ai tre punti percentuali, giornata nera in particolare per i petroliferi, i bancari e gli assicurativi.

Più delle semestrali hanno deluso gli outlook per la seconda metà dell’anno, Tenaris (-6,30%) ha più che raddoppiato l’utile, ma il warning sui dazi ha convinto gli investitori a vendere il titolo a piene mani.

Poste Italiane (-5,41%) ha ridotto i ricavi e non è stato sufficiente il balzo dell’utile (+44%) a tranquillizzare il mercato.

Macquarie ha ritoccato all’insù il target price di Saipem (-5,29%) ma il mercato ha punito il titolo, come mai? Forse perché la società di investimenti australiana ha portato il tp da 3,4 a 4,1 euro e la società quotava già abbondantemente oltre questo limite.

Ma chiaramente un impatto decisivo sulla performance negativa del nostro indice principale è arrivato dal comparto bancario: Banco BPM (-4,63%), Unicredit (-4,27%), Intesa Sanpaolo (-3,86%), Bper Banca (-3,57%), Ubi Banca (-1,76%) e Mediobanca (-1,03%).

Seduta da dimenticare anche per gli assicurativi: Unipol (-4,14%), UnipolSai (-3,28%) e Generali (-1,56%) e per i titoli del risparmio gestito: Banca Generali (-3,89%), Azimut (-2,93%), Banca Mediolanum (-2,74%) e Finecobank (-1,18%).

Da segnalare infine l’ennesimo crollo di Buzzi Unicem (-3,95%) che ha concluso la seduta a quota 18 euro tondi tondi, stiamo assistendo ad una vera e propria caduta libera.

Concludiamo il commento alla giornata di Borsa dando una veloce occhiata alla parte alta della classifica, va segnalato soprattutto il rimbalzo di Ferrari (+4,03%), ribadiamo che la “scusa” con la quale si è giustificato il crollo delle quotazioni avvenuto negli ultimi minuti di contrattazione di ieri, ossia l’aggettivo “ambizioso” riferitosi ai target aziendali e pronunciato dal neo AD Camilleri non regge, non combaciano i tempi. Ma con il rimbalzo odierno tutto sarà messo a tacere e la Consob (ci scommettete?) non indagherà su quanto accaduto.

Decisamente più modesti i guadagni degli altri tre titoli che hanno concluso la giornata al di sopra della linea della parità: Stmicroelectronics (+0,81%), Italgas (+0,14%) e Campari (+0,07%).

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

 

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